A Milano Sud, dove la metropoli si fa più ondivaga mischiandosi ad archeologia industriale e caseggiati popolari, si trovano aree idonee a ospitare nuovi cantieri, fondazioni culturali e mostre permanenti. Nonché UFO, Unidentified Flying Objects o meglio, nella neolingua milanese, UFO-Unconventional Forms of Opportunities.
Sofia Brogi
UFO Bistrot: conviviale, informale e aperto alla sperimentazione
Trattasi di uno spazio polifunzionale, ma anche di un esperimento: oltre 1500 metri quadrati in Via Orobia che mescolano ristorazione, editoria, musica, creatività e produzione culturale in un unico ecosistema. Milano Sud, e non per caso: siamo nel cosiddetto “South of Prada”, a pochi passi da Fondazione Prada e Fondazione ICA Milano, a mezzo chilometro dal recentissimo Villaggio Olimpico.
UFO: piattaforma aperta per creatività e cultura
UFO si presenta come una piattaforma aperta, dove far convivere realtà eterogenee ma complementari. Qui trovano casa Billboard Italia, riferimento fisso nel panorama musicale, insieme a Boutade, studio di produzione podcast fondato da Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli. Accanto a loro, lo Studio Creativo Cucù, il corner editoriale di Frabs Magazine e SpaceDelicious, agenzia che lavora all’incrocio tra cibo, comunicazione ed esperienza.
Spazio eventi modulare e comunità
Fondamentale, nel progetto, è lo spazio eventi modulare di oltre 400 metri quadrati, pensato per ospitare talk, performance, listening session ed eventi aziendali. Un contenitore flessibile che dialoga con la vivacità culturale milanese e si propone come punto di riferimento per la scena creativa urbana.
UFO, cuore della creatività urbana
Dietro l’iniziativa ci sono visioni che guardano alla rigenerazione urbana come opportunità sociale. Tra i soci, Fabio Lucarelli, già attivo nello sviluppo di spazi culturali come Lampo Milano e Scalo Lambrate, e Claudio Larcher, architetto e docente, oggi Director dell’Area Design presso la NABA (Nuova Accademia delle Belle Arti). Il loro obiettivo è chiaro: costruire comunità, non solo contenitori.
Accoglienza e food experience a UFO
«Quando le abbiamo prese in carico - racconta Claudio Larcher - tutte queste superfici erano abbandonate, o quasi: ad esempio, c’erano macchine per fare il gelato da smantellare. Ci siamo proposti di tirar fuori un’anima: e così abbiamo fatto atterrare l’UFO, un mix di progetti e soluzioni creative a partire dall’idea di stare insieme con leggerezza e creatività».
Sofia Brogi
Parmigiana
Un’anima molteplice: lo scopo è vivere con fantasia l’accoglienza, servendo un orario lungo, dalla mattina fino a sera tardi, per mettere a disposizione di tutti le varie opportunità, dalla mostra fotografica al coworking, dalla colazione al bar all’evento musicale. Il tema food ha un posto centrale: menù ispirato a una cucina cosmopolita, con suggestioni mediterranee e influenze internazionali. Particolare attenzione è dedicata al caffè, grazie alla collaborazione con Caffè Hardy e a una selezione specialty sviluppata ad hoc.
UFO Bistrot: cucina conviviale e sperimentale
Al centro dell’esperienza di UFO troviamo UFO Bistrot, il ristorante che interpreta la stessa visione contemporanea e gastronomica dello spazio: conviviale, informale, social e aperto alla contaminazione. Aperto dalle 18:00 per l’aperitivo fino a tarda sera, ma a pieno regime coprirà tutto l’arco della giornata, rappresentando un punto di ritrovo per la città, dove cucina, musica e socialità si intrecciano naturalmente.
Sofia Brogi
Polpette di pane al pomodoro
La cucina si muove tra comfort e sperimentazione, con piatti pensati per essere condivisi. Si parte da piccoli assaggi - pane arabo con salsa romesco, polpette di pane con pomodoro e ricotta salata, cavolfiori fritti con salsa orientale - per poi arrivare a portate che rielaborano la tradizione: casoncelli con fonduta di parmigiano, risotto alla milanese, baccalà mantecato con cipolline in agro. Il finale è affidato a dessert classici, come profiteroles al cioccolato e gelato artigianale.
Architettura e design di UFO
Il progetto architettonico, firmato da Claudio Larcher, traduce l’identità di UFO in un linguaggio coerente, dove rigore industriale e senso di accoglienza convivono senza attrito. All’esterno, la facciata in grigio cemento è attraversata da inserti cromatici decisi - rosso, fucsia e blu - che richiamano l’intensità espressiva dell’architettura del messicano Luis Barragán, introducendo sfumature calde e inattese nel tessuto metropolitano.
Sofia Brogi
Dettaglio della mise en place del bistro di UFO
All’interno, materiali e superfici costruiscono un’atmosfera equilibrata: il parquet industriale dai toni caldi dialoga con finiture color sabbia e con la moquette dell’area lounge, mentre accenti cromatici e pattern, ispirati alla cultura visiva coreana e giapponese, prendono forma in elementi su misura, pensati come pezzi unici.
Via Orobia, 26 20139 Milano