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Terre d’Oltrepò: fondo AVM socio privato della Spa. La regione conferma i candidati del CdA
Settimana cruciale per Terre d’Oltrepò: Regione Lombardia ha presentato un piano di rilancio con il sostegno di cooperative, organizzazioni agricole e il fondo AVM pronto a investire. Previsto un prestito ponte per saldare le uve ai viticoltori. L’assemblea dell’11 luglio deciderà sul futuro del CdA e sulla sfiducia agli amministratori, la regione conferma la lista dei candidati
Settimana decisiva per Terre d’Oltrepò: Regione Lombardia presenta il piano di rilancio in attesa dell’assemblea dell’11 luglio in cui è in bilico il futuro dell’attuale Cda. È iniziata con un appuntamento carico di aspettative e tensioni la settimana più complessa degli ultimi anni per la cantina più grande della Lombardia.
L’auditorium della Certosa Cantù di Casteggio (Pv) ha ospitato un incontro pubblico molto partecipato (circa 250 i presenti), con viticoltori, amministratori locali e rappresentanti delle associazioni di categoria. Presenti anche i consiglieri regionali Claudio Mangiarotti, Andrea Sala e Ruggero Invernizzi.
Il progetto di rilancio e il sostegno delle istituzioni
Al centro della serata, la presentazione del progetto di rilancio promosso da Regione Lombardia, con il pieno sostegno del mondo delle cooperative, organizzazioni agricole e un importante fondo di investimento. A guidare l’intervento istituzionale, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che fin da subito ha messo in chiaro la posizione di Palazzo Lombardia: «Terre d’Oltrepò è un patrimonio collettivo da salvaguardare», ha dichiarato.
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Il progetto è frutto di mesi di lavoro e confronto con i soggetti coinvolti nella filiera. Secondo Beduschi, l’obiettivo è «offrire alla cantina una prospettiva solida e sostenibile, in grado di garantire dignità ai viticoltori conferenti e stabilità ai lavoratori».
Il ruolo del fondo AVM e il prestito ponte
«Abbiamo favorito il contatto diretto tra la governance della cantina e il fondo AVM pronto a investire, credendo in un progetto di lungo periodo e radicato nel territorio», ha precisato l’assessore, sottolineando che l’operazione rappresenta un’occasione concreta di ripartenza. Beduschi l’ha definita l’ultima chance per rilanciare Terre. Sul piatto ci sarebbe anche un indispensabile prestito ponte per pagare le uve frutto dell’accordo con Finlombarda spa, Ismea e banche.
Nuovo CdA e prospettive future
Nel corso dell’incontro è stata anche delineata una lista di candidati per il nuovo Consiglio di Amministrazione, in vista della cruciale assemblea dell’11 luglio, quando sarà discussa anche la sfiducia all’attuale presidente Callegari. I nomi più rappresentativi di questa cordata sono Andrea Massari, Direttore Generale del Settore Agricoltura di Regione Lombardia e braccio destro di Beduschi, Paola Fugagnoli, direttore di Cia Pavia e Filippo Nevelli, patron della pluripremiata cantina Ballabio di Casteggio.
Beduschi ha voluto rimarcare come la lista non rappresenti schieramenti politici o sindacali, ma sia espressione di «un territorio che vuole voltare pagina, garantendo continuità operativa e allo stesso tempo un chiaro segnale di discontinuità rispetto alla gestione attuale».
Vendemmia 2025 e credibilità per Terre d’Oltrepò
Lo sguardo è già rivolto alla vendemmia 2025, momento decisivo per il futuro di Terre d’Oltrepò. «Sarà una stagione difficile - ha ammesso l’assessore - ma deve essere chiaro che al dovere di conferire le uve deve corrispondere il dovere, altrettanto forte, di pagarle con puntualità ai viticoltori». Un passaggio che ha suscitato l’applauso dei presenti, soprattutto da parte dei tanti soci preoccupati per l’incertezza che aleggia sulla cooperativa.
Con questo intervento, Regione Lombardia rilancia dunque il dialogo tra istituzioni, soci e investitori, con l’intento di restituire, secondo gli scettici dell’era Callegari, credibilità, trasparenza e futuro a una delle realtà simbolo del mondo enologico lombardo.


