Menu Apri login
 

Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
domenica 31 maggio 2026  | aggiornato alle 16:47 | 119540 articoli pubblicati

Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

Il sottosegretario alla Giustizia, non indagato, si è dimesso per la partecipazione in una Srl legata al ristorante riconducibile al boss Senese. Con lui lascia anche la capo di Gabinetto Bartolozzi. Santanchè in bilico mentre le opposizioni annunciano che presenteranno una mozione di sfiducia, ma la pitonessa resiste

24 marzo 2026 | 17:09
Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi
Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

Il sottosegretario alla Giustizia, non indagato, si è dimesso per la partecipazione in una Srl legata al ristorante riconducibile al boss Senese. Con lui lascia anche la capo di Gabinetto Bartolozzi. Santanchè in bilico mentre le opposizioni annunciano che presenteranno una mozione di sfiducia, ma la pitonessa resiste

24 marzo 2026 | 17:09
 

Terremoto nel Governo all’indomani dell’esito del referendum sulla giustizia che ha bocciato la riforma proposta dalla maggioranza. Andrea Delmastro Delle Vedove ha presentato le dimissioni dal ruolo di sottosegretario alla Giustizia. A pesare principalmente è la bufera legata al caso del ristorante collegato al clan Senese, di matrice camorrista, a cui - come detto - si è aggiunto ilnoincassato dagli italiani nel referendum sulla riforma della magistratura (53,74% contro il 46,26% del sì). «Ho consegnato le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, con risultati concreti e importanti, e pur non avendo fatto nulla di scorretto, ho commesso una leggerezza, di cui mi sono subito assunto la responsabilità, nell’interesse della Nazione e per rispetto verso il governo e il Presidente del Consiglio» ha dichiarato Delmastro.

Insieme a lui, si è poi dimessa anche la capa di gabinetto del Ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi che paga - oltre alle frasi sulla magistratura alla vigilia del referendum («se vince il sì ci libereremo dei magistrati. Sono un plotone di esecuzione») - anche la cena in Bisteccheria d’Italia (il locale in questione, ndr) insieme allo stesso Delmastro. Da Fratelli d’Italia si parla di «questioni di opportunità politica». 

Ma anche la posizione del ministro del Turismo Daniela Santanchè, come riferito dal Corriere della Sera, è sempre più in bilico a causa delle vicende legate a Visibilia, sebbene non sia coinvolta nell’affaire del ristorante. Meloni ne chiede le dimissioni a seguito di un nuovo scandalo in cui è nuovamente coinvolta la ministra. Santanchè però finora ha rifiutato e si è anzi richiamata alla Costituzione e a nulla sono valse le iniziative anche del suo mentore Ignazio La Russa per convincerla a lasciare subito. Nel frattempo è stata depositata una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni.

Delmastro e l’affaire ristorante

Delmastro, ricordiamo, deteneva il 25% delle quote di una Srl impegnata nella gestione della già citata Bisteccheria d’Italia a Roma, formalmente intestata a Miriam Caroccia, 18 anni, figlia di Mauro Caroccia. Quest’ultimo è stato condannato a quattro anni per intestazione fittizia di beni riconducibili al clan guidato da Michele Senese ed è detenuto nel carcere di Viterbo da febbraio.

Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia, si è dimesso

Il locale di via Tuscolana è finito sotto i riflettori anche per alcune cene documentate da fotografie che ritraggono Delmastro insieme a esponenti del Ministero, tra cui appunto Bartolozzi. Delmastro, va precisato, oggi non risulta indagato, ma lo sono sia Miriam Caroccia, amministratrice unica della società, sia il padre Mauro. Sul piano politico, le spiegazioni fornite - una partecipazione definita “leggera” e la presunta inconsapevolezza dei legami familiari - non hanno ridotto le critiche, anzi.

Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

La sala di Bisteccheria d'Italia

A pesare, poi, sono anche ulteriori elementi emersi nelle ultime settimane: immagini che mostrano il sottosegretario insieme a Mauro Caroccia, nonostante avesse dichiarato di non conoscerlo, e un video promozionale del ristorante in cui lo stesso Caroccia compare attivamente. Sotto osservazione anche i movimenti finanziari legati all’acquisto delle quote, effettuato in contanti, e i successivi passaggi societari per la loro cessione. La vicenda ha attirato l’attenzione della commissione Antimafia, che ha annunciato approfondimenti sul caso, anche in relazione all’obbligo di trasparenza sulle partecipazioni societarie per i membri del governo.

Cresce la pressione su Santanchè

Quelle di Delmastro e Bartolozzi non sembrano essere le uniche teste destinate a cadere nel giorno post-voto referendario che ha sancito la sconfitta del governo sulla riforma della Giustizia. Benché non attinente alle vicende strettamente connesse alla consultazione del 22 e 23 marzo, a rischio c’è anche la posizione della ministra del Turismo Daniela Santanchè - coinvolta in alcune vicende giudiziarie - e che già nei mesi scorsi era riuscita a resistere alle pressioni anche della maggioranza, oltre che delle opposizioni. Ora però il capo del Governo le ha chiesto di avere la stessa sensibilità di Delmastro.

Opposizioni che tornano a chiedere oggi a gran voce un passo indietro di Santanchè.  Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico, commenta: «Le dimissioni rappresentano un atto tardivo, ma doveroso, sotto il profilo del rispetto del diritto e delle istituzioni. Il fatto che siano state presentate solo dopo il referendum costituisce un evidente elemento politico: conferma la spregiudicatezza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha scelto di rinviare un gesto ormai inevitabile per mere ragioni elettorali. Siamo di fronte a un comportamento grave, che dimostra come questa maggioranza consideri le istituzioni strumenti da piegare a esigenze di parte. Chi mette in imbarazzo le istituzioni non può continuare a ricoprire incarichi pubblici, soprattutto se si tratta di ruoli delicati che richiedono rigore, equilibrio e senso dello Stato». Anche Angelo Bonelli, leader di Avs, commenta: «Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. In questi mesi Giorgia Meloni ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d’ufficio ha continuato a esercitare le sue funzioni e, non soddisfatto, ha aperto società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di “No”, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che “non ha fatto nulla di scorretto”: Delmastro è stato condannato e ha fatto affari con soggetti legati alla criminalità organizzata. Ora attendiamo le dimissioni della ministra Santanché, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato».

Scossone nel governo: Delmastro lascia e Meloni chiede a Santanchè di dimettersi

La ministra del Turismo Daniela Santanchè potrebbe dimettersi

Dalle parole di martedì 24 marzo ai fatti. Nella mattinata di mercoledì 25, infatti, è stata presentata alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè, sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Il documento, firmato tra gli altri da Chiara Braga, Riccardo Ricciardi, Luana Zanella, Matteo Richetti, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi, richiama nelle premesse le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel pomeriggio del 24 marzo ha espresso pubblicamente l’auspicio di dimissioni da parte della ministra. Secondo i firmatari, queste parole segnerebbero il venir meno del rapporto fiduciario tra la premier e Santanchè, determinando una condizione ritenuta incompatibile con la permanenza in carica. Nel testo si sottolinea inoltre come la mancata scelta di dimettersi, nonostante la presa di distanza del vertice dell’esecutivo, venga interpretata come «una grave anomalia istituzionale», in grado - secondo l’opposizione - di incidere sulla credibilità dell’azione di governo e sull’immagine delle istituzioni.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali


Giblor's
Sorì
Elle & Vire
Doumix

Giblor's
Sorì
Elle & Vire

Doumix
Parmigiano Reggiano
Drusian Valdobbiadene