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sabato 18 aprile 2026  | aggiornato alle 11:02 | 118698 articoli pubblicati

Tra Penisola sorrentina e Costiera amalfitana c’è un ristorante da non perdere

Parliamo de La Corte degli Dei, nel settecentesco Palazzo Acampora di Agerola (Na). Un ristorante che intreccia ospitalità e cucina contemporanea, guidato dallo chef Vincenzo Guarino (affiancato dal figlio Angelo)

 
18 aprile 2026 | 08:30

Tra Penisola sorrentina e Costiera amalfitana c’è un ristorante da non perdere

Parliamo de La Corte degli Dei, nel settecentesco Palazzo Acampora di Agerola (Na). Un ristorante che intreccia ospitalità e cucina contemporanea, guidato dallo chef Vincenzo Guarino (affiancato dal figlio Angelo)

18 aprile 2026 | 08:30
 

La Penisola sorrentina e la Costiera amalfitana, sorelle in amorevole relazione, nel loro scorrere, da Vico Equense a Massalubrense la Penisola, e da Positano a Vietri sul Mare la Costiera, hanno momenti di giunzione consentiti da un’orografia che contribuisce non poco a rendere fatati e di indescrivibile bellezza paesaggi e panorami. Uno di questi stupendi meeting point tra Penisola sorrentina e Costiera amalfitana è dato da Agerola (Na), popoloso borgo collinare a cavaliere, per l’appunto, tra Penisola e Costiera, in conca amena dei Monti Lattari. Zootecnia di elevata qualità: qui placidamente vive la Vacca agerolese, dal cui latte si ricava quella prelibatezza ancora poco conosciuta che è il Provolone del Monaco Dop. Da Agerola parte il Sentiero degli Dei, crinale tra Penisola e Costiera. Lungo circa 9 km, il luogo di arrivo è Positano. Tempo di percorrenza, dove l’elogio della lentezza è ovvio e tacito, intorno alle 7 ore. Qui gli dèi sono di casa. Anzi, hanno proprio la loro corte: La Corte degli Dei.

La sala del ristorante La Corte degli Dei
La sala del ristorante La Corte degli Dei

Palazzo Acampora e La Corte degli Dei

La Corte degli Dei è la componente di ristorazione incastonata nello storico Palazzo Acampora, già residenza dei Principi Acampora di Corfù, oggi inserito nel prestigioso novero delle Dimore storiche italiane. Giovanni Paone, discendente degli antichi proprietari, ha scelto di valorizzare l’eleganza di questo “luogo dell’anima”, restituendogli il suo antico splendore. Al governo de “La Corte degli Dei”, il talentuoso chef Vincenzo Guarino. Il suo è una sorta di ritorno a casa, dopo fruttuose esperienze in Toscana e in Umbria. E cosa fa lo chef, in lodevole armonia di intenti con il patron?

Lo chef Vincenzo Guarino
Lo chef Vincenzo Guarino

Invita colleghi divenuti amici, pianifica ghiotto palinsesto per l’imminente “bella estate”, che qui rosicchia maggio alla primavera e ottobre all’autunno, sino a divenire “la lunga estate”, e propone, in memorabile pranzo di inizio aprile, preview delle sue nuove creazioni. Ci sia consentita una facezia che poi magari può divenire spunto per rassegna a venire. La facezia è che si è affetti da rotacismo (!) e “Agerola”, ahinoi, assume fonema “agevola”. Ecco, assumerebbe senso compiuto dire che “Agerola agevola”. Per come è posizionata, per la sua storia, questo grazioso borgo collinare “agevola” le contaminazioni virtuose che da circa tre millenni hanno reso l’area mediterranea la culla della nostra civiltà. E sappiamo bene tutti noi, posto che rifiutiamo di mettere la testa sotto la sabbia, quanto importante sia oggigiorno agevolare gli incontri tra popoli di differenti culture.

Il menu: il racconto del pranzo tra tecnica e territorio

Alla memoria ricorrendo, ancora prima che agli appunti, raccontiamo il menu del pranzo. L’aperitivo, e l’esagerazione è solo lieve, già da solo varrebbe il pranzo. Nell’appropriato calice, alla corretta temperatura di servizio (e ciò sarà la costante di tutto il pranzo e pertanto, sia chiaro, la assumiamo sempre valida by default), ci viene versato Cuvée Royale Franciacorta Docg, ottenuto dalla selezione delle uve Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco di Tenuta Montenisa dei Marchesi Antinori. Abbiamo apprezzato particolarmente (al secondo sorso) le peculiari note di pesca a polpa bianca, crosta di pane e lieviti. Le sue fragranze floreali e fruttate lo hanno reso pressoché perfetto con le creazioni dello chef: Meringa al pomodoro, ristretto di marinara e alici di Cetara; bun con caprino e perle di aceto balsamico; nuvola allo yuzu. Lo yuzu è un agrume originario dell’Asia orientale. Ha all’incirca le dimensioni di un mandarino, con una buccia spessa e rugosa che varia dal verde (quando acerbo) al giallo brillante (quando completamente maturo). Il frutto è intensamente aromatico e offre un profilo olfattivo e gustativo complesso che fonde note di limone, pompelmo e mandarino con una distintiva qualità floreale che lo distingue da qualsiasi altro agrume. Insomma, un trittico di bontà che ben lascia presagire quali squisitezze il prosieguo del pranzo ci riserva.

Si prosegue con delicata amuse-bouche: mosaico di tonno con mango fresco e salsa Nobu. Lasciamo il Franciacorta Docg per passare al “Rock M’ Roll” Chenin Blanc Igp, ottenuto da sole uve Chenin Blanc. Lo abbiamo apprezzato per quanto, nella sua duttilità di abbinamento, ha saputo conferire vibrazioni di freschezza al sontuoso antipasto preparato dallo chef: Capasanta scottata con asparagi bianchi e verdi, battuto di capperi di Pantelleria, limone confit, porro arrosto, salsa alla mandorla. Una vera bontà. Il calice successivo ci riporta nel nostro Bel Paese e precisamente nel Sannio. Degustiamo, a piccoli sorsi che intervallano la pietanza (di cui diremo), il VentiVenti - Affinato in anfora, ottenuto da sole uve Trebbiano Toscano, fatto da Tenuta Sant’Agostino, il cui valente enologo è il bravissimo Vincenzo Mercurio. La pietanza, dunque: Risotto Carnaroli con asparagi, bottarga di muggine, mascarpone, ricciola. Dichiarazione impegnativa: sul podio, ovvero tra i migliori tre risotti che ci è stato dato di degustare.

Si resta in Campania, passando dal Sannio al Cilento per quanto attiene al calice che adesso si accinge a contenere Ersa Igt Paestum Rosso, ottenuto da uve Aglianico e Cabernet Sauvignon, fatto da Francesca Fiasco, titolare della piccola cantina con sede a Felitto nel Parco Nazionale del Cilento. Ersa lo si abbina piacevolmente ad altro eccellente primo dello chef Vincenzo Guarino: Tortello di genovese con liquirizia, pudding di pera pennata, salsa cacio e pepe, zafferano. Ancora in Campania, dal Cilento alle alture della vicina Costiera Amalfitana. Nel calice il Macerine, un sorprendente vino frizzante rosato, ottenuto da uve Piedirosso 60%, Aglianico 30%, Tintore 10%, fatto a Scala da Casa Esposito. Arduo il cimento di Macerine: saper accarezzare una squisita creazione dello chef: Cotoletta di rombo con clorofilla di prezzemolo, lampone ghiacciato, patata rossa, salsa al mirin. La salsa al mirin è un condimento dolce e leggermente alcolico. Pochi giorni ancora e sarà Pasqua.

Lo chef propone come pre-dessert il più tipico dei dolci pasquali: mousse alla pastiera, burro di cacao e gel all’arancia rossa. A seguire, lo squisito dessert: cheesecake con lampone, matcha, yogurt. In abbinamento, Nena e Vincè, bevanda aromatizzata a base di vino e visciola fatta da Fattoria Nanni, nelle Marche. Dunque, lo chef propone, si è detto... Ma non è esattamente così. C’è un Guarino che propone, è vero, ma non è Vincenzo, bensì suo figlio Angelo, valente pastry chef, a testimonianza che... talis pater. Pranzo memorabile, con performance di alto livello da parte dello chef Vincenzo Guarino. Da quel terrazzo che è Agerola, ci si affaccia sul mare del Golfo di Salerno; alle spalle c’è il Golfo di Napoli. Nell’imminente estate Palazzo Acampora diverrà D&B (Dinner & Bed), in quanto entreranno in funzione sei camere a beneficio degli ospiti che, nel fruire della cena a La Corte degli Dei, vorranno poi giovarsi di confortevole riposo notturno andando su, per le antiche scale.

Via Armando Diaz 26 80051 Agerola (Na)
Tel +39 324 843 7579
Mar-Sab 12:30-14:00, 19:00-22:00; Dom 12:30-14:00, 19:30-22:00

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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