MASSERIA REALE
Nel Matese c’è una masseria dove una biologa racconta ciò che arriva in tavola
Il nuovo Parco Nazionale del Matese apre prospettive per un turismo sostenibile tra borghi e produzioni locali. Nel cuore dell'area si distingue Masseria Reale, dove allevamento, caseificio e cucina raccontano il territorio
Il massiccio montuoso che si estende tra Molise e Campania, finora fuori dalle rotte più battute del turismo nazionale, ha visto, all’incirca un anno fa, il proprio Parco Regionale trasformarsi in Parco Nazionale del Matese. Una svolta istituzionale che apre scenari nuovi per la tutela ambientale, la promozione del territorio e lo sviluppo di un turismo più consapevole. Terra di montagne, valli e borghi appartati, il Matese conserva una bellezza affascinante. La sua storia richiama anche le vicende del brigantaggio, mentre il paesaggio mantiene un carattere selvatico, lontano dall’overtourism e dai circuiti turistici più affollati.
Parco Nazionale del Matese: l'itinerario tra Piedimonte, Castello e Miralago
Dal versante campano, l’accesso naturale è Piedimonte Matese, centro vivace da cui la strada sale verso Castello Matese e San Gregorio Matese. Tornante dopo tornante si raggiungono i mille metri di quota, dove anche in luglio il fresco serale può trasformarsi in freddo e il caldo torrido della pianura resta soltanto un ricordo.
Nei pressi di Miralago, il nuovo status del Parco Nazionale rende più evidente il tema della qualità dell’accoglienza. Il territorio dispone di un patrimonio naturale e climatico di grande attrattiva, ma l’offerta gastronomica e ricettiva non sempre appare all’altezza delle aspettative generate dal contesto.
Masseria Reale, il caseificio con ristorante che valorizza il Matese
Accanto a proposte ancora legate a un modello turistico datato, piatti abbondanti, servizio informale, prezzi contenuti e scarsa ricerca, emergono esempi capaci di indicare una direzione diversa. È il caso di Masseria Reale: piccolo caseificio, punto vendita e ristorante di livello. A Masseria Reale, la cucina rispetta in modo concreto il principio della produzione interna. Orto, pascolo, ovile, caseificio, cucina e sala compongono un sistema familiare integrato, guidato dalla famiglia D’Abbraccio. La dottoressa Maria, biologa, coordina il lavoro e segue anche la narrazione dei piatti in sala.
La struttura dispone di una sala interna ampia, con camino, e di un dehors particolarmente curato. Ma il punto di forza è nel rapporto diretto tra prodotti e cucina: formaggi, salumi, ortaggi, uova, carni e preparazioni tradizionali vengono proposti con attenzione alla materia prima e alla coerenza territoriale.
Cosa mangiare a Masseria Reale: dai formaggi matesini all'agnello
Il percorso gastronomico si apre con l’Antipasto Reale, una selezione ampia di formaggi e salumi matesini. Tra gli assaggi spicca la ricottina ovina preparata in giornata, frutto del lavoro del casaro di famiglia. Alla parte casearia e norcina seguono preparazioni a base di ortaggi dell’orto, fritte e no, fino a un intingolo di fagioli matesini di notevole bontà. L’acqua arriva in caraffa dalla fonte. Saggiamente non sterminata, bensì calibrata, la carta dei vini.
Tra i primi, gnocchi e ravioli fatti in casa valorizzano sapori locali e tartufo scorzone. Tra i piatti più rappresentativi figurano le polpette cacio e uova, preparate con mollica di pane raffermo, formaggio ovino, aglio, prezzemolo e uova del pollaio interno: prima fritte, poi passate nella salsa di pomodoro.
Il piatto richiama una tradizione condivisa con il vicino Abruzzo, probabilmente legata alle antiche vie della transumanza. Di rilievo anche l’agnello, per qualità delle carni e cottura, accompagnato dalla patata matesina. In chiusura, una crostata di fichi completa un pranzo generoso, sostenuto da un conto di commovente onestà.
Turismo sostenibile nel Matese: natura, accoglienza e identità locale
La trasformazione del Matese in Parco Nazionale impone una riflessione sulla qualità dello sviluppo turistico. Il territorio può puntare su natura, clima, borghi e produzioni agroalimentari, ma dovrà evitare scorciatoie e improvvisazioni. Esperienze come Masseria Reale mostrano che accoglienza, identità e sostenibilità possono procedere insieme.


