Una tradizione che saggiamente, essendoci robusta base culturale, non genera lamenti e nostalgia del tempo che fu. Tutt’altro. Una tradizione intesa come fiamma da tenere viva e non come ceneri da custodire in urna. Tradizione che funge da propellente per una nuova progettualità, per l’accadimento di un futuro prossimo che abiliti una qualità di vita migliore dell’attuale, così tanto funestata dalla pandemia. È questa la pietra angolare di Archivio Storico, cocktail bar e ristorante ubicato nel cuore del Vomero elegante, in via Scarlatti. Il Vomero è uno dei colli di Napoli. Da sempre, si è prima Vomeresi e poi Napoletani.

Uno scorcio dell'Archivio Storico
Il locale è bene attento all’evolversi delle stagioni e pertanto, in autunno appena principiato, si è predisposto non solo al nuovo menu stagionale ma anche, azione meritoria, alla formulazione di un calendario eventi, saggiamente non sterminato, finalmente nulla di banale al sapore di sagra. Pochi ma buoni. Lo chef Pasquale Palamaro, una stella Michelin a L’Indaco di Ischia, eroga qui consulenza in cucina e nell’occasione il suo dilettevole cimento è stato, in piena coerenza con la dinastia borbonica, un menu delle due Sicilie.
Nei calici in successione mirata, vini della prestigiosa azienda vitivinicola Donnafugata. La sua allocazione plurima ha consentito degustazione di vini provenienti dalle diverse cantine. Si comincia con il plesso di Contessa Entellina. Nel calice il SurSur 2019 Grillo Sicilia Doc. Gradevoli al i sentori di menta, in bocca è morbido e piacevolmente fresco.
La pietanza abbinata, in ruolo di antepasto, è la Soppressa di testa di ricciola, fagioli zampognari e salsa al verde. Evidente ed encomiabile la maestria dello chef Palamaro nell’inventare Soppressa da pesce. Elogio di una creatività che velleitaria sarebbe se forte tecnica non ci fosse. Di grande bontà la Lampuga laccata porcini e pizza di scarola. Qui in abbinamento, dal plesso Donnafugata di Vittoria il Bell’Assai 2018 Frappato di Vittoria Doc. Bell’Assai 2018, dal colore rosso rubino con riflessi violacei, presenta all’olfatto intense note floreali di violetta e rosa, così come sentori fruttati di lampone e fragola.
È fresco e fragrante e con un morbido tannino che ne esalta la piacevolezza. In armonia all’olfatto la nota floreale della rosa ed il sentore fruttato della fragola. Piacevolissima la morbidità del tannino. Abbinamento intrigante volto a sfatare l’assurda regola che non vuole rossi in accompagnamento al pesce. Dulcis in fundo, la soluzione riuscitissima dello chef Palamaro ad un dubbio che in lui ebbe ad insinuarsi: “Cannolo o Sfogliatella”? La risposta al dilemma Palamaro la inserisce nel dessert che è la composizione perfetta del cannolo siciliano con la sfogliatella napoletana: imperdibile e memorabile. Nell’apposito bicchiere, dalla tenuta Donnafugata di Pantelleria proveniente, il Ben Ryè 2017 Passito di Pantelleria Doc. Che dire del Ben Ryè 2017 (tre bicchieri del Gambero Rosso - guida 2021)? In significativa sintesi: la mediterraneità in tavola.
Lo chef Pasquale Palamaro sarà presente anche negli appuntamenti mensili “I Mercoledì in Archivio: memorie di storie e sapori”. Di grande interesse l’appuntamento di mercoledì 18 novembre con il tartufo. La “Cerca e la Cavatura del Tartufo” si appresa a divenire,
ce lo auguriamo tutti vivamente, Patrimonio Culturale dell’Umanità ed un evento che ponga il diamante dei sottoboschi a protagonista è di certo meritorio di presenza.