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Robot in cucina? Come aiuto, ma non sarà chef

La categoria dello chef non è a rischio se sa cogliere le opportunità offerte dai processi formativi sapendo cogliere competenze sempre più accurate e aggiornate con estro creativo e abilità

di Renato Andreolassi
 
07 ottobre 2023 | 09:52

Robot in cucina? Come aiuto, ma non sarà chef

La categoria dello chef non è a rischio se sa cogliere le opportunità offerte dai processi formativi sapendo cogliere competenze sempre più accurate e aggiornate con estro creativo e abilità

di Renato Andreolassi
07 ottobre 2023 | 09:52
 

Titolo affascinante per un convegno tutt'altro che semplice: “Intelligenza artificiale, intelligenza nelle mani”. Cast Alimenti ha chiamato a raccolta a Brescia alcuni fra i maggiori esperti del settore per parlare della formazione delle professioni gastronomiche, alle prese con un futuro che è già qui, oggi. Anche in cucina! Gli esperti sono stati tutti, comunque, concordi: il robot - per quanto evoluto e performante sia - non sostituirà mai fino in fondo il cuoco o lo chef o, meglio, l'intelligenza nelle mani, non delle mani.

Robot in cucina? Come aiuto, ma non sarà chef

Il robot - per quanto evoluto e performante sia - non sostituirà mai fino in fondo il cuoco

I robot al fianco degli chef, ma non li sostituiranno

«Potrà affiancarlo - ha rimarcato Lucio Pascarelli, un vero guru del settore con esperienza nazionale e internazionale all'Onu e in organizzazioni governative e non governative - ma mai, sostituirlo. Sarà fianco a fianco di donne e uomini magari per ricordare una ricetta, un particolare ingrediente, la lista della spesa, un appuntamento, ma mai a sostituirsi ai 90 miliardi di neuroni umani, anche se GPT-4 ne possiede (artificiali) ben 280 miliardi. Non credo che l'intelligenza di skynet supererà il nostro saper fare in cucina, anche quelle all'avanguardia. Non bisogna aver paura dei neuroni simulati».

Rispondendo alle sollecitazioni del direttore di Cast Alimenti Vittorio Santoro e del moderatore Dario Mariotti, Pascarelli è stato chiaro: «La categoria dello chef o del cuoco tradizionale e non è a rischio se sa cogliere le opportunità offerte dai processi formativi sapendo cogliere competenze sempre più accurate e aggiornate con estro creativo e abilità. Ci saranno problemi - e meno posti di lavoro - invece, per coloro che lavorano nelle cucine industriali. L'intelligenza artificiale può attrarre clienti e aiutare a gestire l'organizzazione interna, ma mai superare l'invettiva di un bravo cuoco, la famosa intelligenza nelle mani che nasce dall'esperienza e dalla fantasia».

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Nell'arco di pochi anni l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro sociale sarà in qualche modo rivoluzionario: il 40% dei colletti bianchi rischia di perdere il posto. Anche se vale sempre il motto latino: “cogito ergo sum”: penso, dunque sono... il saper fare con piacere, umiltà e pazienza è imbattibile. Da qualsiasi Metaverso

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