L'appello è chiaro e diretto. E arriva, a poche ore dall'inizio della vendemmia, dai collegi sindacali della cantina Terre d'Oltrepò. «In questo momento di incertezza comprendiamo le difficoltà che molti stanno affrontando, ma tuttavia desideriamo richiamare con chiarezza un principio fondamentale: il conferimento delle uve costituisce un obbligo statuario e rappresenta al tempo stesso un atto di responsabilità verso la cooperative, i suoi soci e il territorio» scrivono i collegi sindacali a tutti i soci che in queste ore, presso lo stabilimento di Broni, stanno partecipando ad un'agitazione sindacale insieme ai dipendenti della cooperativa.

La lettera continua: «La rinuncia al conferimento, specie in un contesto fragile, mette a rischio la tenuta economica-operativa della cantina, con conseguenze potenzialmente gravi per l'intera base sociale. Senza conferimenti, non sarà possibile garantire continuità all'attività, né presidiare il valore generato negli anni, esponendo la Cooperativa a dinamiche esterne estranee allo spirito mutualistico».

Tensione crescente tra promesse disattese, ritardi del Governo e stato di agitazione in cantina

A questa presa di posizione fa da contraltare quanto, stamattina, sulla sua pagina social, scrive l'ex ministro pavese all'agricoltura ed oggi vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio. «Conferire le uve: è chi paga gli agricoltori? Chi paga la vendemmia 2024? E chi pagherà la vendemmia 2025?» scrive il senatore pavese della Lega rimarcando il fatto che è fondamentale conferire la materia prima, ma è altrettanto fondamentale capire come saranno pagati i soci della cooperativa. Un altro tema è quello legato all'arrivo del Commissario del Governo, atteso già ad inizio settimana, oggi non ancora nominato.

Terre d'Oltrepò, è rottura: soci e dipendenti in sciopero alla vigilia della vendemmia
L'ex ministro all'Agricoltura ed oggi vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio

Centinaio è chiaro anche in questo: «Il commissario “tarda ad arrivare” perché visti gli errori che sono stati fatti in queste ultime settimane il Ministero deve valutare la relazione degli ispettori e poi decidere il da farsi. Non è colpa del Governo se da questo territorio si è deciso di muoversi all'ultimo momento…». Vista la situazione di incertezza venutasi a creare, è stato deciso lo stato di agitazione in cantina. A proclamarlo sono state le sigle sindacali Fai-Cisl e Uila-Uil che hanno diramato una nota in cui comunicano che ha partire dalle 10,30 alle 18,30 di venerdì 8 agosto, si aprirà lo stato di agitazione per i dipendenti. «Ormai sono esausti dopo l'attesa di una svolta più volte paventata e ad oggi non riscontrabile in azioni concrete» si legge.

Scontro politico sul commissario e sui fondi: accuse incrociate tra Governo e opposizioni

Sul futuro di Terre d'Oltrepò è in prima linea anche la politica. Il Movimento 5 Stelle ha presentato in settimana alla Camera un emendamento, bocciato, per chiedere un fondo straordinario per le coop vinicole dell'Oltrepò pavese. Su questo tema interviene anche il Partito Democratico ed il segretario provinciale di Pavia, Simone Marchesi: «Chi ha responsabilità di Governo ha deciso di non sostenere l'Oltrepò». «Lega e Fratelli d'Italia parlano, ma il Governo non fa nulla» attacca invece Antonella Forattini, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera. Ha depositato un'interrogazione al ministro Lollobrigida in cui si legge: «Dopo settimane di promesse e rimbalzi istituzionali è evidente che non bastano più le soluzioni tecniche. È giunto il momento di mettere in campo una visione politica chiara, coraggiosa e strutturale che tuteli i viticoltori. Del Commissario, intanto non c'è traccia».

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Commissario e fondi: è scontro in politica per la questione di Terre d'Oltrepò

Immediata la secca risposta di Centinaio: «Adesso PD e M5S si muovono… Domanda: dov'erano prima? Dov'erano in questi ultimi due anni quando si diceva che stava andando tutto a rotoli? Non giochiamo con la politica sulla pelle degli agricoltori. Siete stati tutti, da destra a sinistra, in silenzio e mi guardavate come un pazzo quando cercavo di far capire a tutti che il Titanic stava affondando e adesso avete il coraggio di parlare? Il Titanic oggi è affondato e i colpevoli hanno nomi e cognomi».