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giovedì 05 marzo 2026  | aggiornato alle 14:33 | 117812 articoli pubblicati

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Il Senato approva il “Ddl Pmi” introducendo regole contro le false recensioni online, a tutela di ristoranti e bar. Le recensioni dovranno essere documentate e pubblicate entro 30 giorni. La norma include anche misure sociali, come il Fondo occupazionale e incentivi al part-time, puntando a maggiore trasparenza e tutela delle Pmi dell’Horeca

05 marzo 2026 | 12:20
Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola
Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Il Senato approva il “Ddl Pmi” introducendo regole contro le false recensioni online, a tutela di ristoranti e bar. Le recensioni dovranno essere documentate e pubblicate entro 30 giorni. La norma include anche misure sociali, come il Fondo occupazionale e incentivi al part-time, puntando a maggiore trasparenza e tutela delle Pmi dell’Horeca

05 marzo 2026 | 12:20
 

Il Senato ha approvato definitivamente il Disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese ("Ddl Pmi"), introducendo tra le altre misure un quadro normativo volto a garantire maggiore trasparenza e autenticità delle recensioni online. La riforma interessa in modo diretto ristoranti, bar e locali, settori sempre più dipendenti dalle piattaforme digitali per visibilità e reputazione. Si tratta di un passo importante in una battaglia storica che Italia a Tavola porta avanti da anni, volta a proteggere la reputazione digitale degli operatori del comparto Horeca e a offrire ai consumatori informazioni più affidabili.

Trasparenza digitale per le piccole e medie imprese

Il Capo IV del provvedimento, che comprende gli articoli 18-23, disciplina le false recensioni stabilendo requisiti vincolanti per la loro liceità. Tra le principali novità, le recensioni dovranno essere pubblicate entro 30 giorni dal servizio fruito e correlate a documentazione fiscale comprovante l’esperienza. La legge vieta inoltre la compravendita di recensioni, anche tra piattaforme e motori di ricerca, affidando all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il compito di emanare linee guida e vigilare sull’applicazione delle norme.

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Lino Stoppani, presidente Fipe

La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) ha accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando come la regolamentazione delle recensioni sia essenziale per le piccole e medie imprese della ristorazione, che in un Paese ad alto flusso turistico come l’Italia dipendono dalla reputazione digitale. «La battaglia contro le false recensioni è una premessa necessaria per costruire e rafforzare fiducia tra le imprese e i consumatori» ha dichiarato Lino Stoppani, presidente Fipe.

Vigilanza continua: Italia a Tavola resta in prima linea

Il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini ha sottolineato: «Il condizionale è d’obbligo - siamo per sempre in Italia dove si fissano le regole ma poi non le si fanno magari sempre rispettare - ma non posso non esprimere la massima soddisfazione per la vittoria di una battaglia che da anni ci ha visto in campo come Italia a Tavola, prima di tutti e in prima fila per porre fine allo scandalo delle recensioni tarocche che hanno devastato la libera concorrenza negli ultimi 15 anni».

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola

«I gestori onesti - prosegue - potranno ora tirare finalmente un sospiro di sollievo. Le recensioni negative a pagamento o quelle elogiative dei concorrenti dovrebbero finire. Con il voto in Senato si pone la parola fine ad anni di imbrogli e speriamo si dia invece dignità e serietà a sistemi di recensioni dei clienti che possano finalmente essere uno strumento reputazionale importante e veritiero».

Quindi ha aggiunto: «Voglio pubblicamente ringraziare la Fipe che si è impegnata sostenendo la nostra battaglia per un sistema giusto e corretto delle recensioni, ed è riuscita a stoppare le pressioni pesantissime messe in campo verso la politica da colossi come TripAdvisor o Google per fermare la decisione e continuare ad operare in un far west senza regole».

«L’introduzione dell’obbligo di uno scontrino fiscale o una fattura - ha concluso - per poter dimostrare di avere effettivamente usufruito di un servizio, e quindi esprimere un commento, rappresenta una svolta. Certo ci potranno essere tentativi di aggirare la norma, ma l’importante è che finalmente ci siano regole e ci sia chi dovrà farle rispettare. Sulle sanzioni ci sarà ancora da lavorare, ma per il momento siamo ottimisti … anche se non deponiamo le armi e continueremo a vigilare per perché ci sia un corretto rapporto e fiducia fra consumatori e ristoratori».

Quanto vale il mercato delle recensioni false

Le recensioni false online rappresentano una seria minaccia per ristoranti, hotel e commercio al dettaglio in Italia. Secondo un’inchiesta Fipe, nel 2023 almeno l’8-9% dei commenti sui ristoranti era ingannevole (un dato che Italia a Tavola è sottostimato), ma questo dato riguarda solo i giudizi negativi, mentre resta fuori l’altrettanto diffuso fenomeno delle recensioni positive truccate. Complessivamente, le recensioni false influenzano oltre il 30% del fatturato dei locali, con danni economici per circa il 60% dei ristoranti.

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Addio recensioni false? Il Senato approva regole per la ristorazione digitale

Storicamente, piattaforme come TripAdvisor, Booking e Trustpilot hanno permesso la pubblicazione indistinta di recensioni non verificate, creando un “Far West digitale”. Questo ha favorito reti criminali che vendevano pacchetti di recensioni positive o minacciavano di diffondere giudizi negativi a scopo estorsivo. Alcuni ristoranti aderenti a TheFork, che ha un accordo editoriale con la guida Michelin, sembrano essere “graziati” su TripAdvisor, alimentando sospetti di disparità nel controllo dei contenuti. A riprova della facilità con cui è possibile manipolare le piattaforme, proprio l'esperimento di Italia a Tavola aveva messo a nudo la questione facendo schizzare in testa ai ranking un hotel e un ristorante che in realtà non sono mai esistiti.

Non solo recensioni: crescono anche gli insulti online

I social premiano il conflitto e rendono sempre più stringente la necessità di distinguere tra opinione legittima e insulto, mettendo a rischio chi opera professionalmente. Il recente caso dello chef Andrea Alfieri, subissato di insulti (arrivati anche a configurarsi come vere e proprie minacce) per aver postato un annuncio di lavoro, apre il tema di una più ampia regolamentazione online, non solo per quanto concerne le recensioni. 

Stop alle recensioni tarocche: primo passo per la legge chiesta da Italia a Tavola

Lo chef Andrea Algfieri, vittima di insulti via social per un annuncio di lavoro

Anche in questo caso, si avverte l’urgenza di regolamentazioni che riducano l’anonimato e incentivino profili verificati, sia sui social sia sulle piattaforme di recensioni. In questo modo si protegge la libertà di espressione reale, si tutela chi lavora nel settore e si limita la diffusione di contenuti falsi o diffamatori.

Le altre misure introdotte dal Ddl Pmi

Il Ddl Pmi non si limita al digitale: contiene anche misure di carattere sociale e sindacale, come l’istituzione di un Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e incentivi al part-time per favorire il ricambio generazionale. L’obiettivo è sostenere le imprese nel garantire continuità operativa e opportunità di lavoro, rafforzando al contempo le tutele per i dipendenti del settore.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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