Corsi di formazione per gli chef di domani: studenti già col lavoro in tasca

In Italia ristorazione e turismo lavorano sempre più sotto organico. Le aziende bussano alle scuole, ma anche qui non è facile, l'Accademia Italiana Chef: «I nostri studenti trovano lavorano ancora prima di finire i corsi». Nonostante gli sforzi economici delle imprese in vista dell'estate la carenza di personale è ancora più preoccupante

24 febbraio 2023 | 05:00
di Luca Bassi

Sembrano lontani anni luce gli anni in cui il personale del mondo della ristorazione abbondava. Il reclutamento per la stagione estiva iniziava già nei primi mesi dell’anno e ad aprile il piano delle risorse umane della gran parte delle aziende turistiche italiane, alberghi, ristoranti e bar che puntano tutto (o quasi) sui mesi più caldi dell’anno, era praticamente chiuso. C’era una grande richiesta anche dai giovani studenti per lavorare due-tre-quattro mesi d’estate. Oggi lo scenario è letteralmente diverso. Cambiato in lungo e in largo.

Un'azienda su 4 ha lavorato con meno personale

L’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio ha stimato che nell’estate del 2022 un’azienda su quattro ha lavorato con molto meno personale rispetto a quello di cui avrebbe avuto bisogno, e non per mancanza di risorse economiche. Cuochi, camerieri ed altre figure dei servizi turistici sono ancora introvabili. Il lavoro c’è, ma c’è una seria difficoltà nel reperire le figure adatte. Per mesi ci si è interrogati sul perché di una crisi che appare paradossale, soprattutto in un paese come l’Italia in cui il settore terziario ha sempre svolto il ruolo di trascinatore dell’economia nazionale. Paghe troppo basse, contratti ballerini, imprenditori cinici. Tutto vero, probabilmente. Ma anche scuole spesso inadeguate e professionisti che si affacciano al mondo del lavoro con poca preparazione.

Accademia Italiana Chef, con le sue sette sedi sparse per il territorio nazionale, è una sorta di pecora nera, un elemento che va controcorrente rispetto al mainstream. Sì, perché se oggi il settore terziario resiste e ancora vive e lotta insieme a noi è merito - anche - di realtà come questa, che ogni giorno da oltre 10 anni lavora per lanciare nel mondo del lavoro nuovi professionisti.

«Da noi si diplomano persone di ogni età, dai giovani di 20-22 anni fino a donne e uomini di 50 anni che scelgono i nostri corsi per reinventarsi e cambiare vita - racconta Andrea Rocchetti, direttore della comunicazione di Accademia Italiana Chef -. La nostra è l’unica scuola con sette sedi in Italia, con programmi formativi studiati a Norma Europea ISO 21001 specifica per i corsi in ambito culinario».

Accademia Italiana Chef: richiestissimi gli studenti

I numeri dicono che l’85% di chi si diploma da Accademia Italiana Chef trova lavoro entro due mesi. «Il 17% ricevono l’offerta di lavoro già prima del diploma » - conferma Rocchetti. Questo perché l’Accademia Italiana Chef è convenzionata con 5mila attività ristorative italiane: dai 3 stelle Michelin alle trattorie tipiche, dalle migliori pasticcerie d’Italia secondo il gambero Rosso alla piccola realtà artigianale, dalle pizzerie premiate ai laboratori, che sono sempre alla ricerca di nuovo personale.
Completare il percorso formativo di Accademia Italiana Chef è alla portata di tutti, anche di chi, per sostenersi economicamente, non si può permettere di lasciare il lavoro che sta svolgendo: «Le lezioni in accademia si svolgono un solo giorno a settimana: ci sono tanti ragazzi che durante la prima parte del corso continuano a svolgere regolarmente il loro lavoro - spiega ancora Rocchetti -. Il tirocinio, poi, può essere fatto anche sotto casa, se un futuro professionista non desidera spostarsi. Tanti studenti entrano in accademia anche solo per provare a vivere questo mondo».

Accademia Italiana Chef ha da poco compiuto undici anni di attività, da quei banchi sono passati più di 10mila studenti. I diplomati sono al lavoro in tutto il mondo: chi ha una pizzeria in Germania, chi fa pasta fresca in Francia, chi fa l’excecutive chef in Giappone, chi lavora da Cracco e chi da Bottura. Da settembre 2022 ad oggi, oltre 1.000 studenti hanno intrapreso il loro percorso formativo, assistiti da 28 professori divisi tra le sette sedi: si tratta di professionisti selezionati per le loro capacità pratiche nel mondo del lavoro e che hanno effettuato un ulteriore percorso di formazione come docenti.

 

Insomma, nulla è lasciato al caso da Accademia Italiana Chef, anche e soprattutto in questo momento storico delicatissimo per il settore terziario italiano. Perché per ripartire c’è bisogno di tutti, a partire da chi i professionisti li crea.

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Alberto Lupini


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