Nel cuore di Gavinana, periferico ma vivace quartiere fiorentino, Bellagrò propone una versione originale della pizza: la pizza Toscana. Una pizza che non si racconta, ma si scopre progressivamente, attraverso l’esperienza diretta del gusto. Ogni impasto nasce da farine biologiche macinate a pietra e lievito madre vivo lavorati nel rispetto dei tempi della natura. L’impasto è stato sviluppato insieme all’Università di Firenze.
Il Giardino d'inverno del ristorante Bellagrò
Gli ingredienti provengono da una rete tracciabile di fornitori, agricoltori e artigiani del territorio, scelti per affinità di visione e qualità del lavoro. Il menu di Bellagrò si distingue per la sua struttura flessibile, pensata per chi ama assaggiare e lasciarsi guidare dalla curiosità. Le mezze porzioni permettono di esplorare sapori diversi - dal Polpo alla Casentinese, ai Tortellini in bianco, fino al Cocktail di gamberi in versione integrale - mentre la carta delle pizze propone varianti come Porchetta e Pecorino, Armonia e Contrasto, Ortolina e Super-Marinara, tutte concepite per valorizzare ingredienti stagionali e dare voce al territorio toscano.
Un ambiente accogliente tra bioarchitettura e convivialità
L’atmosfera è rilassata, tra elementi di bioarchitettura (pareti in calce con gusci d’uovo e lolla di riso), piante e una sala pensata per favorire la condivisione. L’accoglienza è curata e autentica, in linea con la filosofia del locale. Bellagrò si rivolge a chi cerca una pizzeria che sia anche un luogo di scoperta e relazione. Non una pizzeria qualsiasi, ma un progetto gastronomico che invita a rallentare, scegliere con gusto e mangiare con consapevolezza.
La pizza Super Marinara di Bellagrò
Nel corso del primo anno, Bellagrò ha ottenuto Due Spicchi nella Guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso, è stata selezionata da Identità Golose e inserita tra le preferenze degli utenti TripAdvisor (Travelers Choice 2025). Segnali che premiano una proposta distintiva, capace di farsi notare in una piazza gastronomicamente matura come Firenze.
I fornitori di Bellagrò: dall’Orto Bioattivo alle farine macinate a pietra
Come anticipato in premessa, il patron Pasquale Caprarella dà grande importanza al ruolo dei Fornitori che meritano una descrizione dettagliata. A partire dall’ Orto Bioattivo. La proposta vegetale di Bellagrò affonda le radici nel metodo del ricercatore Andrea Battiata. Grazie all’approccio bioattivo, il terreno viene rigenerato per produrre ortaggi con una densità nutrizionale superiore e una complessità aromatica unica, garantendo ingredienti che rispettano l’equilibrio della biosfera e la salute del consumatore.
Pasquale Caprarella, patron di Bellagrò
L’anima degli impasti di Bellagrò risiede nelle farine del Mulino Le Pietre. La macinazione lenta a pietra naturale preserva il germe del grano e le proprietà organolettiche del chicco, permettendo alla Pizzeria di offrire un prodotto finale fragrante, ricco di fibre e caratterizzato da un’elevata digeribilità. Per i derivati dal latte, Bellagrò si affida alla filosofia biodinamica di Poggio di Camporbiano. Situata nel cuore della Toscana, quest’azienda agricola pone al centro il benessere animale e la biodiversità, producendo formaggi e latticini puri che riflettono la genuinità dei pascoli incontaminati.
La collaborazione con Lunica del Mugello permette a Bellagrò di attingere a una rete di piccoli produttori del Mugello dediti all’agricoltura sostenibile. Questa sinergia valorizza le eccellenze locali a km zero, portando in tavola materie prime stagionali che sostengono l’economia del territorio e la tutela delle varietà autoctone.
Materie prime selezionate: dal tonno siciliano alle eccellenze della norcineria
Il Tonno Audelfio utilizzato da Bellagrò proviene dalla storica tonnara Adelfio di Marzamemi. Pescato responsabilmente nel cuore del Mediterraneo (Zona FAO 37), il prodotto viene lavorato secondo antichi rituali artigianali che ne preservano la consistenza e il sapore intenso, simbolo dell’eccellenza conserviera siciliana.
Bellagrò seleziona lo speck di Tito Speck, realtà della Val di Fiemme premiata dal Gambero Rosso tra le migliori d’Italia. La materia prima viene sottoposta a una salatura leggera e a una lenta affumicatura con legno di faggio, seguita da una cottura al vapore che restituisce un salume dalla morbidezza e dal bouquet aromatico inconfondibili.
La pizza Armonia e Contrasto
La Bresaola di Bellagrò porta la firma di Brisval, eccellenza della Valchiavenna nota per la valorizzazione di carni pregiate, senza l’ausilio di conservanti. Partendo da razze selezionate e tagli nobili come il Wagyu, l’azienda garantisce un prodotto di estrema purezza, frutto di una filosofia che unisce etica e alta gastronomia.
Tortellini in bianco al Parmigiano
Le olive Bella di Cerignola di Bellagrò provengono dai secolari uliveti dell’Azienda Agricola Fratepietro. Questa cultivar pugliese, tra le più pregiate al mondo, si distingue per la croccantezza della polpa e le grandi dimensioni, rappresentando un pilastro della tradizione agricola di Cerignola coltivata con dedizione artigianale.
La pizza “Ortolina Bioattiva” e l’abbinamento con Cervaro della Sala
Per Pasquale esistono alcuni piatti simbolo sui quali per l’occasione abbiamo previsto abbinamenti ad hoc estratti anche extra carta dei vini. Un filo rosso umbro ci guiderà fatta eccezione per un rosso toscano. Si parte con la Pizza “Ortolina Bioattiva” Una sintesi di benessere e gusto. Un mix di eccellenze casearie (Bufala Dop, Fiordilatte di Argeola e Parmigiano 24 mesi) accoglie le verdure di stagione dell’Orto Bioattivo, cotte delicatamente al vapore per preservarne i nutrienti.
La pizza “Ortolina Bioattiva”, Bufala Dop, Fiordilatte di Argeola e Parmigiano 24 mesi con le verdure di stagione dell’Orto Bioattivo
Il tutto è rifinito con passata di pomodorini freschi e una nota agrumata di limone. Perfetto l’abbinamento con il Cervaro della Sala 2022 di Marchesi Antinori. Nonostante l’annata siccitosa questo Chardonnay, appena integrato con un 5% di Grechetto, sfoggia note esotiche che si accompagnano a limoni grigliati, arachidi tostate e cenni di pietra focaia. Non mancano note di cardamomo e crostata. Pieno ma nervoso e succoso con sfumature sapide. Veramente il Montrachet d’Italia.
“Tramonto Costiero” e “Porchetta e Pecorino”: le pizze simbolo
Segue la “Tramonto Costiero”: una pizza che evoca i sapori del Mediterraneo. Su un mix di mozzarelle d’eccellenza si adagiano cipolle rosse caramellate, gocce di pomodoro fresco e polvere di peperoni cruschi. Il protagonista è il tonno siciliano, servito rigorosamente a parte per garantire la massima qualità e freschezza al palato. Perfetto l’abbinamento con l’Umbria Rosato Igt Roccafiore 2024. Tutto a base di uve Sangiovese. I profumi sono giocati sulla finezza e una sottile eleganza, per un tratto di apprezzabile intensità olfattiva. Rimandi prevalenti e croccanti di lampone e melograno, ma presenti anche ribes e fragoline di bosco. Sapore secco e delicatamente sapido, improntato sulla freschezza, leggero, pimpante e ben profilato.
Tramonto Costiero, un mix di mozzarelle con cipolle rosse caramellate, gocce di pomodoro fresco e polvere di peperoni cruschi
Altro cavallo di battaglia la “Porchetta e Pecorino”: per chi ricerca i sapori decisi del territorio ecco servita una base con crema di patate, Porchetta artigianale del Mugello, mix di mozzarelle e una pioggia di Pecorino Romano Dop. Un omaggio alla tradizione toscana nella sua massima espressione. Automatico l’abbinamento per affinità regionale e non stupisca che sia un vino rosso e la nostra scelta cade sul Maremma Toscana Ciliegiolo Sassotondo 2023. Profuma di ribes nero, petunia e coriandolo, arricchito da note di cannella e cioccolatino alla menta. Attacco morbido e fruttato, poi si fa avvolgente, infine emerge una sapidità distintiva che precede una chiusura di moka.
“Fior di Miele”: il dessert che chiude l’esperienza Bellagrò
Il dessert di punta è il “Fior di Miele”. Un finale di rara purezza che nasce dalla collaborazione con l’Azienda Agricola Poggio di Camporbiano. Si tratta di una nuvola di ricotta e yogurt biodinamici impreziosita da miele pregiato, il tutto accompagnato dalla nota croccante di un crumble alla farina di mandorle. Un dolce che parla di etica, natura e leggerezza. Si sposa a meraviglia con l’Umbria Bianco Passito Muffato delle Streghe 2022 di Pomario, vino biologico.
Fior di Miele, una nuvola di ricotta e yogurt biodinamici con miele pregiato, accompagnato dalla nota croccante di un crumble alla farina di mandorle
Intenso e appagante al naso nei toni di confetture di albicocche e pesche, vaniglia e anice. Dolce e fresco l’assaggio, bilanciato, delicatamente sapido e persistente, nettare armonico e ben strutturato con aromi di miele, spezie, frutta candita e caramello dovuti alla presenza di muffa nobile. Pasquale fa sul serio. C’è odore di Tre Spicchi.
Piazza Ravenna, 10-11 50121 Firenze (Fi)