Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
venerdì 10 maggio 2024  | aggiornato alle 10:39 | 105099 articoli pubblicati

Roero
Salomon FoodWorld
Roero

La protesta dei ristoratori veneti: “Basta Green pass e mascherine”

Le 5mila attività dell'associazione Ristoratori Veneto annunciano il “basta tutto” e a partire dal 31 marzo non controlleranno più la carta verde all'accesso e faranno entrare i clienti senza mascherina

di Martino Lorenzini
 
25 marzo 2022 | 17:34

La protesta dei ristoratori veneti: “Basta Green pass e mascherine”

Le 5mila attività dell'associazione Ristoratori Veneto annunciano il “basta tutto” e a partire dal 31 marzo non controlleranno più la carta verde all'accesso e faranno entrare i clienti senza mascherina

di Martino Lorenzini
25 marzo 2022 | 17:34
 

Il 31 marzo, al termine dello stato di emergenza, 5mila esercenti pubblici del Veneto, riuniti sotto l'egida dell'associazione Ristoratori Veneto & Horeca, sono pronti a mettere in atto una provocazione. Per protestare contro la road map decisa dal Governo,  che impone l'esibizione del Green pass rafforzato fino al 30 aprile per bar e ristoranti, centri benessere, sale gioco, discoteche, congressi e per gli eventi sportivi al chiuso, ma anche l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso, sono pronti a un atto di disobbedienza civile. Elimineranno infatti dal 31 marzo il controllo della carta verde e l'obbligo della mascherina nei loro locali. Nel frattempo la protesta si sta già diffondendo sui social  tramite l'hastag #bastatutto.

La locandina della protesta dei ristoratori veneti Cinquemila ristoratori veneti: “Basta Green pass e mascherine dal 1° aprile”

La locandina della protesta di Ristoratori Veneto & Horeca

La protesta di cinquemila ristoratori veneti

A partire dal 31 marzo, giorno in cui si pone fine allo stato di emergenza, 5mila fra baristi e ristoratori del Veneto daranno vita al "basta tutto", ovvero non richiederanno più la carta verde ai clienti e non chiederanno nemmeno più loro di indossare la mascherina. «Pensiamo alla Francia, dove adesso il Green pass serve solo per andare in ospedale e la mascherina per viaggiare sui trasporti pubblici e la ristorazione non è intaccata da provvedimenti restrittivi - ha scritto l'associazione Ristoratori Veneto & Horeca, promotrice della protesta - In Italia, invece, il 31 marzo si esce ufficialmente dall’emergenza, ma l’unica differenza per bar e ristoranti è che non servirà il Green pass per consumare all’esterno. Mentre rimangono l’uso della mascherina e l’onere dei controlli che viene scaricato sulle imprese. Ecco perché l’associazione Ristoratori Veneto & Horeca, nata a Verona dieci mesi fa e cui hanno aderito quasi 5mila attività da tutta la Regione, comunica il suo "basta a tutto" a partire da fine mese».

Alessia Brescia, portavoce di Ristoratori Veneto & Horeca Cinquemila ristoratori veneti: “Basta Green pass e mascherine dal 1° aprile”

Alessia Brescia, portavoce di Ristoratori Veneto & Horeca

I ristoratori: «Siamo pronti a contestare le sanzioni»

Alessia Brescia, portavoce dell’associazione ha spiegato che «continueremo a fare il nostro lavoro come prima del Covid, cioè prima che la politica iniziasse a impoverire sistematicamente le nostre attività e la loro stessa natura, che è fatta in primis di relazione. Quindi se dovessimo ricevere controlli e subire delle sanzioni faremo necessariamente ricorso. D'altronde non siamo stati gli unici a chiedere ufficialmente di rivedere le restrizioni antiCovid nei locali subito dopo la fine dello stato di emergenza.

 

 

Anche il ministro del Turismo voleva il via libera immediato

I membri di Ristoratori Veneto & Horeca non erano stati i primi a protestare. Plateale era stata la protesta del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che nel giorno stesso in cui è stata resa nota la road map governativa aveva provocatoriamente chiesto 500 milioni al ministero della Salute per i danni recati in aprile al turismo. «Sono stati rovinati i ponti di Pasqua e quello del 25 aprile», aveva dichiarato.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali

28/03/2022 08:30:43
2) Troppo tardi
Non c'era alcun obbligo di controllo e peraltro non avevano nemmeno le autorizzazioni a verificare dei dati sensibili.Hanno scelto di stare dalla parte del Potere e si sono messi al servizio della dittatura sanitaria, allontanando e discriminando i cittadini:per me possono chiudere
Paola Lugaro

26/03/2022 17:49:05
1) Auguri di chiusura
Per quanto mi riguarda potete fallire tutti! Avete fatto da servi al sistema e adesso protestate? Dovevate farlo un anno fa. Non metterò mai più piede in un ristorante!
stefano smania




Siad
Molino Grassi

Siggi
Italmill