L'occupazione continua a crescere, ma il mercato del lavoro italiano mostra segnali che meritano una lettura più approfondita. Nel primo trimestre del 2026 il numero degli occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 207 mila persone, con un aumento dello 0,3% rispetto agli ultimi tre mesi del 2025. Nello stesso periodo il Pil è cresciuto dello 0,3%, mentre le ore lavorate hanno registrato un incremento analogo, confermando una fase di espansione moderata dell'economia. Dietro i dati aggregati emergono però dinamiche differenti. La crescita degli occupati è stata sostenuta soprattutto dal lavoro autonomo, mentre i dipendenti a tempo indeterminato hanno registrato una lieve flessione. Un elemento che fotografa un mercato in evoluzione, nel quale la capacità di creare lavoro continua a confrontarsi con esigenze produttive sempre più variabili.

La disoccupazione è calata, ma aumenta chi non cerca lavoro
Il dato più evidente riguarda la diminuzione delle persone in cerca di occupazione. Nel confronto con il trimestre precedente i disoccupati sono diminuiti di 110 mila unità, mentre su base annua il calo supera le 390 mila persone. Parallelamente, tuttavia, cresce il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni. Si tratta di coloro che non lavorano e non cercano un impiego. Nel primo trimestre dell'anno l'incremento è stato di 44 mila unità rispetto al trimestre precedente e di 320 mila rispetto allo stesso periodo del 2025.
Questa dinamica porta il tasso di disoccupazione al 5,3%, uno dei livelli più contenuti degli ultimi anni, ma accompagna anche una crescita del tasso di inattività, salito al 33,7%. Un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità strutturali del mercato del lavoro italiano. Per comparti ad alta intensità di manodopera come ristorazione, ospitalità e servizi turistici, i dati offrono indicazioni contrastanti. Da un lato la crescita degli occupati e la riduzione della disoccupazione possono ampliare la platea di consumatori e sostenere la domanda interna. Dall'altro, l'aumento degli inattivi e la trasformazione delle forme contrattuali continuano a incidere sulla disponibilità di personale.
Negli ultimi anni molte imprese del settore hanno segnalato difficoltà nel reperire figure professionali qualificate, soprattutto durante i picchi stagionali. La crescita del lavoro autonomo e il ricorso crescente a forme di impiego più flessibili rappresentano aspetti che gli operatori osservano con attenzione. Dal lato delle aziende prosegue la crescita delle posizioni lavorative dipendenti, aumentate dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell'1,5% su base annua. Si rafforza soprattutto il lavoro a tempo pieno, mentre la quota dei contratti part-time registra una lieve diminuzione.
Contemporaneamente cresce il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno. Nel primo trimestre del 2026 l'incremento è stato dell'1,2% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3% su base annua. A incidere sono sia l'aumento delle retribuzioni sia quello dei contributi sociali.