Affacciato sulle rive del lago di Bolsena, in località Borghetto, nel comune di Grotte di Castro (Vt), Il Capriccio è uno di quei progetti gastronomici nati con un’identità precisa e un obiettivo non scontato. Aperto nella primavera del 2023, il ristorante ha scelto di muoversi lungo una direzione non banale: costruire una proposta contemporanea attorno a un ingrediente ancora troppo spesso marginale nella ristorazione di qualità, il pesce d’acqua dolce. Una scelta coerente con il territorio, dopotutto le acque del lago distano pochi metri dal ristorante, ma tutt’altro che banale.
La sala del ristorante Il Capriccio
Perché valorizzare il pescato di lago significa confrontarsi con una materia prima delicata, che richiede tecnica, sensibilità, conoscenza del prodotto, e una narrazione gastronomica capace di superare vecchi pregiudizi che spesso lo confinano in fondo alle preferenze della clientela. Qui il pesce di lago non è una citazione folkloristica o una concessione alla tradizione: è il centro del racconto.
Il Capriccio, ristorante sul lago di Bolsena
Il contesto, d’altronde, suggerisce naturalmente questa visione. Siamo sulle sponde del più grande lago vulcanico d’Europa, in un paesaggio dove acqua, pesca e cucina hanno intrecciato per secoli una cultura materiale profonda. Il Capriccio prova a rileggere questo patrimonio con strumenti contemporanei, senza perdere il legame con la memoria locale, con le tradizioni gastronomiche del luogo. Emblematica, in questo senso, è la presenza in carta della sbroscia, la storica zuppa dei pescatori del lago di Bolsena: piatto identitario, nato come preparazione di recupero e reinterpretato qui in chiave più attuale. Un gesto che racconta bene la filosofia del locale: recuperare la tradizione, ma sottraendola alla semplice replica.
La sbroscia, la storica zuppa dei pescatori del lago di Bolsena
Accanto ai grandi classici territoriali, la cucina si muove su lavorazioni più ambiziose che ruotano intorno a specie spesso poco valorizzate: dal coregone al persico, passando per l’anguilla, il boccalone o il luccio, trasformandole in piatti che puntano sulla giusta dose di tecnica e fantasia, equilibrio e costruzione del gusto. La linguina col ragù di coregone è tanto semplice quanto godibile nella sua autenticità, così come sorprende il carciofo ripieno di luccio, adagiato su un fondo di cottura sia del carciofo sia del luccio stesso. Tra i secondi l’anguilla non è grigliata, come spesso si vede nei ristoranti che la propongono, ma è lavorata in modo più certosino. Cotta al vapore e poi fritta, presentata sotto forma di spiedino con pinoli, uvetta e cavolo nero.
Linguine col ragù di coregone
Non solo pesce di lago, al Capriccio anche la carne
Seppur con una forte vocazione verso i pesci lacustri Il Capriccio vuole essere una destinazione gastronomica per tutti. Ecco quindi anche una buona proposta di carne: citiamo tra gli antipasti il tagliere di mangalitza, razza allevata a pochi chilometri da qui, così come anche tartare di manzetta, ravioli di pecora o guancia di vitello brasata. Da citare anche una carta vini curata, con attenzione anche a etichette di nicchia e vini naturali, in linea con una proposta che guarda alla ristorazione contemporanea in senso più ampio. All’esterno del locale, poi, un piccolo bar nel garden adiacente per un aperitivo arricchito da una suggestiva e totalizzante vista sul lago.
Il Capriccio, un ristorante controcorrente
Il Capriccio sembra insomma muoversi proprio su un crinale preciso: essere un ristorante di territorio senza chiudersi nel regionalismo, e al tempo stesso sperimentare senza perdere leggibilità. Un equilibrio difficile, soprattutto in una zona dove la ristorazione lacustre è spesso associata a formule più tradizionali o turistiche.
Il bar nel garden adiacente
Ma forse è proprio qui che risiede il senso del nome. Il “capriccio”, in fondo, è quello di andare controcorrente. Di scegliere il lago quando sarebbe più facile guardare al mare. Di investire su una materia prima complessa anziché su ingredienti più rassicuranti.
Località Borghetto 01025 Grotte di Castro (Vt)