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sabato 11 luglio 2026  | aggiornato alle 10:43 | 120300 articoli pubblicati

Jacopo Lualè e Diego Vitagliano: a Roma l'incontro tra alta cucina e pizza

Dopo il primo appuntamento di Napoli, lo chef del Ristorante Alain Ducasse Roma e il pluripremiato maestro pizzaiolo hanno dato vita a un nuovo percorso a quattro mani, tra tecnica, creatività e richiami alla tradizione

 
11 luglio 2026 | 08:30

Jacopo Lualè e Diego Vitagliano: a Roma l'incontro tra alta cucina e pizza

Dopo il primo appuntamento di Napoli, lo chef del Ristorante Alain Ducasse Roma e il pluripremiato maestro pizzaiolo hanno dato vita a un nuovo percorso a quattro mani, tra tecnica, creatività e richiami alla tradizione

11 luglio 2026 | 08:30
 

L'alta gastronomia del brand del gusto "Alain Ducasse", con il suo chef Jacopo Lualè, si è unita per la seconda volta alla visione d’avanguardia del pizzaiolo napoletano Diego Vitagliano. Il pluripremiato maestro dell'arte bianca lo scorso maggio aveva giocato in casa, confrontandosi con Alessandro Lucassino, executive chef de Il Ristorante Alain Ducasse Napoli, una stella Michelin.

Jacopo Lualè e Diego Vitagliano
Jacopo Lualè e Diego Vitagliano

Il secondo appuntamento a Roma

Inevitabile poi la "rivincita". Questo "Atto secondo", anch'esso senza vincitori né vinti, si è svolto a Roma, ne Il Ristorante Alain Ducasse Roma all'interno dell'Hotel Romeo di via Ripetta. Qui, nel Cortile di questa elegante struttura progettata dall'architetta anglo-irachena Zaha Hadid, Vitagliano ha condiviso forno e fornelli con Lualè, titolare della cucina di questo luogo di charme. La serata si è svolta nella corte del cinquecentesco Palazzo Capponi, al centro della struttura, con accompagnamento di musica live, a bordo della piscina con il fondo trasparente, in cui si intravedono resti archeologici dell'antico Porto di Ripetta. Il percorso gastronomico a quattro mani si è sviluppato attraverso diverse postazioni di live cooking, con un menu articolato, scandito da violini e melodie d'altri tempi.

La sala del Ristorante Alain Ducasse Roma
La sala del Ristorante Alain Ducasse Roma

Le pizze di Vitagliano hanno incontrato la cucina di Lualè

Sono stati degustati sapori intensi di memorie vesuviane e della romanità, come le sontuose Casarecce cacio e pepe che Lualè, toscano di Cecina (Li), entrato nel 2019 nell'Olimpo di "Monsieur AD", ha voluto dedicare alla città che lo ospita. Rigorosamente al dente, l'intensità del pecorino e del pepe schiacciato si è fusa al velluto di una mantecatura "alla francese". Le pizze di Vitagliano ne hanno confermato l'identità di innovatore fin dai tempi in cui era una provocazione cambiare le regole intoccabili di un simbolo dell'intero popolo napoletano. Lo ha fatto, ma il successo, ormai anche internazionale, non ne ha fermato il percorso.

Casarecce cacio e pepe
Casarecce cacio e pepe

Era stato chiamato Diego in onore del grande Maradona, e campione è diventato anche lui. Per la performance con Jacopo Lualè ha proposto "Le 3 P", cioè pizza, provola e pepe, seguita dal Ricordo d'infanzia "Scarpariello", una pasta che si preparavano gli scarpari (calzolai) senza lasciare il posto di lavoro. Semplice, era condita con pomodoro datterino, basilico, parmigiano e pecorino, quello con la crosta laccata in nero. Poi è stata servita la pizza "Re di Roma", ancora un omaggio alla città di Roma, entrando nell'inedita versione croccante, con il carciofo mammola cotto e crudo e bottarga di muggine.

"Le 3 P" (pizza, provola e pepe)
"Le 3 P" (pizza, provola e pepe)

A seguire Mare nobile (Rustichella, gambero rosso, stracciata di bufala affumicata e caviale Kristal) e infine l'Amatriciana fritta, in realtà una classica aerea Montanarina con pomodoro San Marzano, guanciale di Amatrice e pecorino. Ma prima ancora, con un calice di Franciacorta La Montina Brut 2020 etichetta Romeo e con un Aperol Spritz, erano stati gustati dei piccoli supplì di riso e una "crocchetta", antichissimo piatto di recupero napoletano fatto con spaghetti avanzati. Evocativo il nome con cui era chiamato: ...'o sicchio (il secchio). Vitagliano, attento ai valori del cibo molto prima che il no waste diventasse un mantra per tutti gli chef, lo ha riproposto in versione fritta, condito con olio, aglio, peperoncino e besciamella, con impanatura di frutta secca, quella che avanzava a tavola dopo la festa, come noci e mandorle. Un momento finale interamente dedicato ai dessert ha chiuso l'esperienza conviviale.

Il Romeo Roma ha confermato la sua vocazione gastronomica

Con questo appuntamento - e altri sono in programma - l'Hotel Romeo Roma ha confermato la propria vocazione di luogo di incontro e contaminazione tra culture gastronomiche diverse. Ideale per una raffinata food court, il Cortile è uno spazio aperto di mille mq, articolato in vari livelli, con al centro una magnolia secolare e intorno olivi e macchie di verde. È lo sbocco naturale delle varie sale della struttura, arredate con pezzi di design e sculture art nouveau, tra giochi d'acqua, marmi pregiati e pietra lavica. Sulle pareti molte opere di grandi artisti come Mimmo Paladino, Mark Kostabi e Mario Schifano. L'illuminazione gioca un ruolo fondamentale per esaltare i dettagli architettonici, tra l'antico e il moderno, di questa oasi urbana dove storia, arte e comfort si fondono in un'esperienza esclusiva. Ha 74 camere e suite, una luxury Spa firmata Sisley Paris e un roof top panoramico, la Terrazza Krug, con vista sui monumenti della città.

Via di Ripetta 246 00186 Roma
Tel +39 06 4554 5000
Mar-Sab 19:30-22:00

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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