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Olio di palma e riso italiano: le incognite dei mercati agricoli tra scorte e clima
Olio di palma stabile grazie alle scorte malesi, ma resta alta l’attenzione su El Niño. In Italia, le semine di riso 2026/27 calano leggermente: cresce il riso tondo, mentre diminuiscono le superfici di lungo A e lungo B
Indice
- 1Domanda internazionale di olio di palma: rallentano gli acquisti cinesi ed europei
- 2El Niño 2026/27, il fattore climatico che può influenzare la produzione
- 3Riso italiano 2026/27, semine in lieve calo ma cresce il riso tondo
- 4Coltivazioni di riso: diminuiscono lungo A e lungo B, cresce il tondo
- 5Previsioni Areté sul riso italiano: atteso un calo più marcato delle superfici
- 6Mercati agricoli tra disponibilità e incertezza climatica
Le quotazioni dell’olio di palma hanno mantenuto un andamento stabile nel mese di luglio 2026 sia sulla borsa di Bursa Malaysia sia sulla piazza europea di Rotterdam, secondo l’analisi degli esperti di Areté - The Agri-Food Intelligence Company. Il mercato sta beneficiando di una maggiore disponibilità produttiva, soprattutto in Malesia, dove la produzione di giugno ha raggiunto 1,64 milioni di tonnellate, segnando un aumento dell’8% rispetto al mese precedente. Parallelamente, le scorte di olio di palma malesi sono salite a 2,54 milioni di tonnellate, un livello superiore del 25% rispetto a giugno 2025, confermando una fase caratterizzata da una maggiore disponibilità del prodotto.
Lo scenario appare invece meno favorevole in Indonesia, principale produttore mondiale, dove il livello delle scorte rimane più contenuto. A maggio gli stock risultavano inferiori del 22% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Nello stesso periodo, le esportazioni indonesiane hanno registrato una diminuzione del 32% su base annua, mentre i consumi interni sono cresciuti del 2%. Questi dati evidenziano un mercato ancora equilibrato, ma caratterizzato da dinamiche differenti tra i due principali Paesi produttori.
Domanda internazionale di olio di palma: rallentano gli acquisti cinesi ed europei
Sul fronte della domanda, gli acquisti della Cina hanno mostrato un rallentamento nel mese di giugno, con importazioni inferiori del 46% rispetto allo stesso periodo del 2025. Considerando l’intero primo semestre, tuttavia, il dato rimane positivo, con importazioni complessivamente superiori del 16%. Anche nell’Unione europea si registra una contrazione: a luglio gli acquisti cumulativi risultavano inferiori del 20% rispetto alla media delle ultime tre campagne e dell’1% su base annua.
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El Niño 2026/27, il fattore climatico che può influenzare la produzione
Uno degli elementi di maggiore attenzione per il mercato dell’olio di palma riguarda l’evoluzione del fenomeno climatico El Niño, che potrebbe incidere sulla produttività delle piantagioni nel Sud-est asiatico. Le ultime previsioni indicano una probabilità del 97% che El Niño persista fino all’inizio della primavera 2027 e dell’81% che raggiunga un’intensità molto elevata tra ottobre e dicembre, con possibili conseguenze sulla produzione di olio di palma in Indonesia e Malesia.
Riso italiano 2026/27, semine in lieve calo ma cresce il riso tondo
Il comparto del riso italiano si prepara alla campagna 2026/27 con una superficie coltivata leggermente inferiore rispetto all’anno precedente. Secondo l’aggiornamento del sondaggio pubblicato da Ente Risi, realizzato sulla base di 2.937 risposte rappresentative del 79% della superficie coltivata nel 2025, la superficie complessiva dovrebbe attestarsi a 233.500 ettari, con un calo dello 0,5% rispetto al 2025. Il dato risulta inoltre in lieve diminuzione rispetto alla precedente rilevazione di febbraio, con una variazione negativa dello 0,2%.
Coltivazioni di riso: diminuiscono lungo A e lungo B, cresce il tondo
L’evoluzione delle superfici evidenzia una modifica nelle scelte produttive degli agricoltori italiani. Il gruppo Lungo A e Medio scende a 116.100 ettari, con una riduzione dell’11,8% rispetto al 2025 e del 2,1% rispetto al sondaggio di febbraio.
Nel dettaglio:
- Lungo A: 109.230 ettari, in calo del 7,9% rispetto al 2025
- Medio: 6.870 ettari, in diminuzione del 47,5% rispetto al 2025
Anche il Lungo B registra una contrazione, con 39.850 ettari, pari a un calo del 13,9% su base annua, anche se il dato cresce del 4,6% rispetto alla rilevazione di febbraio. In controtendenza il riso tondo, che raggiunge 77.550 ettari, segnando un aumento del 36,5% rispetto al 2025 e dello 0,3% rispetto al sondaggio precedente.
Riso Lungo A: comprende varietà con chicco lungo e affusolato, ma con una maggiore tendenza a mantenere una certa consistenza dopo la cottura. È il gruppo più utilizzato per molti risi italiani destinati al consumo quotidiano, come Arborio, Carnaroli, Baldo e Roma, particolarmente apprezzati per risotti grazie alla capacità di assorbire i condimenti mantenendo il chicco consistente.
Riso Lungo B: comprende varietà con chicco molto lungo e sottile, spesso associate ai risi di tipo parboiled o destinati a preparazioni in cui il chicco deve rimanere più separato dopo la cottura. Sono diffusi anche nei mercati internazionali e in alcune tipologie di consumo come contorni e piatti etnici.
Previsioni Areté sul riso italiano: atteso un calo più marcato delle superfici
L’aggiornamento di Ente Risi conferma la direzione già anticipata dalle analisi di Areté. Le proiezioni elaborate dalla società prevedono tuttavia per il 2026 una riduzione delle superfici più ampia, pari al -1,6%, rispetto al calo stimato da Ente Risi. Il mercato del riso italiano appare quindi caratterizzato da una revisione degli orientamenti produttivi, con una maggiore presenza delle varietà tonde e una riduzione delle superfici destinate ad alcuni segmenti del riso lungo.
Mercati agricoli tra disponibilità e incertezza climatica
I dati di luglio mostrano due mercati agricoli accomunati da un elemento centrale: l’equilibrio resta fragile e dipende sempre più dall’interazione tra domanda, disponibilità produttive e fattori climatici. Nel caso dell’olio di palma, l’aumento delle scorte offre un sostegno alla stabilità dei prezzi nel breve periodo, ma l’eventuale intensificazione di El Niño rappresenta il principale elemento di rischio per i prossimi mesi. Per il riso italiano, invece, il lieve calo delle superfici non indica una riduzione generalizzata del comparto, ma una trasformazione delle scelte colturali, con una redistribuzione verso segmenti ritenuti più competitivi dal mercato.

