Il rapporto tra Daniele Citeroni Maurizi e Offida è peculiare e va oltre la semplice provenienza, perché questo borgo tra i più suggestivi del nostro paese, nell’entroterra ascolano, dà origine alla sua ispirazione come uomo e come cuoco: «per me è il posto più figo del mondo, non posso dire altro. Sicuramente è stato un luogo nevralgico, tra le due città più grandi che abbiamo a nord e a sud: Ascoli e Fermo. È quel luogo dove ancora oggi vivono tutte le tradizioni e gli aspetti dell'artigianato locale che sono ancora parte integrante della comunità attuale».
La sala interna di Osteria Ophis
Storia e significato di Osteria Ophis
Osteria Ophis, nome che identifica Offida, ha compiuto 25 anni nel 2025. Racconta ancora Citeroni: «Ophis è l'etimologia più accreditata del nome Offida, nata attorno al culto di un serpente aureo (Ophite), figura mitica legata a un antico santuario/oracolo e adorata dai Pelasgi (o Pelasici), popolo pre-ellenico tra le presenze più enigmatiche dell’antichità mediterranea e primo ad arrivare nel nostro territorio».
L’ambiente unico di Osteria Ophis
Il locale è accogliente e originale: a Palazzo Alessandrini, antica costruzione nobiliare di fine XVIII secolo, nel cuore del borgo medievale, elementi antichi e moderni convivono in armonia. Alte volte a botte e mattoni a vista, oltre a una cantina che si trova nella grotta che un tempo funzionava come stalla. Pochi tavoli e spazio per una ventina di coperti, per offrire il massimo della cura a ogni ospite: «questo mio progetto di ristorazione è un luogo dove la cucina tradizionale vuole rivivere un ruolo primario. La materia prima, soprattutto, e tutto quello che fa parte della nostra tradizione torna ad avere un ruolo principale; non una cucina scontata ma un podio per la cucina territoriale».
Servizio, cantina e menu
Il tutto accompagnato da un servizio coi fiocchi e una cantina ragguardevole, curata dalla giovane, bravissima Majlinda Plaku. Citeroni prosegue: «abbiamo una carta vini da 180 etichette o poco meno. Lavoriamo per il 70% con il territorio, per una gran parte parliamo proprio della provincia di Ascoli, quindi tutta la zona della Docg Offida, per poi allargarci alla oc del Falerio dei Colli Ascolani e al Rosso Piceno Superiore. Diamo spazio a tutte quelle realtà che abbiamo conosciuto di persona e rispecchiano il nostro stile ideale». La scelta nei menu è ampia, tra carta e 3 percorsi di degustazione: 65 km di Piceno a 65 euro, Terra (la nostra anima vegetale) a 55 e infine “mipiace”, 4 piatti riservati agli under 25 e proposti a 38 euro.
Un dettaglio della sala interna di Osteria Ophis
I piatti simbolo di Osteria Ophis
Una cena di grande bontà, quella dedicata al venticinquesimo compleanno di Ophis, con amuse-bouche golosi e un inizio notevole con il lesso: uno squisito bollito di testina d’agnello servito con misticanza e salse. Ancora, l’arrosto di verza, rigoroso piatto vegetale dalle intense sfumature minerali. Di bontà assoluta un evergreen di Citeroni, la pasta “con il nostro raccolto”: «con un estratto di bietola selvatica si va a mantecare la pasta, che viene condita con un'insalata di erbe aromatiche senza regola, con tutta la diversità che la stagione porta con sé. Uniamo solo olio extravergine di oliva e mantechiamo il formato che un pastificio realizza per noi. I gambi della bietola vengono marinati sottovuoto in aceto di riso per almeno una settimana e li utilizziamo come dadolata».
Pasta “con il nostro raccolto”
Un piatto di grande freschezza che racconta il sapore della campagna in tutte le sue declinazioni nel tempo. Molto bella anche la profondità gustativa del riso con cime di rapa, alici e limone. Con l’impasto degli gnocchi, realizzato con le patate di Avezzano, prendono forma i cannelloni che racchiudono una farcia di funghi porcini; alla base una cagliata acida di latte di un’azienda locale, tartufo dei monti Sibillini e farinello selvatico.
Più di un funghetto offidano
Per finire la parte salata il tacchino ripieno, l’anca cotta espressa sullo strutto, lasciata riposare al caldo e poi passata alla brace, servita con fondo acido ed erbette: «lavoriamo volentieri gli animali di bassa corte come coniglio, pollo, tacchino, quelli che sono del nostro cortile, nelle nostre campagne». Si termina con “più di un funghetto offidano”, ottima rivisitazione di un dolce tipico. Da Citeroni ci aspettiamo qualche altra prossima sorpresa, perché sarà coinvolto nel magnifico recupero di Palazzo Guiderocchi ad Ascoli Piceno, dove seguirà la proposta gastronomica.
Corso Serpente Aureo, 54/B 63073 Offida (Ap)