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giovedì 29 gennaio 2026  | aggiornato alle 15:05 | 117071 articoli pubblicati

Quando la cucina diventa dialogo: la cena a 4 mani al Wine Room di Creazzo

Nel ristorante fine dining all’interno del GHV Hotel & Spa di Creazzo (Vi), la cena a 4 mani tra Luca Tegon e Terry Giacomello ha raccontato una cucina contemporanea fatta di misura e rispetto della materia

di Giulia Marruccelli
 
29 gennaio 2026 | 12:00

Quando la cucina diventa dialogo: la cena a 4 mani al Wine Room di Creazzo

Nel ristorante fine dining all’interno del GHV Hotel & Spa di Creazzo (Vi), la cena a 4 mani tra Luca Tegon e Terry Giacomello ha raccontato una cucina contemporanea fatta di misura e rispetto della materia

di Giulia Marruccelli
29 gennaio 2026 | 12:00
 

Nel Wine Room by Luca Tegon, una sala da circa 16 coperti, la cucina contemporanea trova nella misura il proprio linguaggio. Aperto a novembre 2025, affianca il già collaudato Bistrot Convivio e completa l’offerta gastronomica del GHV Hotel & Spa di Creazzo (Vi) con una proposta più intima e strutturata, pensata per un’esperienza di degustazione centrata sul piatto e sulla materia prima. L’incontro di qualche giorno fa è stato un momento significativo per raccontarne l’identità: ai fornelli lo chef di casa, Luca Tegon, e Terry Giacomello, tra i riferimenti della cucina d’avanguardia italiana.

Luca Tegon e Terry Giacomello
Luca Tegon e Terry Giacomello

Luca Tegon e il tempo degli ingredienti

Alla guida del Wine Room, come detto, c’è Luca Tegon, classe 1990, originario di Nervesa della Battaglia, con una formazione maturata in cucine di disciplina e visione. Dopo gli studi all’Istituto Alberghiero di Treviso, ha costruito il proprio percorso tra Francia e Italia: dal Mirazur di Mentone al Flocons de Sel di Megève e a La Vague d’Or, fino al rientro in Italia tra Marchesino e Stüa de Michil. Esperienze diverse, accomunate da un’idea di cucina fondata su rigore, metodo e attenzione al dettaglio. Il suo approccio nasce da un principio che lo chef esplicita con chiarezza: «Mi piace partire dalla materia, non dalla tecnica». Una frase che sintetizza il metodo di lavoro adottato al Wine Room, dove la costruzione del piatto prende avvio dall’osservazione dell’ingrediente e dal suo contesto stagionale. La tecnica è presente, ma non diventa mai fine a se stessa: sostiene il prodotto, ne rende leggibile l’identità e ne rispetta l’equilibrio. In questa prospettiva, la stagionalità non è solo una scelta etica o narrativa, ma un elemento strutturale del menu, che evolve seguendo il ritmo naturale delle materie prime e il dialogo costante con i produttori del territorio.

Terry Giacomello e il controllo dell’avanguardia

Terry Giacomello è una figura riconoscibile della cucina di ricerca italiana. Il suo percorso si sviluppa attraverso esperienze internazionali che lo portano a confrontarsi con modelli gastronomici orientati alla sperimentazione e allo studio tecnico, trovando una sintesi nel progetto Inkiostro, con cui ha costruito nel tempo una visione radicale e coerente della cucina contemporanea. Alla base del suo lavoro c’è la consapevolezza che ogni gesto culinario sia il risultato di processi scientifici e chimici: da qui un uso della tecnica come strumento di conoscenza della materia, capace di ampliare le possibilità espressive degli ingredienti senza scivolare nell’esercizio dimostrativo. Studio e sperimentazione guidano una cucina che indaga consistenze e strutture del gusto con metodo e precisione: un linguaggio personale, riconoscibile, definito da coerenza, controllo e profondità di pensiero.

Wine Room: eleganza tra gusto e accessibilità

Wine Room si sviluppa in un ambiente essenziale, privo di sovrastrutture, con materiali e linee pensati per lasciare spazio al piatto e al ritmo del servizio. «Il ristorante deve essere prima di tutto un luogo in cui il piatto possa respirare» spiega il direttore Riccardo Bacchi Reggiani. «Un ambiente che restituisca calma, equilibrio, attenzione». Il progetto gastronomico si articola in menu degustazione concepiti come narrazioni coerenti, in cui tecnica, territorio e sensibilità dialogano in un percorso unitario.

La mise en place del Wine Room by Luca Tegon
La mise en place del Wine Room by Luca Tegon

Una cucina italiana contemporanea, attenta alla stagionalità e alle materie prime locali, che trova nella chiarezza del linguaggio la propria cifra. A sorprendere è anche la scelta di rendere l’esperienza accessibile: il menu degustazione della Wine Room è proposto a partire da 58 euro, una formula pensata per avvicinare un pubblico ampio a una cucina contemporanea di ricerca, senza rinunciare a qualità, tecnica e identità.

Quando la misura incontra la visione

C’è un modo sommesso, ma molto chiaro, di raccontare la cucina contemporanea: quello che non alza la voce e affida alla precisione il compito di farsi capire. La cena a quattro mani si è mossa in questa direzione: un incontro tra due identità gastronomiche diverse, capaci di riconoscersi e ascoltarsi. Da un lato Luca Tegon, con una cucina che parte dalla materia e dal tempo che la accompagna; dall’altro Terry Giacomello, che per l’occasione ha modulato la propria spinta più radicale, lasciando spazio a un dialogo fatto di equilibrio e attenzione. Il percorso si apre con un gesto elementare: il pane caldo di casa, ed è quasi inevitabile intingerlo nell’olio Dop Oro de Pòedi Pove del Grappa, espressione genuina della Conca degli Ulivi ai piedi del Massiccio del Grappa. Un inizio che dice molto, senza bisogno di sottolineare nulla. La mano di Tegon si riconosce nell’antipasto: la cannocchia della laguna, servita in crudité, incontra le puntarelle in una veste inattesa, con accenti di salame piccante vicentino. Ingredienti semplici trovano una nuova centralità grazie a un lavoro preciso, che li accompagna senza sovrastarli.

Cannocchia della laguna, servita in crudité, con puntarelle
Cannocchia della laguna, servita in crudité, con puntarelle

La stessa attitudine ritorna nel filetto di maiale, raperonzolo dei Colli Berici e tartufo nero. Qui un elemento apparentemente secondario come il raperonzolo smette di fare da comparsa e assume un ruolo comprimario, rivelando una sensibilità che privilegia l’equilibrio alla ricerca dell’effetto. La presenza di Giacomello entra in scena con discrezione, ma lascia un segno netto. Gli gnocchi senza farina, cedevoli come perle, raccontano una tecnica silenziosa: una pellicola che, al morso, restituisce l’essenza della patata, sostenuta dalla forza dell’anguilla affumicata. Il brodo, ottenuto da bucce di patata affumicate, è completato da panna leggermente montata e tiene insieme il piatto con coerenza. Una costruzione complessa ma leggibile, dove la tecnica resta al servizio del gusto. L’abbinamento curato dalla sommelier Eva Foletto accompagna con puntualità e professionalità. Il Soave Doc Broia 2023 di Roccolo Grassi sostiene il piatto con freschezza, mineralità e profondità, senza mai sovrastarlo.

Il dessert, firmato Giacomello, chiude il percorso con misura: mousse di cioccolato, caramello salato al cardamomo, gel al polline. Un gioco di contrasti calibrati, reso ancora più interessante dall’abbinamento con un inusuale Metodo Classico Recioto di Gambellara Docg di Virgilio Vignato, che sorprende per eleganza e coerenza. Questa cena a quattro mani ha mostrato come la cucina contemporanea possa essere dialogo, non competizione; ascolto, non esercizio di stile. In uno spazio intimo, Wine Room conferma la propria vocazione: essere un luogo dove il piatto respira e il confronto tra linguaggi diversi trova una forma naturale. Ripensando al percorso dei due chef, affiora un dettaglio rivelatore. Da bambino Terry Giacomello sognava di diventare poliziotto, supereroe o cuoco; Luca Tegon, invece, il carabiniere. Destini solo in apparenza lontani, che oggi si ritrovano nello stesso gesto: prendersi cura di ciò che arriva nel piatto, con attenzione e rispetto.

Via Carpaneda 5 36051 Creazzo (Vi)
Tel +39 0444 1497001

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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