#vinitaly2023
Stile e qualità, la rivoluzione enoculturale di Santa Sofia in Valpolicella
Giancarlo e Luciano Begnoni hanno scelto di ridare un’identità forte all’azienda puntando su etichette di grande qualità e sul mercato internazionale ma soprattutto con i protagonisti del proprio territorio
Santa Sofia in Valpolicella significa due secoli di qualità, due secoli di produzione di grandi vini simbolo della tradizione locale, una villa Palladiana per un’azienda a conduzione famigliare nobile e stimata. 50 anni fa l’arrivo della famiglia Begnonia Santa Sofia segna l’inizio di un nuovo posizionamento e di una consapevolezza nuova: l’azienda è protagonista di una piccola ma ineluttabile rivoluzione “enoculturale” in termini di rete produttiva e di conoscenza del territorio.
Giancarlo e Luciano Begnoni hanno infatti scelto di ridare un’identità forte all’azienda puntando su etichette di grande qualità e sul mercato internazionale ma soprattutto lavorando mano nella mano con i protagonisti del proprio territorio, scegliendo e selezionando il meglio assieme a chi lavora laterra e cresce l’uva.
La famiglia Begnoni ha così innescato un microsistema virtuoso fatto di incontri regolari, di stagioni che passano mentre cresce la fiducia reciproca e la volontà di fare un vino autentico, di alta qualità e che rispecchi i valori del proprio territorio: l’unicità, la longevità e la sontuosità. Aggettivi che sono stati presentati dall'azienda al Vinitaly. «Siamo reduci da altre due fiere molto importanti a Parigi e Dusseldorf e il Vinitaly è la chiusura delle cerchio delle fiere più importanti. Questa è una kermesse importante per noi e per il nostro mercato, in particolare quello italiano, che sta crescendo più del 50% rispetto all'anno scorso e che ha un trend di crescita, dopo il Covid, rilevante», commenta Luciano Begnoni, titolare della Cantina.
L'importanza delle esportazioni e delle novità
Per quanto riguarda le vendite all'estero, Luciano Begnoni ha spiegato che: «Noi esportiamo in circa 70 Paesi e molti degli importatori li abbiamo visti nelle fiere precedenti e anche qui a Verona abbiamo riscontrato tanta internazionalità. Noi esportiamo il 75% della nostra produzione e qui stiamo chiudendo gli ultimi cerchi proprio con questi importatori».
E per quanto riguarda le novità presentate in fiera? « «A Verona abbiamo tutte le vendemmie nuove dei nostri classici: spaziando dal Soave al Lugana e dal nuovo Valpolicella agli Amaroni. Abbiamo presentato la vendemmia 2018 dell'Amarone e la Riserva 2013, insieme al nostro fiore all'occhiello che è il Gioè Amarone» - ha aggiunto il titolare della cantina.
I progetti per il futuro
E inoltre, Santa Sofia in Valpolicella, in occasione della fiera, ha presentato anche la nuova cantina che aprirà tra qualche anno e che non sarà distante dall’attuale sede storica. La Villa progettata da Andrea Palladio nel 1565 è legata alla produzione di vino fin dal 1811 e diventa il simbolo dell’azienda quando Marcantonio Serego decide di rinnovare la tenuta, già in possesso della sua famiglia dal 1552. La scelta di una nuova sede di produzione coincide con gli importanti risultati conseguiti dall’azienda, come dimostra la produzione di circa 750.000 bottiglie e un territorio che copre 78 ettari di proprietà di cui 45 in Valpantena e Briago, 24 in Montegradella e Valpolicella Classica, 6 in Lugana e Pozzolengo e tre nell’area adiacente nelle prossimità della futura nuova cantina. Per tale obiettivo sarà stanziato un investimento stimato di 8 milioni di euro.
Santa Sofia in Valpolicella
Frazione Pedemonte di Valpolicella, Via Cà Dedè, 61, 37029 San Pietro in Cariano (Vr)
Tel. 0457701074

