Lucia, e chi sarà mai? È la prima domanda venuta in mente all’entrata del locale milanese di via Ravizza, Casa Lucia, in procinto di festeggiare il pre-festa di San Valentino, con presentazione in anteprima del menù dedicato. Dopo aver appreso che a partire dal lontano 1967 Lucia è stata la prima cuoca/proprietaria del ristorante, passiamo all’identikit: cucina tradizionale e italiana, ci dicono. “Era ora, accendiamo un cero” … si sente mormorare dalle retrovie, dopo tutti i francesismi, il sushi-friendly, il fusion de noantri, gli esotismi alla carta che deliziano e straziano i girovaghi della ristorazione, quelli che non ristoreggiano per passione ma (anche) per lavoro. Il binomio Italia-tradizione ci viene illustrato per benino da Carmelo Fiore, lo chef siciliano di “Casa Lucia”, con esperienze presso la “Madia” di Pino Cuttaia ed “Aimo e Nadia”: un biglietto da visita che di per sé dovrebbe essere una garanzia.

Il ristorante Casa Lucia a Milano
Tradizione ma non Immobilismo
“Tradizione”, precisa Carmelo Fiore, “significa rispetto, non immobilismo: penso che ad un tocco d’innovazione, anche dal punto di vista estetico, non si possa rinunciare. Cerchiamo di mettere in rilievo l’italianità piuttosto che il riferimento a una regione in particolare, e vale anche per i prodotti che lavoriamo, che vorremmo non localizzare troppo. Il pesce, ad esempio, ci basta che sia mediterraneo: chi ci frequenta apprezza in particolare il tonno rosso scottato con salsa di pomodorini, capperi e olive, nonché gli spaghetti alla chitarra con fiori di zucca, pomodorini e ricotta. I salumi al taglio e le preparazioni a base di carne alla griglia, cotte sui carboni, hanno un ruolo importante per la nostra clientela, ma poi ci permettiamo di spaziare, come dimostra il menù “Afrodite” proposto per il prossimo San Valentino. “

Carmelo Fiore, chef del ristorante Casa LuciaUn giovane chef (classe 1989) come lei cosa si porta dietro da esperienze in locali di prestigio come “La Madia” e “Aimo e Nadia”?Innanzitutto il valore della materia prima. La ricerca dell’ingrediente migliore è essenziale nel mio lavoro, ed è per questo che non si può sposare acriticamente la filosofia del km 0; contrasterebbe col fatto che ci troviamo ad operare in una nazione con una biodiversità straordinaria ed una vasta gamma di eccellenze.
Parliamo ora della festa di San Valentino: come la vivono i vostri clienti oggi, nel 2023?Ancora e sempre come il giorno dell’amore. Osservando le coppie che ci frequentano pare proprio di capire che ci credano fino in fondo, e noi dello staff con loro. Un giorno speciale, in cui ci si chiede di dare quel tocco di professionalità e passione in più perché resti nei ricordi.
Il menu Afrodite
E noi cosa ci ricorderemo del menù Afrodite, immaginato da proprietari e staff di “Casa Lucia”? Sulle virtù afrodisiache di peperoncino jalapeño, crostacei, spezie varie e cioccolato attendiamo il responso imparziale della scienza, per tutto il resto possiamo dire che la tartare di salmone a gambero rosso sotto il velo di seppia cruda era interessantissima, godibile, davvero un appetizer coi fiocchi. Non faceva venir voglia di mangiare, e basta: metteva allegria. E nemmeno le altre tre portate del menù hanno disatteso le aspettative, a conferma dell’ispirazione di Carmelo Fiore e del suo staff, che ci ha messo di fronte a una cena onesta e genuina, e comunque non banale. Evidentemente il Fiore non s’inventa nulla di epocale, altrove avevamo già notato l’antipasto-seppia in forma di cassatina senza ciliegina sopra: ma l’approccio del giovane chef trasmetteva la voglia di venire incontro al cliente medio, senza proposte choccanti, paradisi molecolari, minimalismo avanguardista. Ci vuol coraggio, di questi tempi, per non essere pedissequamente alla moda. Onestà e accoglienza, lo ripetiamo, equilibrio e semplicità nella cucina fiorita, e scusate se è poco. Con un occhio anche al prezzo fissato per l’Afrodite di San Valentino: a 60 euro (bevande e coperto a parte) è difficile trovare un menù-degustazione in una città che dà moltissimo, ma succhia risorse in proporzione. Che a Milano ancora si riesca a pagare questo prezzo per una cena-evento rappresenta un evento nell'evento, anche se bisogna vedere come va a finire dopo che ci hai abbinato il Franciacorta o lo Chablis... L'acqua minerale offre meno incertezze, comunque.
La tartare di salmone e gambero con velo di seppia
1/5
Il trancio di rombo chiodato e millefoglie di patate al tartufo
2/5
Il tortino al cioccolato con cuore morbido di lamponi
3/5
4/5
Un dettaglio del ristorante Casa Lucia
5/5
Previous
Next
Menu “Afrodite” per il 14 febbraio 2023
- Tartare di salmone e gambero rosso con velo di seppia cruda, condito con arancia e zenzero e servito con un'infusione di agrumi, karkadè e jalapeños.
- Risotto burrata e scampi: riso Riserva San Massimo mantecato con burrata, scampo scottato, bisque e salsa verde piccante.
- Trancio di rombo chiodato con salsa di vongole, zafferano e millefoglie di patate al tartufo.
- Tortino al cioccolato fondente con cuore morbido di lamponi.
Ristorante Casa Lucia
Via Carlo Ravizza 2, Milano
Tel. 02 498 6691