Nel giro di pochi mesi Vincenzo Dascanio ha trasformato la Sicilia nel nuovo asse di sviluppo del gruppo. A marzo è arrivato il Cafe & Boutique di Taormina (Me); ora tocca a Noto (Sr), dove nello stesso tratto di via Silvio Spaventa apre il quinto Vincenzo Dascanio Cafe, affiancato da una boutique, e debutta Da Vincenzo, la nuova insegna ristorativa che porta il suo nome. Non due repliche stagionali, ma presenze permanenti in città capaci di intercettare un pubblico internazionale e una stagione turistica abbastanza lunga da sostenere un'offerta distribuita sull'intera giornata.

Vincenzo Dascanio accoglie gli ospiti all'inaugurazione del nuovo Cafe & Boutique a Noto
Vincenzo Dascanio accoglie gli ospiti all'inaugurazione del nuovo Cafe & Boutique a Noto

La scelta siciliana segna anche il passaggio più netto dalla scenografia all'ospitalità. Dascanio è nato professionalmente tra fiori, matrimoni e grandi eventi, ambiti nei quali lo spazio viene trasformato per poche ore. Con i Cafe, le boutique e ora con un ristorante autonomo, quel linguaggio deve misurarsi con il servizio quotidiano e con una cucina che non può esaurirsi nell'effetto iniziale.

Da Taormina a Noto, la Sicilia in due tempi

Il primo passo è stato Taormina, in via Teatro Greco, con un Cafe & Boutique aperto dalla colazione alla sera. Il marchio ha adattato il proprio repertorio ai materiali e alle immagini dell'isola, inserendo ceramiche siciliane, Teste di Moro ridisegnate, motivi di palme dipinti a mano e una linea di profumatori. Tra questi La Bella - Taormina, costruito sulle note di pompelmo, arancia, bergamotto e scorza di limone. Il locale, inaugurato nel marzo 2026, ha dato al gruppo il primo indirizzo siciliano dopo Cernobbio, St. Moritz e Portofino. A Noto, invece, il Cafe occupa i civici 17 e 19 di via Silvio Spaventa e rimane aperto dalla mattina al dopocena.

L'elegante dehors del Vincenzo Dascanio Cafe in via Silvio Spaventa a Noto
L'elegante dehors del Vincenzo Dascanio Cafe in via Silvio Spaventa a Noto

Il progetto architettonico è firmato da Corrado Papa, che ha trasferito il lessico ornamentale del marchio in un ambiente mediterraneo senza usare il barocco come una quinta da cartolina. Il dehors, gli interni, le componenti botaniche e la boutique formano un unico indirizzo, mentre il menu adotta il criterio già seguito negli altri locali: circa il sessanta per cento della proposta resta comune, il resto cambia secondo il luogo. Accanto ai Fiori di Casa, monoporzioni modellate come rose, margherite e altre forme botaniche, e all'avocado toast con il frutto disposto a corolla, ci sono caponata, arancini, cartocciata, cannoli e cassata. La pasticceria è affidata a Imma Iovine, responsabile del settore per il gruppo.

L'architettura degli interni del Vincenzo Dascanio Cafe a Noto, firmata da Corrado Papa, reinterpreta il barocco senza cedere al cliché
L'architettura degli interni del Vincenzo Dascanio Cafe a Noto, firmata da Corrado Papa, reinterpreta il barocco senza cedere al cliché

Non un catalogo già pronto: una parte consistente della carta viene riservata ai prodotti e alle preparazioni siciliane. La boutique estende il progetto a complementi d'arredo, ceramiche, candele e profumatori. Per Noto è stato sviluppato I Limoni, con note di limone, lime, foglie di agrumi e sale marino, insieme a candele ispirate alle maioliche e a nuove versioni delle Teste di Moro. Ciò che negli eventi è allestimento temporaneo viene così tradotto in oggetto, fragranza e arredo.

Da Vincenzo, il debutto di una nuova insegna

La novità più rilevante è pochi metri più in là, ai civici 19a e 21. Da Vincenzo è aperto soltanto la sera e rappresenta il tentativo più netto di separare la ristorazione dal modello Cafe. La cucina è guidata da Angelo Convertini e parte dal repertorio siciliano senza ridurlo a una sequenza di piatti rassicuranti per il turista.

Una panoramica della proposta gastronomica serale del ristorante "Da Vincenzo"
Una panoramica della proposta gastronomica serale del ristorante "Da Vincenzo"

Maccu di fave, ravioli alla Norma e busiate convivono con preparazioni costruite attorno a tonno rosso, pescato del Mediterraneo, agrumi, mandorle, pistacchi, capperi, pomodoro e finocchietto selvatico. I dessert riprendono ricotta, frutta secca e agrumi; la cantina riserva spazio alle etichette dell'isola dentro una selezione italiana e internazionale.

Da Cernobbio alla Sicilia, la geografia dei Cafe

Il percorso è cominciato nell'aprile 2022 a Cernobbio, sul Lago di Como. Nel dicembre 2023 è seguito St. Moritz, nell'aprile 2025 Portofino, quindi Taormina nel marzo 2026 e Noto in luglio. Cinque Cafe in poco più di quattro anni, collocati non nelle metropoli, ma in destinazioni legate al soggiorno di fascia alta. Lago di Como, Engadina, Riviera ligure e Sicilia compongono una mappa nella quale il luogo non deve soltanto garantire passaggio, ma aggiungere al marchio un immaginario e una clientela disposta a considerare il locale come parte del viaggio.

All'interno della boutique, la temporary scenography degli eventi si traduce in arredo permanente
All'interno della boutique, la temporary scenography degli eventi si traduce in arredo permanente

La rete dei Cafe è soltanto una sezione del gruppo. Lo studio milanese continua a occuparsi di matrimoni, eventi e consulenza; nell'ospitalità ci sono Terrazza Olmo a Como, Villa Bonomi sul lago e Masseria Santa Filomena a Ostuni, mentre le boutique sono presenti a Milano, Como, Cernobbio e St. Moritz. Il filo comune resta la formazione di Dascanio, che ha iniziato nel 1997 nella progettazione floreale e ha progressivamente allargato il proprio raggio alla regia degli spazi, alle dimore e alla ristorazione.

Dai grandi eventi a una presenza permanente

Noto occupa un posto ben definito anche nella storia dell’imprenditore. Nel 2018, a Dimora delle Balze, Dascanio firmò l'apparato floreale per il matrimonio di Chiara Ferragni e Fedez, uno degli eventi privati italiani con maggiore risonanza internazionale degli ultimi anni. La cerimonia si svolse sotto una copertura di rose bianche, ortensie e verde, il genere di installazione spettacolare che ha contribuito a rendere il suo nome riconoscibile anche oltre il settore. Otto anni dopo, il ritorno nella capitale del barocco avviene con un'ambizione diversa. Non c'è più una sola notte da governare, ma due locali da riempire ogni giorno, una brigata, una carta, un servizio e un'identità che devono resistere oltre la fotografia inaugurale.

Un dettaglio della vetrina di pasticceria curata da Imma Iovine: le mini cassate siciliane, battezzate "Fiori di Casa", sono modellate come boccioli floreali e ornate con frutta candita
Un dettaglio della vetrina di pasticceria curata da Imma Iovine: le mini cassate siciliane, battezzate "Fiori di Casa", sono modellate come boccioli floreali e ornate con frutta candita

Quel "too much" diventato linguaggio comune

«Quando ho iniziato molti mi accusavano di essere "too much", di spingere le mie creazioni al limite», osserva Dascanio. «Col tempo ho capito che proprio quella è stata la chiave del mio successo, perché lo stile che allora appariva eccessivo è diventato, a distanza di anni, uno dei più diffusi». È una rivendicazione e insieme il punto più delicato della nuova fase.

Insomma, due nuove aperture che sono il banco di prova naturale di un gruppo che, dopo avere costruito la propria notorietà sull'eccezionale, cerca ora di trasformarla in ospitalità quotidiana.

Via Silvio Spaventa 17/19 96017 Noto (SR) Italia