La prima edizione degli Europe's 50 Best Bars - la classifica dei migliori cocktail bar del continente stilata dall'organizzazione dei World's 50 Best Bars - ridisegna la geografia del bere miscelato nel continente. Se per anni la leadership è stata saldamente nelle mani di paesi come Regno Unito, Spagna e Italia, oggi la graduatoria racconta una storia diversa: l'Europa non è più un triangolo di capitali storiche, ma un mosaico di nuove città protagoniste, spesso inattese, che stanno ridefinendo linguaggi, estetiche e rituali del bar contemporaneo. In cima alla lista, svelata martedì sera nel corso di un evento di gala ad Amsterdam, c'è Line Athens, seguito da The Bar in Front of the Bar, sempre ad Atene: un doppietta al vertice che certifica la Grecia come la nuova potenza creativa del continente.

Line di Atene è stato eletto miglior cocktail bar d'Europa nella classifica curata dall'organizzazione The World's 50 Best Bars
E non sono episodi isolati: Atene piazza altri nomi di peso - Barro Negro, Baba au Rum, The Clumsies, cui si aggiunge Gorilla a Salonicco - mostrando uno scenario maturo e identitario, capace di coniugare tecnica internazionale e sensibilità mediterranea. È il segnale più evidente di un cambio di paradigma: la mixology europea non ruota più attorno alle capitali storiche, ma si espande verso sud e anche verso est.
Londra fra conferme e declino, Italia al centro della scena
Il Regno Unito, nonostante la Brexit, rientra nella classifica. Ma se un tempo era leader assoluto, oggi mantiene una presenza forte ma non più egemonica. Londra resta un riferimento con Connaught Bar, Satan's Whiskers, Tayer+Elementary, fra la decima e la dodicesima posizione, e anche con Waltz, Kwãnt Mayfair, Three Sheets e Scarfes Bar, ma nessuno di questi locali entra nella top 5. È un dato simbolico: la città che ha definito la modern mixology negli ultimi vent'anni oggi deve condividere il palcoscenico con nuove realtà emergenti. La qualità rimane altissima, ma il bar europeo non parla più solo con accento londinese.
La Spagna, che negli ultimi anni aveva brillato grazie soprattutto alla scena catalana, conferma la sua centralità con Sips (terzo), Paradiso, 14 De La Rosa, Boadas e Foco a Barcellona - che resta una delle città più influenti al mondo - e con Angelita e Salmon Guru a Madrid, ma anche qui il quadro è oggi più sfumato: la mixology iberica non domina, partecipa. È una delle tante voci di un coro sempre più ricco, in cui torna a fare sentire la propria voce anche Parigi, cinque bar in classifica di cui due fra i top 10.
E l'Italia? Forse qualcuno si aspettava qualcosa di più, dopo le performance nella classifica mondiale del 2025, ma indubbiamente il nostro Paese vive un momento di grande fermento e piazza una costellazione di locali dagli stili eterogenei, distribuiti tra Milano, Firenze, Roma e Napoli: Moebius (ottimo sesto, miglior bar italiano), Camparino in Galleria, 1930, Locale Firenze, L'Antiquario, Gucci Giardino, Freni e Frizioni, Drink Kong, Rita. E poi ci sono i premi speciali assegnati a Salvatore Calabrese (Industry Icon Award) e Giorgio Bargiani (Bartenders' Bartender Award), italiani che hanno conquistato fama mondiale imponendosi nella scena dei cocktail bar londinesi.
Nuovi protagonisti da Bratislava a Tirana
Dagli Europe's 50 Best Bars, però, emerge soprattutto un nuovo continente della mixology. La Norvegia conquista posizioni altissime con Himkok (4°) e Svanen, confermando la forza del Nord Europa nel coniugare sostenibilità, design e ricerca. La Slovacchia sorprende con Mirror Bar (8°), mentre la Repubblica Ceca piazza Alma e Forbína Bar, entrambi a Praga, segnali di una scena mitteleuropea sempre più solida. In classifica anche la Polonia, con Tag Krakow, e poi c'è l'Albania con Nouvelle Vague Tirana, altro nome noto da qualche anno fra i 50 Best mondiali: un bar che testimonia come la cultura del cocktail stia diventando un linguaggio davvero continentale, capace di attecchire ovunque ci siano visione e talento.
La classifica completa degli Europe's 50 Best Bars
Ecco, di seguito, la classifica completa degli Europe's 50 Best Bars (in grassetto gli italiani):
- Line - Atene (Grecia)
- The Bar in Front of the Bar - Atene (Grecia)
- Sips - Barcellona (Spagna)
- Himkok - Oslo (Norvegia)
- Bar Nouveau - Parigi (Francia)
- Moebius Milano - Milano (Italia)
- The Cambridge Public House - Parigi (Francia)
- Mirror Bar - Bratislava (Slovacchia)
- Paradiso - Barcellona (Spagna)
- Connaught Bar - Londra (Regno Unito)
- Satan's Whiskers - Londra (Regno Unito)
- Tayer + Elementary - Londra (Regno Unito)
- Barro Negro - Atene (Grecia)
- Baba au Rum - Atene (Grecia)
- Svanen - Oslo (Norvegia)
- Nouvelle Vague - Tirana (Albania)
- Wax On - Berlino (Germania)
- Camparino in Galleria - Milano (Italia)
- Danico - Parigi (Francia)
- Panda & Sons - Edimburgo (Regno Unito)
- Locale Firenze - Firenze (Italia)
- 1930 - Milano (Italia)
- Waltz - Londra (Regno Unito)
- Bird - Copenaghen (Danimarca)
- Alma Prague - Praga (Repubblica Ceca)
- Aldea - Barcellona (Spagna)
- Harry's Bar Paris - Parigi (Francia)
- L'Antiquario - Napoli (Italia)
- Gucci Giardino - Firenze (Italia)
- The Clumsies - Atene (Grecia)
- Freni e Frizioni - Roma (Italia)
- Drink Kong - Roma (Italia)
- Gorilla - Salonicco (Grecia)
- De Vie - Parigi (Francia)
- 14 De La Rosa - Barcellona (Spagna)
- Boadas - Barcellona (Spagna)
- Tjoget - Stoccolma (Svezia)
- Forbína Bar - Praga (Repubblica Ceca)
- Tag - Cracovia (Polonia)
- Kwãnt Mayfair - Londra (Regno Unito)
- Three Sheets (Soho) - Londra (Regno Unito)
- Super Lyan - Amsterdam (Paesi Bassi)
- Röda Huset - Stoccolma (Svezia)
- Late Bloomers - Zurigo (Svizzera)
- Angelita - Madrid (Spagna)
- Salmon Guru - Madrid (Spagna)
- Scarfes Bar - Londra (Regno Unito)
- Foco - Barcellona (Spagna)
- Rita - Milano (Italia)
- Dunlin - Innsbruck (Austria)
Questa prima edizione della classifica mostra dunque un'Europa più aperta, più dinamica, meno gerarchica. I Paesi storici restano fondamentali, ma non più esclusivi. Le nuove scene emergenti non sono comparse, ma protagonisti credibili, sempre più in grado di influenzare trend, tecniche e cultura dell'accoglienza. La mixology europea del 2026 è un ecosistema policentrico, in cui protagoniste non sono più soltanto le grandi capitali, ma anche città che fino a pochi anni fa nessuno avrebbe immaginato in una top 50.