Uno dei più grandi fotografi del mondo torna a esporre in Umbria. E lo fa omaggiando la cultura gastronomica, e le sue tradizioni, del cuore verde d’Italia. Fino al prossimo 3 maggio, presso il complesso museale di San Francesco di Montefalco (Pg), sono in scena gli scatti di Steve McCurry, grande nome della fotografia internazionale, che ritraggono storie, vissuti, scorci, prodotti e convivialità dei protagonisti ritratti.

Uno degli scatti in Umbria di Steve McCurry
Un viaggio visivo in cui l’Umbria si assapora con gli occhi e il gusto diventa emozione. Tra le 60 fotografie in mostra a Montefalco, McCurry dedica uno spazio significativo anche al racconto del cibo come gesto quotidiano, rito collettivo e segno profondo dell’identità umbra. La cucina, nelle sue immagini, non è mai semplice contorno: è materia viva, fatta di mani che lavorano, stagioni che tornano, tavole che uniscono.
Il cibo come racconto culturale
“Steve McCurry - Umbria” propone una lettura della Regione che passa anche attraverso ciò che si coltiva, si raccoglie, si cucina e si condivide. È un’Umbria raccontata attraverso i mercati, le vendemmie, le cucine domestiche, i gesti antichi degli artigiani del gusto. Un patrimonio gastronomico che diventa racconto visivo e culturale, capace di parlare di persone prima ancora che di ricette.

Steve McCurry e le fotografie della Cantina Carapace
Tra scatti iconici e immagini inedite, presentate per la prima volta al pubblico, McCurry intreccia paesaggi e volti con i rituali del cibo: la preparazione di piatti della tradizione, il lavoro nei campi, la convivialità delle feste di paese. La cucina umbra emerge così come linguaggio universale, fatto di semplicità e autenticità, dove ogni gesto custodisce memoria e identità. Nelle fotografie, il cibo è racconto di comunità, espressione di una cultura contadina su cui poggia la tradizione gastronomica regionale. Il tutto in uno dei paesi simbolo dell’Umbria per quanto riguarda l’aspetto enologico.
Montefalco e il dialogo tra vino, territorio e immagini
Montefalco, infatti, è terra di vini e simbolo di una profonda tradizione agricola ed enologica, e diventa il luogo ideale per questo dialogo tra immagine e gusto. Il Sagrantino (vino più identitario del territorio), le vigne, i cicli della vendemmia e il lavoro dell’uomo scandiscono il ritmo di una narrazione visiva in cui la gastronomia è parte integrante del paesaggio umano. Le immagini restituiscono l’essenza di una regione dove il tempo del cibo coincide con quello della vita.

Il fotografo Steve McCurry (credits: Christopher P. Michel/Wikipedia)
Una tradizione che parla di comunità
In questo racconto per immagini, l’Umbria si rivela anche come grande laboratorio del gusto: una Regione dove il cibo non è solo nutrimento, ma racconto di stagioni, lavoro, festa e convivialità. Le fotografie di McCurry celebrano un frammento di tradizione gastronomica i cui riti sono stati riconosciuti come patrimonio Unesco. Non per le ricette, ma per il valore umano e sociale che la cucina italiana porta con sé.