Roma, cresce il turismo negli hotel. Ma per tornare alla normalità si attende il 2024

I grandi hotel della Capitale vedono luglio e agosto in rialzo, anche se sentono la mancanza di turisti stranieri. C'è la convinzione che il green pass aiuti a risollevare il turismo , ma si ha la consapevolezza che una vera e propria normalità non la si avrà prima di uno-due anni. Dubbi sulle verifiche del green pass, tra chi è d'accordo e chi lo trova un'ulteriore gravosa disposizione

13 agosto 2021 | 12:03
di Sabino Cirulli

Segnali incoraggianti per la ripresa del turismo a Roma. Malgrado pesi ancora l’assenza degli ospiti internazionali, a causa delle restrizioni sanitarie e delle oggettive difficoltà a viaggiare, la stagione estiva nei mesi di giugno e luglio ha portato ossigeno al comparto. Il merito per lo più è degli italiani che per questa estate hanno scelto di evitare l’estero come meta delle vacanze.

 

E dopo l'approfondimento sull'andamento della ristorazione della Capitale, ecco cosa dicono gli albergatori.

 

Roberto Wirth (Hassler): «Un successo il turismo di prossimità»

Soddisfazione per la ripartenza espressa da Roberto Wirth, proprietario e general manager dell'Hotel Hassler e del ristorante Imàgo. «Questi mesi estivi segnano una lenta ma percettibile ripresa. Per l’Hotel Hassler, casa del jet set internazionale, abbiamo avuto un 25% di occupazione in giugno che è diventato il 45% in luglio. E le previsioni dell'occupazione futura sono di tenuta di questi numeri anche se agosto è da sempre bassa stagione a Roma. Imàgo invece, con i suoi 30 posti, non conosce flessione: sin dalla sua apertura l'occupazione è stata costante, anche se qui c'è stato il calo fisiologico dovuto ai distanziamenti sanitari. Dai 50 coperti che avevamo, siamo arrivati ad averne appunto 30. Gli stranieri sono il target di riferimento dell'Hassler e di Imàgo ma, grazie al Covid, abbiamo avuto prova di come l'albergo abbia un grande successo anche per il turismo di prossimità, italiano ed europeo. I vaccini aiutano moltissimo nel fronteggiare questa pandemia e confidiamo che, grazie a essi, si possa tornare a una vera normalità. Le previsioni per il turismo sono comunque molto prudenziali: solo nel 2024 penso che si arriverà ai dati pre-covid. Il green pass, nel frattempo, aiuta senz'altro il turismo, anche se non ne risolve tutti gli aspetti problematici. Per esempio, coloro che non possono vaccinarsi dovrebbero avere la possibilità di un altro tipo di certificazione. Vediamo cosa farà il Governo. La verifica deve, comunque, essere fatta presso il ristorante o albergo, in modo da garantire in tempo reale gli accessi. Così si potrà mangiare al chiuso anche in inverno con molta più rilassatezza. Siamo fiduciosi infine che il Governo saprà portare il suo sostegno a imprese e professionisti nella maniera più efficace per fare la sua parte verso l'uscita da questa delicata situazione, davvero difficile da gestire».

 

Massimiliano Perversi (Aleph Rome Hotel): «Bilancio positivo e inaspettato»

In linea il sentiment evidenziato da Massimiliano Perversi, general manager dell’Aleph Rome Hotel, Curio Collection by Hilton: «Il bilancio è più che positivo e soprattutto inaspettato! Credo che questi risultati dipendano soprattutto dalla nostra decisione di continuare l’operatività anche quando il mercato era completamente fermo. Siamo stati sempre aperti, ad esclusione di un paio di mesi durante il primo lockdown,  e questo ci ha permesso adesso di essere pronti alla ripresa che, ripeto, è stata piuttosto inaspettata e poco prevedibile. Quello che abbiamo avvertito è stato soprattutto un cambio nei Paesi di provenienza dei nostri ospiti: sono apparsi o si sono rinforzati mercati nuovi, come quello europeo o italiano, a discapito di Paesi più lontani. Devo però dire che il mercato internazionale nella sua globalità è in netta ripresa. Restando in quelle che sono le mie competenze posso prevedere, se non capitano ulteriori complicazioni dovute alla pandemia, un 2022 ancora di rilancio per poter poi tornare alla normalità nel 2023. Da parte nostra ci limitiamo a rimetterci e a rispettare le decisioni governative e le regole dettate dai decreti. Devo dire, però, che sul fronte normativo c’è ancora un po' di confusione. Ci aspettavamo di più dai ristori ma meglio che niente.

 

Luca Virgilio (Hotel Eden): «Trend di crescita negli ultimi due mesi»

Ottimismo sul breve periodo manifestato da Luca Virgilio, direttore dell’Hotel Eden: «Abbiamo iniziato ad avere un profitto a partire da maggio e rilevato un trend di crescita positiva in questi ultimi due mesi. Nonostante non siano i numeri a cui eravamo abituati, in questo contesto è bene cogliere i segnali che ci aiutano a restare tali. Sicuramente la mancanza dei turisti stranieri ha avuto un impatto negativo, ma la pandemia ha fatto sì che tanti romani e tanti italiani ci abbiano scoperto e riscoperto, in particolar modo per la ristorazione e il bar che hanno funzionato molto bene. Ancora di più nel contesto del Covid, le persone vanno dove si sentono sicure, dove hanno la certezza che i protocolli siano seguiti con attenzione e dove la qualità non viene mai compromessa. Hotel Eden questo lo ha garantito sempre, anche in una situazione di grande difficoltà. A meno che non ci sia una nuova chiusura, sono fiducioso e positivo per i mesi a venire. È importante restare aperti. La stagione autunnale per le città d’arte è più indicata, durante il periodo estivo soffrono ovviamente di più. Vedremo un ritorno al fatturato pre-covid nel 2023 per essere ottimisti e sicuramente nel 2024. Hotel Eden segue in modo meticoloso i protocolli di sicurezza. Inserire il monitoraggio del green pass risulta penalizzante, in quanto presuppone una o più persone dedicate ai controlli con la conseguenza di un ulteriore costo che si aggiunge in una situazione già fortemente compromessa. I sostegni per il settore alberghiero sono senz’altro stati di aiuto, ma il tetto di fatturato stabilito per riceverli è stato un forte limite. La soglia è stata fissata a dieci milioni di euro, ma questo termine non può essere considerato in modo assoluto, in quanto una struttura che guadagna certe cifre ha anche costi molto elevati. Vista la sofferenza che c’è stata nel nostro settore, il limite poteva essere tolto».

 

 

Daniele Carta (Hotel Splendide Royal): «L'assenza degli stranieri pesa sul fatturato»

Quello che si rileva parlando con gli operatori del settore alberghiero della Capitale è che comunque bisognerà ancora aspettare per tornare ai livelli pre-covid, come spiegato da Daniele Carta, direttore dell'Hotel Splendide Royal: «È fuor di dubbio che a partire da metà maggio abbiamo visto un cambiamento in positivo con un graduale aumento degli arrivi soprattutto dall’estero. Mese su mese abbiamo una crescita costante e delle discrete proiezioni per il mese di settembre e ottobre. Devo però aggiungere che rimaniamo molto distanti dai fatturati per-covid in un mese di giugno che notoriamente è sempre stato per noi il mese con il maggiore apporto di fatturato. E se a giugno 2021 gli hotel delle città d’arte non hanno raggiunto neppure il 50% del fatturato dello stesso mese di due anni fa, c’è poco di cui gioire. Consideri che prima dello scoppio della pandemia, circa il 90% del nostro fatturato era generato da una clientela straniera. Pertanto l’assenza pressoché totale degli stranieri ha avuto per noi un grandissimo impatto negativo. In merito al fatturato credo che torneremo a uno scenario pre-covid nel 2023. Faccio tesoro delle previsioni delle compagnie aeree, che raramente sbagliano, quando già ad aprile 2020 indicavano il 2023 come l’anno di reale e completa ripartenza. Penso che in una situazione così drammatica ed emergenziale bisogni affrontare il problema con azioni che vanno oltre la normalità. La vaccinazione è l’unica arma che può metter fine senza altri milioni di morti nel mondo a questa pandemia. E il green pass è l’unico strumento che ci può consentire di tornare ad una sorta di normalità, socialità e soprattutto di non compromettere definitivamente il tessuto economico italiano. Per quanto invece riguarda la verifica della correttezza del certificato, sarebbe assurdo pensare che ci possano essere controlli così capillari da parte delle forze dell’ordine, così come sappiamo che i furbetti in Italia sono sempre numerosi. Pertanto dovremo tutti noi operatori armarci di pazienza e per senso civico contribuire alle opportune verifiche. Francamente sono molto pragmatico e tra il dover fare le verifiche o chiudere le attività a novembre, credo che la risposta sia ovvia. In quanto ai ristori, credo che siano sotto gli occhi di tutti le gravi mancanze e il mancato sostegno che hanno avuto le aziende. Essendo la nostra azienda presente anche in Francia e Svizzera, abbiamo potuto fare facilmente dei raffronti. Il sostegno dello Stato italiano è stato molto frammentato e con risorse insufficienti».  

 

Federico Mencucci (Hotel Atlante Star): «Il green pass può aiutare la ripresa del turismo»

Un tema quest’ultimo sottolineato anche da Federico Mencucci, coproprietario insieme alle sorelle Roberta e Francesca dell’Hotel Atlante Star: «In questi due mesi abbiamo visto un aumento del turismo soprattutto italiano e dei paesi stranieri di prossimità quali Svizzera, Francia, Germania. Quello straniero è aumentato specialmente a luglio e anche ad agosto mentre quello italiano si sposta più verso il balneare. L’anno scorso pensavamo che il 2021 sarebbe stato l’anno della svolta ed invece non permette minimamente di ripensare a una ripresa totale. Mentre il 2020 avevamo il 30% della clientela, quest’anno stiamo sul 40-50%. Vediamo se questo trend continua e si rafforza sui mesi di settembre e ottobre. La ripresa a questo punto ci sarà l’anno prossimo grazie all’esito del contrasto delle vaccinazioni sempre aggiornate alle nuove varianti. Le città d’arte sono state quelle che hanno sofferto di più nel turismo. Il green pass può aiutare la ripresa del turismo. Ma la normativa a livello internazionale non è ancora chiara e non uniforme, difficile capire se questo strumento darà risultati e sarà difficile controllare i dati sensibili. I sostegni del Governo in questi mesi ci sono stati, ma ovviamente alquanto irrisori perché coprono una parte davvero minima del fatturato perso e non possiamo basarci solo di essi per coprire le perdite dovute alle chiusure e alle restrizioni. I sostegni penso che debbano essere utilizzati per investimenti e non erogati a pioggia perché così sono abbastanza inutili».

 

Daniele Lassalandra (Groupe Valadier): «Ci vorrà un anno per parlare di ripartenza»

Segnali di ripresa ce ne sono anche per Daniele Lassalandra, uno dei proprietari di Groupe Valadier: «Gli arrivi e le partenze nei mesi estivi sono decisamente in aumento anche se siamo lontanissimi dal dire che finalmente il turismo è ripartito. Ci vorrà del tempo ancora, un anno forse, per tornare a rivedere russi, americani ed inglesi. Forse le misure contenitive adottate ultimamente dal nostro governo per il Covid 19 potranno spingere i visitatori esteri a prenotare un viaggio in sicurezza nel nostro Paese e a visitare una città d’arte come Roma che ha pochi eguali nel mondo. Credo che ci vorrà un anno o quasi per parlare di una vera e propria ripartenza. Sul futuro sono molto ottimista. La gente dopo questi mesi di pausa forzata dovuta alle restrizioni sanitarie imposte per contenere la pandemia ha voglia di viaggiare, divertirsi e di ritornare alla socialità e alla convivialità. Il green pass può essere uno strumento utile, ma non deve essere l’unico provvedimento da adottare per “proteggere” il nostro settore. Tocca allo Stato controllare e fornire strumenti utili e veloci alle attività per verificare la correttezza del certificato. Lo Stato dovrebbe tutelare chi fa oggi impresa non solo con maggiori sostegni governativi, ma soprattutto con agevolazioni fiscali».


 

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Alberto Lupini


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