Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha dichiarato a Bruxelles, prima della riunione con i colleghi dei 27 Paesi Ue e i commissari Christophe Hansen, Maros Sefcovic e Olivér Varhelyi, che l’Italia valuterà la sottoscrizione dell’accordo Ue-Mercosur solo se verranno certificate tutte le garanzie richieste per il mondo produttivo nazionale. «Se verranno certificate tutte le premesse, noi approveremo in questa fase la sottoscrizione dell'accordo», ha spiegato Lollobrigida, sottolineando la necessità di proteggere la competitività delle aziende italiane.

Il ministro dell‘Agricoltura Francesco Lollobrigida
Una prospettiva di reciprocità e tutela del settore
Il ministro ha ricordato che l’Italia è una nazione esportatrice e da sempre sostiene accordi internazionali che riducono barriere tariffarie e non tariffarie, a patto che non vengano compromessi elementi fondamentali della produzione nazionale. «Quando si impongono regole ai produttori limitandone la capacità di competere sui prezzi, non puoi avere un sistema tariffario che mette altri nella condizione di competere a vantaggio solo loro», ha aggiunto. Lollobrigida ha ribadito che la questione del Mercosur resta «incidentale», ma ha evidenziato la necessità di non sacrificare alcun settore dell’economia italiana. In questo senso, il governo italiano ha chiesto una dotazione finanziaria di salvaguardia contro fluttuazioni di mercato che potrebbero danneggiare alcuni comparti.
Il nodo del freno a mano e della reciprocità
Tra le condizioni poste dall’Italia c’è il cosiddetto freno a mano, attualmente all’8%, che secondo Lollobrigida dovrebbe essere riportato al 5% come stabilito dal Parlamento europeo. Fondamentale è anche il principio di reciprocità: «Quello che vale per i nostri prodotti, deve valere anche per quelli che entrano a competere con i nostri», ha spiegato, sottolineando la necessità di regole eque tra produttori europei e paesi del Mercosur. In questo quadro, l’accordo è visto come un’opportunità di esportazione per l’Italia, ma solo a condizione che siano pienamente rispettate le garanzie per il mondo produttivo, dai diritti ambientali a quelli dei lavoratori, così da tutelare l’intero comparto agricolo nazionale.