Torino ha un rapporto peculiare con il cioccolato: non lo considera solo un prodotto, ma un pezzo di identità. Per questo, quando CioccolaTò torna - dal 13 al 17 febbraio - la città non si limita a ospitare una manifestazione: ne fa un racconto urbano, una sorta di mappa gastronomica in cui artigiani, maestri cioccolatieri, pasticceri e appassionati si incrociano con luoghi della cultura, del cinema e della storia. La struttura organizzativa spiega già molto dell’ambizione del progetto: Camera di Commercio e Città di Torino come promotori, Turismo Torino come regia, Regione Piemonte e due grandi fondazioni come sostenitrici, e poi l’intero mondo delle associazioni di categoria. È il segno che il cioccolato, qui, non è solo attrazione turistica ma una vera filiera economica, fatta di piccole imprese, ricerca, formazione e competenze tecniche che cercano un luogo dove confrontarsi e farsi ascoltare.

Dal 13 al 17 febbraio a Torino torna CioccolaTò
Piazza Vittorio e il cuore della manifestazione
Piazza Vittorio resta il cuore pulsante: non una fiera, ma una grande vetrina dell’artigianalità contemporanea. Qui il cioccolato mostra i suoi linguaggi: dai classici piemontesi - giandujotti, cremini, pralinerie - alle declinazioni più moderne con pistacchio, caramello salato, frutta ghiacciata al fondente o mini lievitati che guardano alla Pasqua. La Fabbrica del Cioccolato fa vedere cosa succede “dietro il banco”, mostrando macchinari, lavorazioni e tecniche; la Casa del Cioccolato ospita invece degustazioni e approfondimenti sensoriali, spesso esauriti già nel 2025. Ma la forza del programma sta soprattutto fuori dalla piazza e il cioccolato diventa pretesto culturale.
La novità per i professionisti: nasce l’area B2B
Negli spazi di SignorVino debutta una sezione dedicata esclusivamente agli operatori del settore (16-17 febbraio): produttori, buyer, ristoratori, Gdo, hotellerie, packaging e tecnologie. Grazie a una piattaforma digitale per la gestione degli incontri, l’area B2B favorisce appuntamenti mirati e relazioni di lavoro qualificate, segnando un passo decisivo verso una manifestazione che non parla solo al pubblico, ma anche al mercato.
Il cioccolato come racconto culturale
Il Circolo dei lettori e delle lettrici ospita incontri che collegano cacao, narrazione e desiderio: la lectio sul “variopinto” di Riccardo Falcinelli (12 febbraio), la presenza di Joanne Harris con il nuovo capitolo della saga di “Chocolat”, il dialogo con Felicia Kingsley sull’amore come costruzione culturale, fino alla riflessione filosofica di Matteo Nucci su Platone ed Eros. A chiudere il cerchio narrativo, la scrittrice georgiana Nino Haratischwili, che con “L’ottava vita” ha intrecciato storia, cacao e destini familiari. Dal Circolo si passa alla montagna: al Museo nazionale della Montagna, il percorso “La montagna incartata” racconta come il cacao sia arrivato sulle Alpi grazie a commerci, strategie e immaginari che nel tempo hanno fatto del cioccolato un prodotto globale.

Per cinque giorni Torino diventa la città della festa del cioccolato
Il Museo della Sindone ospita due incontri a metà tra antropologia e storia alimentare: Marino Niola indaga il significato del cacao come “cibo degli dèi”, mentre Alberto Grandi esplora i legami tra cioccolato, riti e religione. La storia diventa tangibile al Castello di Rivoli, dove la visita guidata “I Savoia e la cioccolata” ricostruisce la funzione del cacao nelle corti europee: status symbol, bevanda cerimoniale, oggetto di scambi e potere. Per chi prenota, la merenda reale permette di assaggiare la cioccolata calda del Settecento, preparata con gli stessi riti dell’epoca.
Presente e futuro del cacao
Al Museo Accorsi-Ometto, invece, il cioccolato entra nel presente e nel futuro: “Il cioccolato del futuro affronta i nodi più urgenti” - cambiamento climatico, sostenibilità, filiere e normative - parlando a chi lavora nella pasticceria, nella ristorazione e nell’industria alimentare. È uno degli appuntamenti più tecnici della rassegna: qui il cacao smette di essere piacere e torna materia prima fragile, con equilibri economici e climatici delicati.
Il Cinema Massimo propone due film perfettamente in linea con lo spirito del festival: “Come l’acqua per il cioccolato” (13 febbraio), storia in cui il cibo diventa linguaggio emotivo, e “Grand Budapest Hotel” (14 febbraio), dove la pasticceria è costruzione estetica e memoria narrativa. Il 17 febbraio, ai Musei Reali, Arturo Brachetti chiude la manifestazione con “Dietro la maschera”, un incontro sulla Commedia dell’Arte come forma di illusione e trasformazione: un parallelismo che il cioccolato, nelle sue mille forme, conosce bene.
Educare al gusto: il percorso kids
Alla scuola San Francesco d’Assisi, la sezione kids propone un percorso a dieci tappe che porta i bambini dentro il mondo del cacao: dal tunnel del cacao alle maschere in carta riciclata, dalla meditazione del cioccolatino alla creazione della propria tavoletta. Una formula giocosa che educa al gusto e alla manualità. Ogni giorno alle 17, letture animate con merenda. Il ricavato delle attività va alla Fondazione Paideia.