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Marche, servono aiuti per l’Horeca
Dai ristoratori una raccolta firme

Marche, servono aiuti per l’Horeca 
Dai ristoratori una raccolta firme
Marche, servono aiuti per l’Horeca Dai ristoratori una raccolta firme
Primo Piano del 25 marzo 2020 | 17:20

Nella regione in proporzione più colpita a livello territoriale dall’epidemia di coronavirus, le Marche, i ristoratori della provincia di Pesaro-Urbino hanno lanciato una petizione per chiedere aiuti economici immediati alle amministrazioni locali e al governo, in modo da garantire la possibilità di tenere in vita attività che hanno una storia e un legame con il territorio.

Anche se i numeri complessivi non sono elevati come nelle regioni del Nord, nelle Marche il Covid-19 ha un’incidenza drammatica a livello territoriale. Il totale dei decessi dall’inizio del contagio ammonta a 283, con un totale di casi accertati che è arrivato a 2.736. La Provincia di Pesaro e Urbino conta 1.371 casi, quella di Ancona 751, Macerata 368, Fermo 139 e Ascoli 64. 43 i casi provenienti da fuori regione. 5.397 le persone in isolamento domiciliare, tra cui 557 operatori sanitari.

La locandina della petizione - Pesaro-Urbino chiede aiuti per l’Horeca I ristoratori lanciano una raccolta firme
La locandina della petizione

Tra i settori più colpiti dallo stato di calamità c’è quello dell’accoglienza. Per questo motivo Flavio Cerioni, titolare del Ristorante Albergo Alla Lanterna di Fano (Pu), e i ristoratori di Pesaro-Urbino si sono uniti per lanciare una raccolta firme, nel tentativo di sollecitare le istituzioni locali e il governo centrale ad adottare misure di sostegno economico per l’Horeca.


Di seguito il testo integrale della petizione:


Tutto il settore Horeca Italia (Hotellerie-Restaurant-Café) per poter sopravvivere a questa dolorosa e non comune pandemia (COVID-19), chiede al governo un’attenzione sostanziale per evitare un tracollo certo. La nostra situazione di ASSOLUTA EMERGENZA. Non è nella nostra intenzione salvare le nostre aziende mettendo in crisi i bilanci pubblici o facendo sopportare deficit finanziari ai nostri Comuni o a tutti gli Enti preposti a garantire servizi essenziali quali acqua, energia elettrica, gas... Non parliamo quindi di azzeramento fiscale ma di una sospensione momentanea, e di un aiuto concreto e nell’immediato, chiediamo solo la possibilità di continuare a lavorare con le nostre attività, recenti ma anche aperte da mezzo secolo, con l’amore del nostro territorio e per nostra unica biodiversità agroalimentare, e soprattutto attraverso quella grande passione che è la molla di questo durissimo lavoro.

CHIEDIAMO UN’AZIONE IMMEDIATA PER RIPARTIRE

Desideriamo proporre all’attenzione delle nostre Amministrazioni e al nostro Governo i seguenti punti:
1) UNA FORMA DI SOSTEGNO ECONOMICO
In una percentuale quantificabile attraverso gli studi settore della nostra categoria e basati sui fatturati mensili aziendali e riferito ai costi in comprimibili dell’anno precedente. Tale richiesta trae fondamento da questi studi settoriali conclamati e ottenuti dividendo i ricavi totali in:
- 30% spese per personale
- 35% spese di materie prime e il restante (percentuale da riconteggiare in quanto le nostre imprese hanno chiuso prima di affrontare tale onere, a causa del decreto emergenza sanitaria COVID-19. Da tale quota, parametrata ai ricavi mensili del 2019, potranno essere detratte tutte quelle agevolazioni che gli enti locali, nel frattempo, hanno messo in atto o cui decideranno di dare attuazione)
- 35% dai ricavi per costi generali (manutenzione, tasse, servizi, utenze, ecc.)
- utili aziendali.
2) UNA SENSIBILE RIDUZIONE DEI TRIBUTI E DELLE IMPOSTE
Dalla riapertura delle nostre attività e per un tempo utile fino a tornare ad un regime di normalità stabile.
3) ACCESSO SPECIALI A LINEE DI CREDITO
Un supporto importante nel momento in cui ci sarà un numero ridotto di clienti all’apertura.
4) RIFORMULAZIONE DELLA CONTRATTUALISTICA
Per il lavoro dipendente e costo del lavoro Inps.
5) ALLEGGERIMENTO BUROCRATICO
In considerazione della assoluta eccezionalità della situazione è fondamentale allentare la morsa burocratica delle pratiche amministrative passate e future pur mantenendo assoluta trasparenza delle procedure.
6) FAVORIRE E SOSTENERE ATTIVITA’ DI PROMOZIONE E DI COMUNICAZIONE
Dei pubblici esercizi, nel dopo COVID-19, e per rilanciare l’intero comparto.
7) CONTATTI E RELAZIONI CON LA REGIONE PER FAVORIRE
Finita l’emergenza COVID-19, insieme ad un gruppo preposto dalle nostre Amministrazioni, occorre trovare una linea per la tutela e la rinascita della filiera e dell’intero comparto legato soprattutto al territorio e al turismo.
8) BANDI REGIONALI PER INVESTIMENTI MIRATI ALLA RIPARTENZA DOPO IL CORONAVIRUS

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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