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Cancer plan: depositati gli emendamenti per salvare il vino

Il Parlamento europeo sta per approvare il documento che definirebbe pericolose le sostanze alcoliche. L’Italia ha quindi presentato delle modifiche per differenziare l’abuso dal consumo moderato di alcol

 
10 febbraio 2022 | 18:36

Cancer plan: depositati gli emendamenti per salvare il vino

Il Parlamento europeo sta per approvare il documento che definirebbe pericolose le sostanze alcoliche. L’Italia ha quindi presentato delle modifiche per differenziare l’abuso dal consumo moderato di alcol

10 febbraio 2022 | 18:36
 

Sono stati depositati gli emendamenti di modifica legati al vino nel report della Commissione Beca (Beating cancer), al voto del Parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo martedì 15 febbraio, legati al cosiddetto Cancer plan. Le proposte di modifica riguardano in particolare la differenza tra consumo moderato e abuso di alcol quale fattore di rischio, la revisione del concetto di "no-safe level" (nessun livello sicuro di consumo) per il vino e della proposta sugli avvisi salutistici, modello sigarette. Se così non fosse infatti tutti gli alcolici verrebbero di fatto equiparati alle sigarette e giudicati in maniera indiscriminata come nocivi. Questo aspetto aveva subito fatto insorgere i produttori di vino, in particolare quelli italiani, perché se il Cancer plan venisse approvato per come è stato pensato, bisognerebbe cambiare drasticamente le etichette, non si potrebbe più fare da sponsor agli eventi e in particolare agli eventi sportivi. Insomma, si creerebbe un vero e proprio danno economico per un settore che sta cercando di rialzarsi dopo la crisi ed è uscito alla grande dal 2021. Continua a far discutere anche la questione del Nutriscore, l’etichetta francese che vorrebbe mettere la lettera F su sfondo nero sulle bottiglie di alcolici, ovvero la più pericolosa a livello della salute, con Federvini che è tornata alla carica. Per Federvini e l'Unione italiana vini se non si porteranno i necessari correttivi si assisterà a uno tsunami per il settore

  Cancer plan: depositati gli emendamenti per salvare il vino

Per emendare il testo del Cancer plan i politici hanno agito trasversalmente

Al di là del rispettivo colore politico i politi hanno fatto quadrato in difesa del vino. «Grazie al sostegno di oltre 150 colleghi, appartenenti quasi esclusivamente ai tre Gruppi politici della cosiddetta maggioranza Ursula (Ppe, S&D e Renew Europe), abbiamo deciso di intervenire sul testo del rapporto, chiedendo una differenziazione tra uso e abuso di alcol», hanno dichiarato in una nota Paolo De Castro (Pd, S&D) ed Herbert Dorfmann (Svp, Ppe), primi firmatari degli emendamenti. Hanno poi chiesto delle specifiche anche sulle etichette: «vogliamo sistemi più trasparenti, che forniscano ai consumatori informazioni sul consumo moderato e responsabile», hanno concluso.

 

L’Unione italiana vini plaude agli emendamento sul Cancer plan

«Supportiamo le proposte migliorative presentate dagli eurodeputati», ha commentato il vicepresidente Unione italiana vini e presidente dell'Associazione europea Wine in moderation, Sandro Sartor, aggiungendo: «Il primo obiettivo è quello di evitare che il 15 febbraio diventi una data spartiacque per il futuro del vino italiano ed europeo e gli emendamenti proposti, prioritari e decisivi, vanno in questa direzione – ha ammesso - Senza la fondamentale distinzione tra consumo e abuso, tra diversi contesti e modelli di consumo lo scenario che si delineerebbe per il settore sarebbe disastroso sul piano socio-economico».

Se gli emendamenti non passassero si avrebbe un tracollo per il settore

Secondo Uiv, senza gli emendamenti al testo il vino subirebbe nel medio-lungo termine una catastrofe. La contrazione dei consumi stimata a oggi è attorno al 25/30%, ma ancora maggiore sarebbe quella del fatturato del settore, che calerebbe del 35% per un equivalente di quasi 5 miliardi di euro l'anno. Senza considerare i danni agli asset investiti, dalle cantine ai vigneti, alle stesse aziende, che si svaluterebbero di pari passo, e i danni all'indotto. Inevitabilmente tutto questo finirebbe per ricadere sul consumatore. Sempre secondo l’associazione, la riduzione dei consumi porterebbe a un inevitabile aumento dei costi di produzione e a un appiattimento della qualità e, paradossalmente, a un aumento dei prezzi allo scaffale.

Cancer plan: depositati gli emendamenti per salvare il vino

Federvini incontra incontra i rappresentanti del Governo: «L’Italia prenda posizione»

Un tavolo di concertazione e di coordinamento tra Ministero delle Politiche Agricole, Ministero della Salute e Ministero degli Affari Esteri per definire la posizione italiana in tutte le sedi internazionali. È questa la richiesta che arriva da Federvini e che il Sottosegretario del Ministero dell’Agricoltura con delega al vino Gian Marco Centinaio si è impegnato a proporre in tutte le sedi, di fronte ai sempre più numerosi attacchi concentrici al mondo del buon bere italiano.

«Da mesi ci siamo appellati ai vari Ministri competenti – ha dichiarato Micaela Pallini, presidente di Federvini, al termine dell’incontro svoltosi al Ministero - per chiedere un’azione concreta, incisiva e determinata a difesa di un comparto fondamentale della filiera agro-alimentare italiana. Un mondo fatto di socialità, convivialità, consumo consapevole e responsabile, basato su quello stile mediterraneo che il mondo intero ci invidia. Crediamo sia arrivato il momento di dare una risposta forte attraverso una strategia nazionale, che vada oltre le dichiarazioni per i media, e si esprima con conseguenti prese di posizione puntuali e concrete su tutti i tavoli di discussione a livello europeo e internazionale».

Le altre questioni scottanti per il settore vitivinicolo italiano

Oltre alla questione Cancer plan sul tavolo c’è anche la recente proposta la recente proposta francese di includere le bevande alcoliche nel sistema Nutriscore; l’adozione, lo scorso 24 gennaio, da parte del Comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di un piano d’azione di lotta all’abuso di alcol che si limita a raccomandare misure di stampo proibizionistico e che demanda ad un organo tecnico di definire le regole su cui fondare il dialogo tra Amministrazioni e mondo produttivo, avvenuta, secondo Federvini, «nel silenzio della delegazione italiana, che invece in passato aveva sempre espresso una posizione di equilibrio e buon senso». Ci sarebbe poi anche la volontà, da parte dell'organizzazione internazionale, espressa in più documenti ufficiali, di rivedere il sistema di tassazione di tutte le bevande alcoliche in senso restrittivo; le proposte che fanno capolino da più parti prevedono divieti, proibizioni e messaggi allarmistici come soli strumenti di lotta, peraltro doverosa, contro ogni forma di abuso. Per l’associazione di categoria tutti questi segnali fanno presagire che entro pochi mesi, al massimo pochi anni, il mondo delle bevande alcoliche «subirà un pregiudizio a livello di reputazione ed uno tsunami economico che non si vedeva dai tempi del Proibizionismo americano degli anni Venti e Trenta del secolo scorso». «Qualcuno ancora spera - prosegue la presidente Pallini – che questi dossier in discussione siano soltanto documenti di principi senza alcun effetto concreto. Ma non è così. Si tratta, invece, di documenti programmatici che rischiano di trovare una risposta normativa entro pochissimo tempo. È giunta l’ora che il Governo italiano esprima formalmente la sua posizione. Se necessario, anche opponendosi ufficialmente a certe proposte». 

 

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Di Marco