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domenica 07 giugno 2026  | aggiornato alle 14:34 | 119653 articoli pubblicati

Non è un ristorante: a Roma una “super osteria” con cucina a vista e social table

Cocta Risto Social Club apre a Roma nel quartiere Pietralata come innovativa “super osteria” tra cucina creativa, mixology e socialità. Il progetto unisce lo chef Stefano Garonna e Jacopo De Sanctis con un format esperienziale

di Mariella Morosi
 
07 giugno 2026 | 12:30

Non è un ristorante: a Roma una “super osteria” con cucina a vista e social table

Cocta Risto Social Club apre a Roma nel quartiere Pietralata come innovativa “super osteria” tra cucina creativa, mixology e socialità. Il progetto unisce lo chef Stefano Garonna e Jacopo De Sanctis con un format esperienziale

di Mariella Morosi
07 giugno 2026 | 12:30
 

Cocta Risto Social Club è un progetto nato dall'incontro tra Jacopo De Sanctis, giovane imprenditore romano, e lo chef Stefano Garonna, forte di esperienze in cucine di prestigio. A unirli è stata la comune voglia di ampliare i propri orizzonti, il primo viaggiando ed entrando nei segreti della cucina degli altri e il secondo stando ai fornelli, affascinato dalla complessità gustativa di un ingrediente e impegnato a comunicare agli altri, e prima di tutto a se stesso, il sapore che è in grado di creare. La convergenza felice di passioni ha portato alla realizzazione del progetto, finanziato dalla Regione Lazio e dalla Comunità Europea per lo “Sviluppo dell’imprenditoria giovanile under 36”.

La sala di Cocta Risto Social Club a Pietralata: design essenziale, atmosfera conviviale e social table al centro dell’esperienza
La sala di Cocta Risto Social Club a Pietralata: design essenziale, atmosfera conviviale e social table al centro dell’esperienza

Concept di super osteria tra socialità, design e mixology

Cocta è tutt'altro che un ristorante in senso tradizionale. Meglio chiamarlo “super osteria” come vuole Jacopo, allargandone contenuti e offerta in senso divertente e un po' alternativo, con spazi per vivere e condividere esperienze. Non mancano due social table per 4 o 8 persone ciascuno e un corner con abiti vintage.

La mixology del Cocta Risto Social Club: cocktail signature pensati per accompagnare i piatti in chiave contemporanea
La mixology del Cocta Risto Social Club: cocktail signature pensati per accompagnare i piatti in chiave contemporanea

Esempio di creatività e di costruzione collettiva, il locale è in periferia, in Via del Casale Rocchi n.6, a Pietralata. È un quartiere giovane e vivo che ha saputo trasformare capannoni dismessi e residui di archeologia industriale in laboratori d'arte e di musica, in luoghi di incontro e di sperimentazione e anche del gusto, per la presenza di pizzerie e localini.Sviluppato su un ampio salone lumimoso dall'arredo minimalm conta circa 60 coperti. Altri 40 sono sulla terrazza esterna, ma lo spazio consente ampliamenti per eventi speciali .

Cucina, tecniche e esperienza interattiva

Domina l'interno un imponente bancone bar, promessa di un'ampia proposta mixology condivisa tra il barman Valerio Bonifaci e Jacopo, per pairing ben armonizzati ai piatti, che arrivano da vari punti di cottura. Ci sono la piastra refrattaria (per crostacei o cibi scottati), lo yakiniku (per carni e verdure), i fuochi moderati per la fonduta e il fornello per la raclette. Ma ancora prima è lo stesso ospite che va a scegliersi il prodotto da affidare al cuoco che diventa così protagonista di una performance con tanti attori contemporaneamente in scena.

La terrazza di Cocta Risto Social Club: uno spazio aperto tra periferia creativa e convivialità urbana
La terrazza di Cocta Risto Social Club: uno spazio aperto tra periferia creativa e convivialità urbana

Lo chef Stefano Garonna tra tecnica e sostenibilità

Romano, classe 1993, Stefano Garonna fin da adolescente è a proprio agio in cucina, cominciando come spesso accade da quella di casa. Ma è anche consapevole di dover rafforzarne le basi e frequenta l'alberghiero. E poi via al lavoro, scoprendo, imparando, rubando segreti a grandi chef come gli stellati Giulio Terrinoni, Daniele Lippi e l'estroso colombiano Roy Caceres.

Stefano Garonna e Lorenzo Maresca
Stefano Garonna e Lorenzo Maresca
 

Ben ancorato alle radici sa che può anche volare alto, in pieno accordo con Jacopo che di tavole se ne intende. Conosce anche le più moderne attrezzature, dai frigoriferi “dry aged”, che gli permettono di esaltare al meglio le carni e i pesci selezionati, osando anche la confezione di salumi di mare. Diventa anche ortolano senza impatto ambientale con la serra verticale “Horto4”, per colture idroponiche, adatta per la crescita di pak-choi, coriandolo, basilico, timo, cannella, senape rossa, senape nera e bianca e barbabietola.

Menu, piatti signature e brunch domenicale

Ma ecco cosa si mangia e si beve da Cocta, sempre da filiera corta, tracciabile ed etica e - ormai è un obbligo- senza sprechi. Per iniziare, c'è il Tiradito di ricciola, un carpaccio marinato con lime e limone, leche di tigre al kiwi, cipolla rossa in agrodolce, jalapeno verde e olio al prezzemolo; Il Katsu-Sando realizzato con lo Shokupan, un pane al latte fatto in casa, servito in due versioni una con maiale e l’altra con melanzana in doppia frittura, Mayo Lime e chutney di prugne.

Tra i primi, da provare le Mezze lune di pasta fresca con ripieno di zucca hokkaido, pancetta, nocciole tostate e pickle di zucca. Poi Pancia di maiale, Pak choi alla brace e chutney di mela, Galletto alla Lucia (e qui spunta il ricordo della nonna dello chef). È in doppia cottura con salsa alla cacciatora e cicoriette. Patti chiari nel proporre il mito dell' “Amatriciana?” laddove il punto interrogativo gli conferisce l'indiscutibile libertà di realizzarla. Non è un menu sterminato ma richiede una mirata drink list. Ed ecco, per accompagnare i Cocta Bites dello chef, birre artigianali alla spina, vini “naturali” prevalentemente laziali e una campionatura di internazionali. Ogni domenica dalle ore 12 alle ore 15 c'è il brunch con Eggs Benedict, Croque Monsieur, Avocado toast, Pancakes e Waffles salati e dolci.

Vintage corner, eventi e musica

Dietro l'idea del vintage corner c'è Claudia Urbano,compagna di Jacopo, fashion designer poco attrta dai grandi brand ma da una moda che nasce dal basso, fatta di qualità, recupero, storie e incontri. Titolare di “Friperie”, un e-commerce di abiti second hand e upcycling, ricerca e recupera capi modificandoli e dando loro una nuova vita. Completano l'esperienza workshop in collaborazione con altre realtà creative e appuntamenti con la musica affidata al DJ set di Nerone, con le sue influenze elettroniche.

Via del Casale Rocchi, 6 00158 Roma
Tel Tel +39 327 3448110
Aperto da martedì a sabato dalle 18.30 all’1.00 Domenica brunch dalle 12.00 alle 15.00

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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