È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto nº 32/2026, noto come decreto “Commissari”, che introduce un passaggio atteso per il settore delle concessioni balneari: la definizione di uno schema di bando-tipo per l’assegnazione delle aree del demanio marittimo destinate a uso turistico-ricreativo. Il provvedimento si inserisce nel solco della legge 5 agosto 2022, n. 118 e punta a rendere più uniforme l’avvio delle procedure di affidamento, in un contesto che negli ultimi anni ha evidenziato differenze applicative tra territori.

Demanio marittimo, arriva il decreto sui bandi-tipo
Il ruolo del Ministero e della Conferenza Unificata
L’articolo 9 del decreto stabilisce che, entro trenta giorni dall’entrata in vigore, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà sottoporre alla Conferenza Unificata uno schema di riferimento. Si tratta di un passaggio necessario per acquisire il parere previsto dalla normativa vigente e per arrivare a un modello condiviso. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare una molteplicità di bandi disomogenei, che potrebbero incidere sul funzionamento del mercato e sulla parità di condizioni tra gli operatori.
Un modello vincolante per gli enti concedenti
Sul tema è intervenuto Antonio Capacchione, presidente di Sib-Confcommercio, che alla testata Mondobalneare.com ha spiegato come «lo stabilire le modalità di affidamento delle concessioni demaniali rientra nelle competenze esclusive dello Stato». Capacchione ha evidenziato che il bando-tipo rappresenterà un riferimento preciso per le amministrazioni: «Nelle prossime settimane il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, previo parere della Conferenza Unificata, emanerà un bando-tipo che risponde alle pubblicistiche esigenze unitarie di evitare bandi disomogenei con effetti distorsivi sulla concorrenza».

Antonio Capacchione, presidente di Sib-Confcommercio
Secondo il presidente del Sib, il documento non avrà solo valore indicativo ma fungerà da parametro operativo, a cui gli enti dovranno attenersi nella predisposizione dei singoli bandi.
Attesa per l’emanazione del bando-tipo
Il bando-tipo viene quindi indicato come passaggio preliminare indispensabile per l’avvio delle procedure locali. «È il presupposto necessario per il bando particolare dell’Ente concedente», ha aggiunto Capacchione, sottolineando come ne derivi l’obbligo di attendere la sua pubblicazione prima di procedere. Il riferimento, ha concluso, è anche ai principi costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’amministrazione, richiamati come base per garantire procedure coerenti e trasparenti.