segnale positivo
India, il gas torna a scendere: una boccata d'ossigeno per ristoranti e hotel
Dopo settimane di tensioni causate dalla crisi in Iran e dall'aumento del costo del Gpl commerciale, arriva un primo segnale positivo per la ristorazione indiana: il Governo ha infatti ridotto il prezzo delle bombole
Solo poche settimane fa avevamo raccontato come l’aumento del costo del Gpl commerciale, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dal rincaro dell’energia, stesse mettendo sotto pressione ristoranti e hotel in India. Ora il quadro inizia a cambiare. Dal 1° luglio, infatti, le compagnie petrolifere statali hanno ridotto di 183,50 rupie il prezzo delle bombole commerciali da 19 chilogrammi, quelle normalmente utilizzate nelle cucine di ristoranti, hotel, mense e servizi di catering. La notizia di Reuters evidenzia come il provvedimento rappresenti un primo intervento per alleggerire i costi delle attività di ristorazione.
Il prezzo della bombola commerciale a Delhi scende così da 3.113,50 a 2.930 rupie, mentre restano invariati i prezzi delle bombole domestiche destinate alle famiglie. Anche il Times of India sottolinea che il taglio interessa direttamente il comparto dell’ospitalità, tra i più penalizzati dagli aumenti registrati nelle ultime settimane.
Le cucine respirano, ma i costi restano elevati
Il provvedimento arriva dopo mesi complessi per gli operatori del comparto, costretti ad affrontare un forte incremento delle spese energetiche senza poter trasferire integralmente i rincari sui clienti. Il ribasso rappresenta quindi una boccata d’ossigeno, ma non riporta i costi ai livelli precedenti alla crisi. Molti ristoratori continuano infatti a lavorare con margini ridotti, dopo aver assorbito gli aumenti del gas e delle altre materie prime.
Per la ristorazione indiana il taglio del Gpl è soprattutto un segnale di stabilizzazione del mercato energetico. Se le tensioni internazionali continueranno ad attenuarsi, anche il costo dell’energia potrebbe tornare progressivamente su livelli più sostenibili, offrendo un po’ di respiro a un settore che negli ultimi mesi è stato tra i più esposti agli effetti della crisi.

