Confcommerciomercio ha accolto positivamente lo schema di decreto del Ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) sulla riforma del Fondo di Garanzia per le Piccole medie imprese (Pmi), lo strumento pubblico che facilita l’accesso al credito per imprese e professionisti. Secondo l’associazione, il nuovo impianto rappresenta un cambio di impostazione rispetto al sistema di garanzie uniformi introdotto durante l’emergenza sanitaria, riportando un criterio basato sulla valutazione del rischio delle singole operazioni finanziarie. «La riforma proposta reintroduce garanzie pubbliche differenziate in base al rischio delle operazioni finanziarie», sottolinea Confcommercio, evidenziando come il nuovo modello possa consentire un utilizzo più mirato delle risorse pubbliche.

Fondo Garanzia Pmi, cambiano le coperture: tornano legate al rischio
Fondo di Garanzia Pmi, Confcommercio chiede più sostegno per le piccole imprese con la nuova riforma

Fondo di Garanzia per le Pmi: cos’è e come aiuta le imprese ad accedere al credito

Il Fondo di Garanzia per le Pmi è uno strumento pubblico che facilita l’accesso ai finanziamenti per piccole e medie imprese e professionisti. Non concede contributi a fondo perduto, ma offre una garanzia alla banca che eroga il prestito, riducendo il rischio per l’intermediario finanziario. Istituito dalla Legge n. 662/1996 e operativo dal 2000, il Fondo permette alle imprese di ottenere credito anche senza dover presentare ulteriori garanzie reali o fideiussioni sulla quota coperta dalla garanzia pubblica. Possono accedere al Fondo le micro, piccole e medie imprese iscritte al Registro delle Imprese e i professionisti con partita Iva. La garanzia può riguardare finanziamenti destinati agli investimenti o alla liquidità aziendale e viene attivata attraverso banche, società di leasing o intermediari finanziari. La domanda non viene presentata direttamente dall’impresa al Fondo: è la banca o, in alternativa, un Confidi a occuparsi della richiesta della garanzia nell’ambito dell’operazione di finanziamento.

L’obiettivo è facilitare il credito per micro e piccole imprese

Secondo Confcommerciomercio, il prolungamento delle garanzie generalizzate oltre la fase emergenziale avrebbe favorito soprattutto le imprese con maggiore solidità finanziaria, lasciando più difficoltà alle realtà di dimensioni ridotte. L’associazione parla di un possibile effetto «pioggia sul bagnato», con un sistema che avrebbe agevolato le operazioni più semplici da valutare e meno rischiose, mentre molte micro e piccole imprese hanno continuato a incontrare ostacoli nell’accesso ai finanziamenti. La revisione delle coperture punta invece a indirizzare maggiormente il sostegno pubblico verso aziende considerate meritevoli ma penalizzate dai sistemi automatici di valutazione del merito creditizio.

Confermato il ruolo dei Confidi per i finanziamenti di importo ridotto

Tra gli elementi valutati positivamente da Confcommercio c’è anche il mantenimento di procedure semplificate per alcune tipologie di finanziamento, in particolare quelle garantite dai Confidi. Questi organismi continueranno ad avere un ruolo nel facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario, soprattutto per le aziende più piccole che spesso hanno maggiori difficoltà a presentare garanzie sufficienti per ottenere credito. Per il comparto turismo, ristorazione e ospitalità, composto in larga parte da micro e piccole imprese, il tema dell’accesso ai finanziamenti resta centrale per sostenere investimenti, innovazione e crescita delle attività.

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La garanzia pubblica resta uno strumento di supporto selettivo

Confcommercio richiama anche il principio della sussidiarietà delle garanzie pubbliche, ribadito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’Assemblea dell’Abi. Secondo questa impostazione, il Fondo non dovrebbe sostituire il ruolo delle banche nella valutazione del credito, ma intervenire per sostenere quelle imprese che presentano prospettive positive ma incontrano difficoltà nell’ottenere finanziamenti attraverso i normali meccanismi del mercato. La riforma punta quindi a ridefinire l’equilibrio tra sostegno pubblico e valutazione del rischio, con l’obiettivo di rendere il Fondo uno strumento più mirato per le imprese che hanno realmente bisogno di accompagnamento finanziario.