Sei misure cautelari e almeno 300 consegne di droga ricostruite in poco più di un mese, con cocaina e marijuana vendute soprattutto a chef impiegati nei ristoranti della Penisola sorrentina e a skipper, professionisti alla guida di barche e yacht. Sono i numeri dell’indagine condotta dalla Guardia di Finanza su un giro di spaccio che riporta ancora una volta l’attenzione sul rapporto fra sostanze stupefacenti e mondo della ristorazione, dove - nello specifico - la cocaina continua a essere una delle dipendenze più diffuse fra una parte degli addetti ai lavori.

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Chef e skipper riforniti di droga nella Penisola sorrentina: sei misure cautelari

Nella giornata di lunedì 27 luglio i finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata e della Compagnia di Massa Lubrense hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Dopo gli interrogatori preventivi, quattro persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre due sono state raggiunte rispettivamente dal divieto di dimora e dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per altri due indagati, invece, il Tribunale di Torre Annunziata ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, dal momento che le presunte cessioni di sostanze stupefacenti loro contestate sarebbero avvenute in Costiera amalfitana. Le accuse formulate a vario titolo riguardano la detenzione illecita e la cessione di droga.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, come anticipato, gli indagati avrebbero venduto cocaina e marijuana in diversi comuni della Penisola sorrentina, rifornendo prevalentemente lavoratori impiegati nei ristoranti, in particolare, chef, oltre ad alcuni skipper. L’indagine ha preso il via nell’agosto del 2021, quando due persone residenti a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia furono arrestate mentre erano dirette a Sorrento. Durante il controllo vennero trovate in possesso di 20 dosi di cocaina e 1.600 euro in contanti. Gli accertamenti avviati a partire da quell’episodio hanno poi consentito alla Guardia di Finanza di documentare, in un periodo di poco superiore a un mese, almeno 300 consegne di droga nella Penisola Sorrentina. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha quindi chiesto le misure cautelari eseguite oggi dai finanzieri di Torre Annunziata e Massa Lubrense.