Da un lato il Piemonte, dall'altro il Giappone e la Turchia, i ricordi di viaggio e il rituale del check-in. Il nuovo menu di Scatto prova a trasformare la cena in un itinerario, senza cadere nell'effetto scenico fine a sé stesso. L'idea costruita da Christian e Manuel Costardi parte da un elemento preciso: la fotografia. Non come decorazione del locale torinese, ma come linguaggio capace di evocare luoghi, memorie e spostamenti. Scatto è al terzo anno di attività e il nuovo menu nasce da questa riflessione sul viaggio.
Da Scatto il nuovo menu trasforma la cena in un itinerario, senza cadere nella scena fine a sé stessa
Il ristorante, dentro il Caffè San Carlo, lavora da tempo sull'idea di una cucina sospesa nel centro di Torino: fuori la piazza storica, dentro un percorso che cambia continuamente coordinate. Stavolta il tema viene reso esplicito attraverso una struttura che richiama le fasi di un volo.
Dal Piemonte al Giappone: il menu di Scatto segue le rotte del viaggio
La partenza è il "Check-in": una sequenza iniziale comune a tutti i percorsi degustazione, pensata per creare un primo dialogo con il cliente e introdurre ingredienti e tecnica. Da lì il tavolo sceglie la direzione. Il primo itinerario, "Gate 1", resta in Italia. Parte dal Piemonte, attraversa la Liguria e arriva in Campania. È il percorso più legato alla memoria gastronomica dei Costardi Bros, cresciuti a Vercelli e da anni a confronto con prodotti e cucine di territori diversi.
Chef Christian Costardi al lavoro con la brigata di Scatto
"Gate 2" cambia completamente scala: Giappone, Turchia e altre suggestioni raccolte durante viaggi e collaborazioni del loro collettivo. Non c'è la volontà di imitare tradizioni straniere, quanto di lavorare sui sapori che restano impressi quando si torna da un viaggio. Non a caso il percorso si chiude con un tiramisù - quasi un atterraggio a casa dopo una lunga trasferta.
Il tiramisù di Scatto, dal nome evocatico di Avanguardiamisù
La parte del pane diventa "On Boarding", altra tappa del lessico aeroportuale scelto dal ristorante. In tavola arrivano una brioche farcita dal Caffè San Carlo, pane con farine grezze e gel di riso Artemide - omaggio alle origini vercellesi della famiglia - e un burro al caffè e limone.
Gate 3 e carrello dei dolci: il percorso lascia spazio alla sorpresa
C'è poi "Gate 3", che lascia carta bianca alla cucina: nessuna indicazione preventiva sulla destinazione gastronomica, il cliente si affida alla brigata. Rimane anche la possibilità di ordinare alla carta con due o tre piatti, soluzione che mantiene il ristorante accessibile a chi non vuole affrontare un intero degustazione.
I Plin, un classico torinese che non poteva mancare nel nuovo menu di Scatto
Vale la pena segnalare il ritorno del carrello dei dolci, ribattezzato "Atterraggio". Un gesto quasi dimenticato nell'alta ristorazione contemporanea, che Scatto recupera non per nostalgia ma per restituire al dessert una dimensione più conviviale. I dolci vengono presentati al tavolo e scelti sia nel menu degustazione sia alla carta.
I Costardi Bros puntano sulla cucina collettiva e sulle contaminazioni
Più che sulla singola firma degli chef, il nuovo corso insiste sull'idea di cucina collettiva. Nel testo che accompagna il menu, i Costardi Bros parlano di contaminazione e lavoro condiviso: «non siamo solo i CostardiBros, siamo un insieme».
Una dichiarazione che racconta anche come molti ristoranti gastronomici stiano oggi ripensando la propria struttura - brigate meno verticali, collaborazioni più aperte, influenze esterne accolte come materiale di cucina e non come concessione al gusto del momento.
Piazza San Carlo 156, 10123 Torino (To)