Il Rapporto Coop 2025 offre una fotografia dei consumi e degli stili di vita degli italiani, con un focus particolare sul cibo, elemento centrale delle scelte quotidiane e specchio dei valori sociali. Nel 2025 gli italiani sembrano ripensare profondamente il loro rapporto con l’alimentazione: la cucina domestica torna protagonista, cala la ristorazione fuori casa e cresce la preferenza per prodotti freschi, salutistici e biologici. Frutta, verdura e sostituti vegetali delle proteine animali guidano le vendite, mentre cresce la consapevolezza del ruolo del cibo come alleato della salute e del benessere, insieme a pratiche come il controllo del peso e diete funzionali. La spesa si fa più prudente, orientata al risparmio e all’acquisto di prodotti indispensabili, privilegiando promozioni e marchi del distributore, ma senza rinunciare alla qualità. Anche la tecnologia entra in cucina, con l’AI pronta a supportare i compiti domestici e la preparazione dei pasti. In questo scenario, il cibo diventa non solo nutrimento, ma indicatore di valori, consapevolezza e scelte di vita degli italiani.

Rapporto Coop 2025, il cibo al centro dei consumi e delle scelte quotidiane degli italiani

Il “Rapporto Coop 2025 - Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” (presentato in anteprima) è stato realizzato dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma e il supporto analitico di NielsenIQ, oltre ai contributi di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK e Mediobanca Ufficio Studi. Per alcune sezioni, il Rapporto ha anche fatto ricorso a strumenti di intelligenza artificiale generativa, tra cui ChatGPT, Gemini e Midjourney. L’edizione 2025 si concentra sull’analisi delle scelte quotidiane degli italiani, partendo come sempre dal loro rapporto con il cibo.

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
Gli italiani riducono la ristorazione fuori casa

A supporto dell’indagine, sono state realizzate due survey nella seconda metà di agosto. La prima, denominata Today, Tomorrow, ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni. La seconda, The New World Outlook, ha coinvolto 900 opinion leaders e market maker della community di italiani.coop, tra cui sono stati selezionati 600 ruoli apicali — amministratori delegati, direttori, imprenditori, liberi professionisti e consulenti — in grado di anticipare le tendenze future del Paese.

Crescono la spesa domestica e il biologico, cala il fuori casa

In un periodo di profondi cambiamenti, il rapporto degli italiani con il cibo continua a evolvere, pur rimanendo centrale nella vita quotidiana. Rispetto al 2022, chi si identifica con un’alimentazione esclusivamente tradizionale scende dal 34% al 22%, mentre cresce chi privilegia abitudini alimentari innovative (dal 23% al 31%) o combina tradizione e innovazione (dal 30% al 38%).

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
In calo la ristorazione fuori casa

Nei primi sei mesi del 2025, la spesa per la ristorazione fuori casa cala del 2,2%, con un italiano su tre che prevede di rinunciarvi ulteriormente. Contestualmente, la grande distribuzione registra una crescita significativa, con +3,8% a valore e +2% a volume, trainata da frutta, verdura e altri freschi. Gli italiani mostrano sempre più attenzione alla salute: 7 su 10 leggono le etichette nutrizionali, privilegiano prodotti salutistici, biologici, sostituti vegetali delle proteine animali (+20,9%), latte fermentato, pane, yogurt e olio, riducendo zucchero, sale e ultraprocessati.

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
Cresce il consumo di bevande analcoliche

Anche il no-alcohol avanza, soprattutto tra i giovani, con 15,4 milioni di italiani che preferiscono bevande analcoliche. Il cibo viene percepito come alleato della salute, supportato da diete iperproteiche e controllo del peso: quasi 1 italiano su 4 pesa regolarmente se stesso, contribuendo al boom delle bilance (+55% vendite nei primi sei mesi) e di bilance per alimenti (+5,5%).

Spesa tra promozioni e AI: i supermercati puntano su innovazione e convenienza

Nonostante un’inflazione alimentare più contenuta rispetto alla media europea (+3,1% su base annua), le difficoltà reddituali mantengono alta la ricerca di convenienza. La crescita a volume nel discount è limitata (+1,8%), mentre i supermercati tradizionali registrano +2,7%, con preferenza per prodotti in promozione e a marchio del distributore. Il 40% degli italiani aumenterà l’acquisto di prodotti in offerta, mentre solo il 5% ridurrà la spesa; il 18% punterà su marche del distributore, più del doppio rispetto ai marchi industriali (9%).

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
La grande distribuzione registra una crescita significativa, trainata da frutta e verdura

Per rispondere a queste trasformazioni, la grande distribuzione italiana dovrà puntare su innovazione di prodotto e di processo (53% dei manager Food & Beverage), politiche adeguate per il personale (36%), partnership strategiche e uso dell’intelligenza artificiale, stimata con un potenziale di aumento della produttività del 20% nei prossimi 10 anni. La sfida è appena cominciata.

L’età del caos: guerre, AI e produttività italiana in calo

Negli ultimi anni il mondo ha attraversato momenti di grande instabilità, e oggi la vita quotidiana appare più convulsa e incerta che mai. I conflitti internazionali sono aumentati, con una spesa militare mondiale nel 2024 pari a 2,7 trilioni di dollari, il 17% in più rispetto al 2022. Secondo il Rapporto Coop 2025, il 78% degli opinion leaders prevede un aumento dei conflitti nei prossimi 3-5 anni, mentre il 18% teme un conflitto su scala globale. Il declino della globalizzazione si riflette anche nel commercio: metà delle imprese esportatrici prevede un calo dei flussi commerciali nel 2025. La leadership americana viene progressivamente messa in discussione, mentre cresce il ruolo economico e culturale di Cina e India, con tassi di crescita rispettivamente del +5% e oltre il +6%, a fronte di +1,9% per gli Usa e +1% per l’UE.

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
L'intelligenza artificiale è un fattore chiave di sviluppo

In questo contesto, la tecnologia e l’intelligenza artificiale diventano fattori chiave di sviluppo: l’AI e i robot umanoidi promettono di rivoluzionare l’economia reale, dal manifatturiero ai servizi, compreso il retail. La Cina guida il settore, con oltre 5.600 brevetti depositati, e robot domestici avanzati saranno presto disponibili a meno di 15.000 dollari. L’Europa, pur mantenendo un peso economico rilevante, resta vittima di una governance incompiuta, mentre cresce la richiesta di approcci federali: l’86% degli opinion leaders favorevoli a una difesa comune, il 78% all’unificazione fiscale e il 75% all’emissione di titoli di debito pubblici europei.

Italia, una ricchezza sempre più concentrata 

In Italia, nonostante la stabilità politica e sociale, l’economia mostra segnali di stanchezza: il PIL per il biennio 2025-2026 crescerà solo dello 0,5% annuo, con le stime degli opinion leaders ancora più pessimistiche (+0,1% nel 2026). A fronte di 840.000 nuovi occupati, la produttività per ora lavorata cala fino al -1,4%, segnale della scarsità di settori ad alto valore aggiunto e di lavori poco qualificati. Il Paese mostra squilibri sociali marcati: il 10% della popolazione detiene il 58% della ricchezza, e a crescere sono soprattutto le rendite finanziarie e immobiliari. Il recupero dei redditi delle famiglie è possibile solo grazie all’aumento del totale delle ore lavorate, cresciute di 2,3 miliardi negli ultimi cinque anni.

Italiani inquieti: dal deconsumismo al ritorno alla spiritualità

La preoccupazione è il nuovo stato d’animo degli italiani. Dopo gli anni della pandemia, vissuti con sorprendente serenità e resilienza, oggi prevalgono timori e insicurezza. Rispetto al 2022, crescono paura (dal 20% al 39%), inquietudine (dal 24% al 37%) e allerta (dal 16% al 25%), mentre calano nettamente fiducia e serenità. La guerra rappresenta la principale frattura nell’immaginario collettivo: metà degli italiani considera ormai possibile un conflitto armato, e non sorprende che pace e diritti civili siano diventati la priorità assoluta per il 64% degli intervistati, davanti persino al lavoro dignitoso e alla riduzione delle disuguaglianze. Parallelamente, nonostante un certo greenlash politico e imprenditoriale, l’attenzione ambientale resta alta: il 73% degli italiani la considera un’emergenza causata dall’uomo e dichiara di essere pronto a cambiare comportamenti, riducendo l’uso dell’auto, i consumi energetici e la carne rossa.

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
Gli italiani hanno un'attenzione all'ambiente sempre più alta
 

Questo mutamento di clima emotivo annuncia anche un cambiamento di valori. Oggi gli italiani si definiscono soprattutto attraverso onestà (50%) e rispetto (46%), mentre ricchezza e carriera restano marginali (10% e 7%). Riemerge anche il bisogno di spiritualità: il 45% ha intrapreso o intende intraprendere percorsi religiosi o spirituali, un dato più alto che nel resto d’Europa. L’immaginario collettivo si rifugia inoltre nella nostalgia: crescono remake televisivi e cinematografici, vinili e vintage, e più di metà della Gen Z dichiara che avrebbe preferito nascere nell’epoca dei propri genitori. Non a caso, 7 italiani su 10 pensano che “un tempo il mondo fosse un posto migliore”.

Dalla tavola del ristorante a quella di casa: cala il fuori casa, cucina domestica boom
Deconsumismo significa meno desiderio di possesso, più valore alle esperienze
 

Sul fronte economico, gli italiani si scoprono meno vulnerabili rispetto al 2023 - un milione in meno vive situazioni di disagio quotidiano - ma restano prudenti. La spesa delle famiglie cresce appena (+0,5% rispetto a cinque anni fa) e oltre la metà è assorbita da abitazione, utenze, trasporti e cibo. In questo quadro si fa strada il deconsumismo: meno desiderio di possesso, più valore alle esperienze, al second hand e alla riparazione degli oggetti.

Dalla tecnologia utile all’AI domestica: gli italiani scelgono praticità e nuovi alleati digitali

Anche negli acquisti tecnologici, che valgono 16,5 miliardi (+1,2% annuo), prevale l’utilità: in cima alle vendite compaiono apparecchi per la cura dentale, friggitrici, macchine da caffè e aspirapolvere, mentre crollano gli smartphone (-2 milioni di unità annue dal 2022). Infine, cambia anche il rapporto con l’intelligenza artificiale. Un italiano su due già la usa nella vita privata e la immagina come un alleato quotidiano: il 45% la affiderebbe alle pulizie di casa, il 25% all’assistenza degli anziani, il 24% alla guida e il 24% alla preparazione dei pasti. Tra “amica del cuore” e maggiordomo digitale, l’AI entra silenziosamente nell’immaginario domestico.