VILLA CORALLO
Come una dimora tra le colline d'Abruzzo è diventata uno dei relais più affascinanti
Villa Corallo, a Sant'Omero (Te), è un elegante relais immerso in una tenuta agricola che ospita il ristorante Zunica 1880. Da qui si parte alla scoperta della Val Vibrata, tra produttori, cantine e sapori autentici
C’è un filo che lega ogni angolo di Villa Corallo: quello della passione. Una passione che la famiglia Di Serafino ha tradotto in un progetto di ospitalità nato sulle colline di Sant’Omero (Te) e sviluppato, anno dopo anno, con una visione chiara e un profondo legame con il territorio.
Villa Corallo, dalla dimora storica a un progetto di ospitalità
La rinascita di questa dimora di fine Ottocento passa attraverso un progetto che mette insieme agricoltura sostenibile, accoglienza e alta cucina, fino a conquistare, nel giro di pochi mesi, la stella Michelin con il ristorante Zunica 1880 e lo chef Gianni Dezio. Un riconoscimento che non celebra soltanto una brigata di cucina, ma una visione condivisa di chi ha deciso di investire nella bellezza e nell’identità dell’Abruzzo.
Acquistata nel 2003 da Sabatino Di Serafino e da sua moglie Mascia Moretti, Villa Corallo non è stata oggetto di una semplice operazione di recupero edilizio. La scelta, firmata dall’architetto Maria Rosita Di Serafino, è stata quella, più impegnativa, di restituire vita a una dimora storica e ai suoi cento ettari di campagna, conservandone l’anima e il legame con il territorio. «Non ci consideriamo proprietari, ma custodi di questo bene - racconta la famiglia. L’intento iniziale dell’acquisto era creare un’azienda agricola, poi sono nati gli altri progetti. Ogni intervento è stato pensato per preservare un patrimonio che appartiene prima di tutto a questa terra. Recuperare la villa ha significato recuperare anche la sua vocazione agricola e il rapporto con la comunità».
Una tenuta agricola fondata sulla filiera corta
Passeggiando nel parco secolare si comprende subito come il progetto vada ben oltre l’ospitalità. Gli uliveti con più di 1.700 piante, dai quali si produce un ottimo olio evo, i pascoli della Marchigiana Igp, l’allevamento di maiali neri, gli orti e le antiche case coloniche recuperate raccontano una tenuta ancora profondamente agricola. Ci sono anche una scuderia che accoglie i cavalli per le passeggiate e una clinica veterinaria dove professioniste si prendono cura anche di animali esterni alla proprietà. Qui la filiera corta non è una formula di tendenza, ma una pratica quotidiana: gran parte di ciò che arriva in cucina nasce all’interno della tenuta o da una rete di produttori locali con cui Villa Corallo collabora stabilmente.
Zunica 1880 e Gianni Dezio: la cucina che vale la stella
Il punto di svolta arriva nel 2025, quando Zunica 1880 trasferisce la propria storica attività da Civitella del Tronto (Te) negli spazi della villa. Una decisione resa necessaria dall’inagibilità del suo palazzo, che per 145 anni aveva ospitato uno dei ristoranti simbolo della ristorazione abruzzese, presente nella Guida Michelin fin dal 1957. Quello che poteva sembrare un trasferimento obbligato si trasforma invece nell’inizio di una nuova avventura, grazie all’incontro tra Daniele Zunica e i Di Serafino. «Qui mancava una cucina all’altezza di questo posto - spiega Daniele Zunica - e Gianni Dezio era lo chef perfetto». E infatti, a completare il progetto arriva lo chef italo-venezuelano Gianni Dezio, con esperienze che spaziano dal Venezuela al Mugaritz di Andoni Luis Aduriz, passando per la scuola di Niko Romito, dove si è formato. Già ad Atri (TE), Gianni, con il suo primo ristorante Tosto, aveva iniziato a scrivere un racconto di cucina differente per questo territorio.
«L’orto è il nostro primo fornitore - racconta lo chef. Non rappresenta un elemento scenografico, ma il punto di partenza del lavoro quotidiano. Ogni stagione suggerisce nuovi percorsi e permette di utilizzare ingredienti che spesso non trovano spazio nella grande distribuzione, ma che possiedono un’identità straordinaria. La cucina nasce prima nella terra e solo dopo arriva ai fornelli». E infatti il menu segue il ritmo naturale delle stagioni e valorizza ciò che il territorio offre in quel momento. L’agnello abruzzese, il baccalà di Sant’Omero, le erbe spontanee, gli ortaggi dell’orto e le produzioni locali vengono interpretati con uno sguardo contemporaneo che richiama a continue contaminazioni, senza mai perdere il legame con la memoria gastronomica della regione. «La stella conquistata dopo l’arrivo di Zunica 1880 a Villa Corallo - conclude Mascia Moretti - rappresenta la naturale conseguenza di questo percorso. Non soltanto un premio all’eccellenza tecnica dello chef e della sua squadra, ma il riconoscimento di un progetto capace di mettere in relazione agricoltura, ospitalità, recupero architettonico e cultura gastronomica». Un risultato ulteriormente rafforzato dalla chiave Michelin assegnata al relais, che conferma la qualità complessiva dell’esperienza.
La Val Vibrata tra produttori, artigiani e vignaioli
Ma Villa Corallo è anche il punto di partenza ideale per scoprire una delle aree più interessanti d’Abruzzo, la Val Vibrata, che si estende tra sinuose colline e il mare dell’Adriatico. A Sant’Egidio alla Vibrata (Te) vale la pena fermarsi da Fracassa, azienda artigianale custode dell’antico insaccato di maiale Ventricina Teramana, dove una lavorazione tramandata dal papà Enrico Fracassa ai figli Roberto e Luigi continua a dare vita a uno dei salumi più rappresentativi della tradizione locale, oramai noto a livello nazionale. Si tratta di carne e lardo di suino macinati finemente e impastati con sale dolce di Cervia ed erbe aromatiche, poi insaccati nello stomaco di maiale oppure confezionati in vasetto. È ideale da spalmare sul pane per preparare golose bruschette.
Poco distante, a Mosciano Sant’Angelo (Te), Podere Francesco racconta invece il volto più innovativo dell’agricoltura teramana. Guidata dai fratelli Manuel, Ivan e Simone D’Elpidio, l’azienda coltiva oltre cinquanta ettari di frutteti e investe costantemente nella ricerca varietale e nella qualità. È qui che vengono realizzate anche le passate di pomodoro di Villa Corallo, preparate esclusivamente con pomodori coltivati a Sant’Omero. Un dettaglio che racconta molto della filosofia di Podere Francesco: fare rete con imprenditori e chef che condividono gli stessi valori e utilizzare materie prime selezionate fin dall’origine, senza scorciatoie e senza aggiunta di conservanti. Anche le composte e i trasformati dell’azienda seguono la stessa logica, utilizzando frutti scelti con gli identici criteri qualitativi riservati al prodotto fresco.
Gli appassionati di vino possono poi raggiungere Controguerra (Te) per conoscere Bossanova, giovane cantina artigianale che interpreta Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo attraverso una viticoltura biodinamica rispettosa della biodiversità e vinificazioni essenziali, capaci di esprimere con autenticità il carattere del territorio. Alla guida c’è il produttore e musicista, da qui il nome Bossanova, Andrea Quaglia, che intende valorizzare i vitigni autoctoni attraverso una viticoltura rispettosa dei ritmi della natura e intervenendo il meno possibile, con fermentazioni spontanee e lieviti indigeni. L’obiettivo è creare vini autentici che esprimano il territorio, unendo tradizione, musica, arte e libertà, trasformando ogni bottiglia in un’esperienza di convivialità e racconto.
Dal mare di Alba Adriatica alla Fortezza di Civitella del Tronto
Chi desidera concludere il viaggio con il profumo del mare può invece raggiungere Alba Adriatica (Te) e accomodarsi ai tavoli del Palmizio. Qui Valerio Di Mattia, ristoratore di seconda generazione, accoglie gli ospiti in sala, mentre la moglie Yelena Kovaljova guida una cucina che mette al centro il pescato dell’Adriatico e della vicina costa marchigiana. La materia prima viene selezionata quotidianamente e lavorata con rigore, lasciando che siano la freschezza e la qualità del pesce a guidare ogni preparazione. Una proposta elegante, essenziale e profondamente legata alla tradizione marinara locale, capace di rappresentare il naturale completamento dell’esperienza gastronomica iniziata tra le colline della Val Vibrata. La mano raffinata della chef dona ai piatti anche un’estetica molto piacevole alla vista. Prima di ripartire resta infine una tappa imperdibile: la Fortezza di Civitella del Tronto.
Costruita a partire dal XVI secolo e ampliata nei secoli successivi, fu l’ultima roccaforte del Regno delle Due Sicilie ad arrendersi durante l’Unità d’Italia. Imponente, scenografica e tra le più grandi d’Europa, continua a dominare queste colline, ricordando quanto storia, cultura e identità siano ancora oggi profondamente intrecciate con la cucina e con il lavoro di chi ogni giorno custodisce questo territorio. È questo, in fondo, il valore più autentico di Villa Corallo. Non essere soltanto un luogo dove soggiornare o un ristorante in cui mangiare bene, ma diventare la porta d’accesso a un Abruzzo fatto di produttori, cuochi, vignaioli e artigiani che condividono la stessa idea di qualità.

