Ogni giorno alzare la saracinesca è un atto di coraggio in quei comuni dove non esistono farmacie, scuole e altri servizi essenziali (“nemmeno un prete per chiacchierare”, ricordando una famosa canzone di Celentano). Nonostante ciò, c'è una Lombardia che resiste al tempo, alle crisi economiche, ai cambiamenti del mercato e alle trasformazioni della società. È la Lombardia delle botteghe, dei negozi e dei locali storici che, da oltre 40 anni, rappresentano molto più di un'attività commerciale: sono luoghi di memoria, punti di riferimento per le comunità e simboli di un modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulla qualità e sul legame con il territorio. Proprio per valorizzare questo patrimonio, il Pirellone ha conferito il riconoscimento di “Attività storica e di tradizione” a ulteriori 466 imprese tra negozi, botteghe artigiane e pubblici esercizi, portando a 4.943 il numero complessivo delle realtà inserite nell'albo regionale.

Lombardia, altre 466 attività storiche: l'albo arriva a 4.943 imprese
Un risultato che testimonia la volontà politica della Regione di sostenere chi, ogni giorno, tiene viva l'identità economica e sociale dei territori. «Con il riconoscimento - sottolinea l'assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi - la Lombardia vuole esprimere la propria gratitudine a quelle imprese che, attraverso il loro impegno quotidiano, contribuiscono ai nostri primati economici e sociali. Negozi, pubblici esercizi e botteghe storiche rappresentano una forza straordinaria: garantiscono servizi, creano occupazione, rafforzano la sicurezza grazie alla loro presenza diffusa e rendono i nostri paesi e le nostre città più vivi, attrattivi e coesi».
Parole che raccontano una precisa visione politica: investire sul commercio di prossimità e sull'artigianato significa investire nella qualità della vita dei cittadini e nella tenuta delle comunità locali. Dietro ogni insegna storica ci sono spesso famiglie, sacrifici, competenze tramandate di generazione in generazione e una straordinaria capacità di affrontare il cambiamento senza perdere la propria anima. A rendere ancora più prezioso questo patrimonio è il crescente interesse che molte di queste attività suscitano anche oltre i confini regionali. Numerosi negozi, botteghe e locali storici sono diventati “vere e proprie mete” per i turisti italiani e stranieri, attratti dall'autenticità dei luoghi, dalla qualità delle produzioni e da quella storia fatta di tradizioni, mestieri e passione.
Realtà che, come detto, hanno attraversato decenni di trasformazioni, dimostrando capacità di adattamento senza rinunciare alla propria identità. Hanno saputo innovare nel rispetto della tradizione e affrontare con successo anche la “sfida” del ricambio generazionale. Le attività riconosciute entrano così a far parte dell'albo regionale delle Attività storiche e di tradizione, consultabile attraverso il portale dedicato della Regione (www.attivitastoriche.regione.lombardia.it), a conferma di un patrimonio diffuso che attraversa l'intera Lombardia e rappresenta uno dei pilastri della sua forza economica, culturale e sociale. Le nuove attività riconosciute sono così suddivise per provincia: Milano 64, Bergamo 61, Brescia 104, Como 32, Cremona 25, Lecco 19, Lodi 17, Mantova 19, Monza e Brianza 43, Pavia 7, Sondrio 16 e Varese 59.
Di Renato Andreolassi