Dopo l’India, anche il Brasile ha deciso di vietare il foie gras, il fegato di anatra o d’oca ottenuto attraverso l’alimentazione forzata degli animali. Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha infatti firmato la legge n. 90/2020, che proibisce in tutto il territorio nazionale la produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita degli alimenti ottenuti attraverso il cosiddetto gavage. Il Brasile diventa così il secondo Paese al mondo a fermare sia la produzione sia la commercializzazione del prodotto, oltre che il primo dell’America Latina e dell’intero emisfero occidentale a farlo attraverso una legge federale. In Italia, ricordiamo, produrre foie gras è vietato, mentre importarlo e venderlo resta consentito.

Il Brasile ha vietato la produzione e la vendita di foie gras
Il Brasile ha vietato la produzione e la vendita di foie gras

La legge e il suo percorso

La nuova legge entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Da quel momento non potranno più essere prodotti, importati, esportati o messi in commercio alimenti ottenuti mediante alimentazione forzata. Per chi violerà il divieto è prevista una pena detentiva da tre mesi a un anno, alla quale si aggiungeranno le sanzioni pecuniarie stabilite dalla legge brasiliana sui crimini ambientali nei casi di maltrattamento degli animali.

Come si ottiene il foie gras

Il foie gras si ottiene dal fegato di anatre e oche sottoposte a un’alimentazione forzata pensata per provocare una steatosi epatica, comunemente chiamata “fegato grasso”. Durante il gavage gli animali vengono alimentati due volte al giorno attraverso un tubo metallico lungo circa 30 centimetri, inserito direttamente nella gola. Il fegato aumenta così di volume fino a raggiungere dimensioni anche dieci volte superiori a quelle naturali.

Il provvedimento chiude una vicenda iniziata oltre dieci anni fa. Nel 2015 il Comune di San Paolo aveva già approvato un divieto sul foie gras, ma la norma era stata successivamente annullata dai tribunali, secondo i quali una materia di questo tipo non poteva essere regolata a livello comunale e rientrava nelle competenze federali. La questione era quindi rimasta aperta, in attesa di una legge nazionale capace di intervenire su produzione e commercio nell’intero Paese.

La firma del presidente Lula chiude una vicenda che
La firma del provvedimento da parte del presidente Lula chiude una vicenda iniziata più di dieci anni fa

Il disegno di legge n. 90/2020 è stato presentato dal senatore Eduardo Girao, esponente di Novo nello Stato del Ceará. Nel corso dell’iter ha ricevuto anche il sostegno di Animal Equality Brasile, che per più di sei anni ha portato avanti indagini negli allevamenti e nei macelli, iniziative pubbliche, attività di pressione politica e campagne di mobilitazione. La firma di Lula ha ora completato il percorso parlamentare, trasformando il testo in una norma valida su tutto il territorio brasiliano.

Il foie gras in Brasile, un mercato di nicchia

Detto questo, dal punto di vista economico, il foie gras ha sempre occupato uno spazio molto ristretto nel mercato brasiliano. Il prezzo può infatti arrivare fino a 5.000 reais al chilogrammo, circa 860 euro oggi al cambio, rendendolo un prodotto destinato a una fascia limitata di consumatori. Anche la produzione interna è rimasta contenuta: per anni sono stati soltanto due gli allevamenti brasiliani impegnati in questa attività ed entrambi risultano attualmente sottoposti a embargo.

Il provvedimento firmato dal presidente chiude una vicenda iniziata oltre dieci anni fa
Il foie gras è sempre stato un mercato di nicchia in Brasile

La situazione nel resto del mondo

Insomma, con la firma della legge, come detto, il Brasile diventa il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare sia la produzione sia la commercializzazione del foie gras. Altrove il quadro è diverso: in diversi Stati, come per esempio, Regno Unito, Germania, Polonia, Argentina, Australia e la già citata Italia la produzione è vietata o soggetta a forti limitazioni, mentre le norme sulla vendita variano da Paese a Paese.