Per celebrare le Olimpiadi invernali, uno spettacolo atteso non solo dagli sportivi, Milano è naturalmente capofila con tante proposte rivolte a una clientela che ami l’eccellenza, dalla colazione all’aperitivo. Aperto dalle 12 alle 2 di notte, durante i Giochi invernali A’Riccione Terrazza12, rooftop glamour, propone un’esperienza food & mixology in edizione limitata. Tre cocktail pensati per esaltare tre piatti dello chef dai nomi delle discipline simbolo di Milano-Cortina: Ice skating, Hockey su ghiaccio e Sci alpino, firmati dai bartender del lounge bar con vista al decimo piano di Palazzo Boggi. Proposti per tutto il periodo dei Giochi, sono abbinati a tre piatti “fuori menu”, in un percorso gastronomico che fonde idealmente il Mediterraneo, anima dell’insegna, con inevitabili suggestioni dolomitiche.
La sala con vista di A’Riccione Terrazza12
Il bancone del lounge bar al decimo piano è il regno di Jimmy Sakaj, autore di una vasta selezione di drink tra classici intramontabili e miscelazioni innovative. In stretta sinergia con lo chef Marco Fossati, Sakaj cura pairing d’eccezione per finger food e small bites, ma anche per i piatti del ristorante. Insieme con lui, Alfred Betun ed Erik Quarantani sono gli autori dei tre cocktail in edizione limitata ispirati alle discipline olimpiche, per celebrare il legame tra la mixology d’autore e le grandi sfide del circo bianco.
Un aperitivo spettacolare
Ispirato al pattinaggio sul ghiaccio, Ice skating è un twist di Negroni capace di esprimerne l’essenza fatta di silenzio, concentrazione e controllo. «Per questo ho voluto un Negroni più secco e lineare rispetto al classico» spiega Betun. «Gli ingredienti? Gin delle Montagne, che richiama l’aria alpina e le botaniche pulite, dando respiro al drink, mentre Bitter bianco e Vermouth dry costruiscono una struttura tesa ed elegante. Lo Sherry Fino aggiunge profondità salina e controllata, che racconta la fatica e il lavoro invisibile dietro una performance che deve apparire perfetta. Il risultato è un sorso netto, teso. Come una lama sul ghiaccio». Ice skating è un cocktail tecnico ed essenziale, senza sbavature, dove anche il servizio richiama la pista: il ghiaccio viene presentato con leggeri solchi, a simulare i segni lasciati dalle lame durante l’esibizione.
Hockey su ghiaccio è la proposta firmata dal bar manager Sakaj, «un aperitivo che unisce lo stile metropolitano all’energia glaciale delle Alpi», spiega. Ispirato alla disciplina più dinamica e fisica dei Giochi, questo twist del classico aperitivo milanese combina le note amaricanti e agrumate del Campari e del Vermouth Antica Formula con una soda ai frutti rossi di montagna e un delicato tocco di lavanda alpina. A completare il drink, una garnish di more che richiama il disco della disciplina. Il risultato è un cocktail intenso, elegante e deciso, un incontro di contrasti che ha il ritmo di un match giocato a tutta velocità.
Il drink Hockey su ghiaccio
Infine, il nome completo del cocktail proposto da Quarantani è Sci alpino - Cortina ’56, richiamo alle prime Olimpiadi invernali ospitate in Italia 70 anni fa, gli anni d’oro di questa disciplina e occasione storica in cui nacque il mito della mondanità e dell’après-ski, consacrando Cortina come Regina delle Dolomiti. Per rendere omaggio a questo momento epocale, Erik ha immaginato un cocktail «facile da bere, perfetto per l’aperitivo e capace di evocare quell’atmosfera glamour che ha reso celebre la montagna italiana». La ricetta è un ponte tra tradizione e vette alpine: il Vermouth bianco e il Select, icona del Veneto, si fondono con lo St-Germain che, grazie ai fiori di sambuco raccolti nei boschi d’alta quota, conferisce al drink l’essenziale tocco alpino, mentre il perlage del Trentodoc sigilla il sorso con l’eleganza del territorio montano.
Il tocco gourmet
Come detto, a queste proposte si abbinano tre piatti fuori menu pensati dallo chef Marco Fossati: un ponte tra mare e montagna. Si parte con la tartare di tonno con lime e briciole di pane, accompagnata da crauto viola e Bozner sauce, tipica del Trentino a base di uovo sodo ed erba cipollina, che dona cremosità alla delicatezza del crudo. Cuore del percorso è il Risotto A’R Milano-Cortina, sintesi perfetta tra le due anime dei Giochi: il riso, bagnato con un infuso al pino mugo per richiamare i sentori resinosi del bosco, viene mantecato con burro di malga ed è abbinato a un’ostrica che sprigiona un’improvvisa sferzata marina, mentre il midollo di vitello rende omaggio alla tradizione meneghina.
Il Risotto A’R Milano-Cortina
Il tris di specialità si chiude con i gamberoni alla brace, serviti con radicchio confit cotto a bassa temperatura in agrodolce, ristretto di crostacei e un profumato burro di malga alle erbe alpine. Tre creazioni in esclusiva da provare solo durante il periodo olimpico, per vivere il gusto delle cime sospesi sopra il cielo di Milano.
Via Durini 28 20122 Milano
Milano e Cortina sotto la Cupola
L’energia della città e il silenzio della montagna. Park Hyatt Milano omaggia e racconta due luoghi simbolo attraverso il gusto. La Cupola e Mio Lab diventano spazi di narrazione e incontro grazie a una proposta gastronomica e di mixology che vede protagonisti due piatti firmati dallo chef Guido Paternollo e un cocktail esclusivo ideato dal bar & lobby manager Alessandro Iacobucci Vitoni. Ne La Cupola, l’elegante e iconico salotto milanese, lo chef propone due piatti pensati come un ponte ideale tra le due città, disponibili dal 2 al 28 febbraio. Gli ospiti potranno gustare i Casunzei di barbabietola, salsa di ossobuco, Trentingrana e limone salato e Amor Polenta e crema chantilly.
La sala de La Cupola del Park Hyatt Milano
Due ricette che connettono territori diversi attraverso ingredienti, memorie e sensazioni. «I casunzei di barbabietola sono una ricetta iconica di Cortina, mentre l’ossobuco rappresenta Milano. Ho pensato di unirli in un solo piatto per raccontare due città attraverso un gusto profondo, avvolgente e goloso. Lo stesso dialogo prosegue con l’Amor Polenta, dolce tipico della tradizione lombarda ma legato anche alla cultura di montagna: un ingrediente unico per unire due mondi e capace di evocare autenticità e comfort», afferma lo chef.
Il drink Mi-Co di Mio Lab
Se La Cupola racconta Milano e la perla delle Dolomiti attraverso la cucina, Mio Lab lo fa con la mixology d’autore. Per l’occasione, il già citato Alessandro Iacobucci Vitoni, uno dei nomi più autorevoli del panorama cocktail italiano, ha ideato Mi-Co, che fonde nel nome e nell’anima due mondi: la tradizione urbana del classico Milano-Torino e l’atmosfera alpina. Il drink è costruito su rum scuro, Frangelico, sciroppo artigianale alla cannella e limone, con albume per una texture vellutata. La polvere di cannella in decorazione e l’affumicatura al tè bianco completano l’esperienza sensoriale. «Ho scelto il rum per fare sentire l’abbraccio caldo della città, mentre l’affumicatura e le note speziate evocano l’aria cristallina delle montagne. La cannella porta profondità e comfort, mentre la nocciola del Frangelico richiama sapori autentici e italiani. Un cocktail che unisce eleganza, tradizione e territorio in un unico sorso» assicura Alessandro Iacobucci Vitoni.
Via Tommaso Grossi 1 20121 Milano