La maggioranza dei Paesi dell’Unione europea ha dato il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il passaggio è avvenuto in sede Coreper, dove gli ambasciatori dei 27 Stati membri hanno espresso il loro assenso a maggioranza qualificata.

Mercosur, primo via libera Ue all’accordo
Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche europee, il via libera riguarda la firma dell’accordo commerciale, frutto di un lungo negoziato tra Bruxelles e i Paesi sudamericani. Un’intesa che ha sollevato nel tempo forti preoccupazioni nel settore agroalimentare europeo, in particolare per i possibili effetti sui mercati agricoli più sensibili. L'accordo commerciale tra l'Ue e i Paesi sudamericani del Mercosur sarà firmato il 17 gennaio in Paraguay.
Le clausole di salvaguardia sui prodotti agricoli
Nel corso della riunione, gli ambasciatori dei 27 hanno anche confermato l’intesa raggiunta con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia, introducendo però una modifica rilevante. La soglia che fa scattare le indagini in caso di turbative del mercato per i prodotti agricoli sensibili è stata infatti abbassata dall’8% al 5%.
Una scelta che risponde alle richieste avanzate da alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, per rafforzare gli strumenti di tutela degli agricoltori europei. «L’abbassamento della soglia rappresenta una garanzia aggiuntiva per intervenire più rapidamente in caso di squilibri», spiegano fonti europee.
Proprio l’Italia aveva indicato la revisione delle clausole di salvaguardia come condizione essenziale per sostenere l’accordo. Il nuovo meccanismo consentirà di avviare indagini e, se necessario, misure correttive in presenza di incrementi più contenuti delle importazioni, riducendo il rischio di effetti negativi sui comparti più esposti.
I prossimi passaggi istituzionali
Dopo il via libera degli ambasciatori, spetterà ora alla presidenza di turno dell’Ue, affidata a Cipro, informare formalmente il Parlamento europeo dell’adeguamento introdotto. Il dossier resta dunque aperto sul piano politico e istituzionale, mentre il settore agroalimentare europeo osserva con attenzione l’evoluzione dell’iter.
Un accordo che, se da un lato apre nuove opportunità commerciali, dall’altro continua a sollevare interrogativi sul bilanciamento tra apertura dei mercati e tutela delle produzioni agricole europee.