RACCOLTO 2026
Frumento tenero, aumenta la produzione in Italia ma il grano nazionale non basta
Il raccolto italiano di frumento tenero cresce del 10% e sfiora 3 milioni di tonnellate. Secondo Italmopa, la qualità del grano è soddisfacente, ma la produzione non basta a coprire il fabbisogno dell’industria molitoria
Secondo le stime di Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e FederPrima, il raccolto nazionale di frumento tenero 2026 evidenzia un incremento significativo dei volumi produttivi. La crescita prevista è nell’ordine del 10%, portando la disponibilità complessiva italiana a ridosso dei 3 milioni di tonnellate di grano tenero. L’aumento della produzione rappresenta un risultato rilevante per la filiera cerealicola italiana, sostenuto soprattutto dal miglioramento delle rese per ettaro, mentre la superficie coltivata resta sostanzialmente stabile intorno ai 500.000 ettari.Nonostante l’incremento, il grano tenero italiano continua però a non essere sufficiente per soddisfare il fabbisogno dell’industria molitoria nazionale
Qualità del grano tenero italiano 2026: buoni risultati per peso specifico e sicurezza alimentare
Il frumento tenero raccolto nel 2026 presenta caratteristiche qualitative considerate soddisfacenti dal comparto molitorio. In particolare, emergono valutazioni positive sul peso specifico del grano, un parametro fondamentale perché incide sulla resa durante il processo di macinazione, e sugli aspetti igienico-sanitari della materia prima. Permangono tuttavia alcune criticità legate al contenuto proteico, risultato leggermente inferiore alle attese iniziali. Un elemento che può essere collegato anche all’aumento delle rese produttive per ettaro: una maggiore quantità di prodotto raccolto può infatti determinare una diluizione della quota proteica disponibile.
Produzione nazionale di frumento tenero: l’Italia non copre ancora il fabbisogno interno
Nonostante l’incremento produttivo, il grano tenero italiano continua a non essere sufficiente per soddisfare la domanda interna. Il fabbisogno complessivo nazionale, considerando tutte le destinazioni d’uso, si attesta intorno agli 8 milioni di tonnellate, mentre circa 6,5 milioni di tonnellate sono destinate all’industria molitoria. «L’incremento, significativo, della produzione nazionale di frumento tenero può essere ricondotto all’aumento della resa unitaria a fronte di una superficie che rimane sostanzialmente stabile intorno a 500.000 ha» evidenzia Vincenzo Martinelli, Presidente Italmopa «La produzione nazionale permane comunque del tutto insufficiente a coprire il fabbisogno domestico che si attesta, tutte le destinazioni d’uso incluse, intorno a 8 milioni di tonnellate, di cui 6,5 destinate all’Industria molitoria».
Raccolto 2026: nessun allarme sul declassamento del frumento tenero
Dal punto di vista qualitativo, il nuovo raccolto non presenta le criticità che avevano caratterizzato alcune precedenti campagne cerealicole. In particolare, secondo Italmopa, non emergono al momento rischi significativi di destinare parte della produzione all’uso zootecnico invece che alla trasformazione alimentare. Resta centrale il miglioramento continuo delle caratteristiche qualitative del cereale italiano, con una maggiore corrispondenza tra le proprietà del frumento e le esigenze dell’industria di trasformazione. In questo percorso assumono un ruolo importante anche i contratti di filiera, strumenti utili per rafforzare il rapporto tra agricoltori, molini e industria alimentare.
«Il raccolto 2026 non presenta, sotto il profilo qualitativo, i motivi di preoccupazione che si erano verificati in alcuni dei precedenti raccolti» precisa inoltre Francesco Vacondio, Presidente della Sezione Molini a frumento tenero Italmopa «In particolare, non sembra sussistere il rischio di un declassamento ad uso zootecnico di una parte della produzione. Ciò evidenziato, il tema del generale miglioramento qualitativo del raccolto nazionale e della sempre maggior rispondenza tra le caratteristiche del cereale e le esigenze dell’Industria della trasformazione, anche attraverso lo sviluppo dei contratti di filiera, devono continuare a rimanere delle priorità nell’interesse della filiera e di tutti gli operatori che la compongono».
Industria molitoria italiana: il valore del frumento nella produzione alimentare Made in Italy
L’industria molitoria italiana rappresenta uno dei comparti più qualificati della filiera agroalimentare nazionale, grazie alla capacità dei mugnai di selezionare, miscelare e trasformare diverse varietà di frumento tenero in farine destinate a numerosi utilizzi alimentari.
Le farine prodotte dai molini italiani vengono impiegate principalmente nella:
- panificazione e produzione di sostituti del pane (58%);
- produzione di biscotti, prodotti da forno e pasticceria (18%);
- produzione di pizza (10%);
- destinazione export (8%);
- usi domestici (4%);
- produzione di pasta (2%).
La capacità di valorizzare le diverse caratteristiche del cereale consente alla filiera molitoria italiana di rispondere alle esigenze di numerosi segmenti del mercato alimentare, dai prodotti quotidiani fino alle specialità ad alta componente qualitativa.
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Il raccolto 2026 conferma un andamento positivo per la produzione nazionale di frumento tenero, con segnali incoraggianti sul fronte delle quantità e della qualità complessiva. La crescita dei volumi rappresenta un’opportunità per la filiera, ma evidenzia anche la necessità di continuare a lavorare sul miglioramento delle caratteristiche del grano italiano e sul rapporto tra produzione agricola e industria di trasformazione. La sfida principale resta quella di aumentare la capacità produttiva nazionale mantenendo elevati standard qualitativi, così da rafforzare il ruolo del frumento tenero italiano all’interno del sistema alimentare e ridurre progressivamente il divario tra produzione interna e fabbisogno dell’industria.

