Rocco Pozzulo, il Cuoco più votato «Ha vinto un mestiere, non la persona»

Rocco Pozzulo è nato a Dogliani (Cn), ma vive da sempre in Lucania. Ha frequentato l’Istituto alberghiero di Potenza, dove tuttora insegna, ed è stato docente anche presso diversi istituti tra Campania e Basilicata . Sotto la sua guida in qualità di presidente la Fic- Federazione italiana cuochi ha ritrovato una nuova linfa vitale

16 febbraio 2018 | 10:40
di Gabriele Ancona
Brillante la sua carriera nell’ambito proprio della Fic. Dal 2003 al 2014 è stato presidente provinciale dei cuochi potentini e dal 2007 al 2014 dei cuochi lucani. Cariche in contemporanea a cui si è aggiunta dal 2011 al 2014 quella di responsabile eventi della Federazione. Sempre per la Federazione, nel biennio 2013-2014 è stato project manager. Preisdente nazionale lo è dal 2015 e coordina il lavoro di 124 associazioni provinciali, di 20 unioni regionali e di numerose delegazioni estere. Ha cinquant’anni. Premio Italia a Tavola 2017, categoria cuochi, Rocco Pozzulo si è imposto con 25.714 preferenze.


Rocco Pozzulo

Un risultato eccezionale. Che emozione si prova a ottenere così tante preferenze?
E dire che all’inizio ero anche imbarazzato. Mi vergognavo un po’ a promuovermi. Poi però ho visto gli altri colleghi che correvano e mi sono messo in moto anch’io. Tengo tuttavia a precisare che il successo non è il mio, ma è la Federazione italiana cuochi che si è imposta. La vittoria è della squadra. L’orgoglio di 16.300 associati, ma anche di cuochi non iscritti alla Fic, ha fatto la differenza. È stata una gran bella esperienza.

Rocco Pozzulo, il suo è un successo che fa bene alla categoria.
Ha vinto un nome non conosciuto, che però è rappresentativo della categoria dei cuochi. Come Federazione ci occupiamo del quotidiano della cucina, a partire dalle malattie professionali. Non ha vinto una persona, ha vinto un mestiere.

Che effetto fa aver dominato una classifica di un sondaggio a cui hanno partecipato cuochi famosi anche a livello mediatico?
La soddisfazione è innegabile in assoluto. E anche il valore aggiunto in termini di promozione personale e di visibilità che la conquista del Premio mi sta donando. Una vittoria ancor più significativa se rapportata ai grandi nomi che hanno partecipato all’iniziativa di Italia a Tavola. Se vogliamo, il mio aspetto mediatico è stato rappresentato dai mille delegati esteri che mi hanno votato e hanno fatto campagna elettorale a mio favore.

La Cucina italiana come è e come dovrebbe essere?
La Cucina italiana va bene così. Nel nostro Paese c’è tanta offerta, per ogni esigenza e per tutte le tasche. Il consumatore non ha che l’imbarazzo della scelta. Una cucina, va ricordato, all’avanguardia e apprezzata anche grazie alla qualità delle nostre materie prime.

Come è cambiata la figura del cuoco rispetto al passato?
Il passaggio da cuciniere a cuoco è stata una svolta epocale, una sudata conquista. E la giacca bianca non è più umiliante, ma un elemento di orgoglio, che però va saputo gestire. L’eccesso di protagonismo ha una ricaduta sociale dannosa. Mi spiego. Tra gli allievi degli istituti alberghieri sta passando il messaggio che quella del cuoco è una professione che ti porta a diventare famoso. Noi spieghiamo ai ragazzi che se si arriva in televisione vuol dire che si è bravi e che si è fatta una dura gavetta. Bisogna mantenere il senso di realtà. Mi piacerebbe che qualche collega con grande visibilità dicesse ai giovani che per conquistare il successo ha dovuto rimboccarsi le mani e sgobbare per anni. Le carriere lampo, devono capire i giovani, non esistono. Si edificano passo su passo.

E il cuoco di domani?
Deve essere una figura attenta alla sana alimentazione. Deve servire piatti che piacciano e che facciano bene. E poi deve essere informato e formato. A questo proposito, la Federazione italiana cuochi si sta battendo per ottenere la certificazione delle competenze professionali. Un cuoco, che per mestiere manipola alimenti, ha nelle sue mani la salute della gente. Svolge una funzione pubblica che va certificata. Uno slogan potrebbe essere questo: “Sono un cuoco certificato, fidatevi!”.



INTERVISTA FLASH
Il tratto principale del tuo carattere?
La precisione
Il tuo difetto maggiore?
Il nervosismo
Il tuo pregio a cui tieni di più?
La lealtà, sempre
Il vino che preferisci?
L’Aglianico del Vulture
Il piatto che preferisci?
Il risotto, ma in genere ogni elaborazione a base riso
Il tuo colore preferito?
Il Grigio
Il tuo hobby?
Fare attività fisica
Il tuo sport?
Il calcetto
Il nome del tuo animale domestico?
Non ho animali
Se non vivessi a Potenza dove vorresti abitare?
In Emilia Romagna
Lo scrittore che preferisci?
Andrea Camilleri
Il regista che preferisci?
Clint Eastwood

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