È Leticia Landa ad aggiudicarsi il Basque Culinary World Prize 2025, il riconoscimento internazionale assegnato a San Sebastián che celebra chef, attivisti e professionisti capaci di usare la gastronomia per generare un impatto concreto nella società. A lei il premio da 100mila euro, destinato ogni anno a sostenere progetti che migliorano la vita delle comunità attraverso il cibo. Nato dieci anni fa per iniziativa del Basque Culinary Center e del governo basco, il premio ha contribuito a spostare l’attenzione dalla creatività del piatto alla responsabilità sociale di chi lavora nell’alimentazione.

Leticia Landa, vincitrice del Basque Culinary World Prize 2025
Landa, direttrice de La Cocina, l’incubatore di San Francisco che sostiene donne migranti e a basso reddito, rappresenta al meglio questa visione. Il suo lavoro non parla solo di empowerment, ma di opportunità reali: cucine condivise in affitto, affiancamento continuo, mercati rionali in cui testare i primi prodotti, contabilità fatta la sera tardi e un accompagnamento costante che ha permesso a molte imprenditrici di creare un’attività stabile. Il dato più significativo è che molte delle aziende nate all’interno del programma sono ancora attive dopo anni, segno di un impatto profondo e duraturo.
Un decennale raccontato dalle sue voci
Il decennale del premio riunisce - nella giornata di mercoledì 19 novembre - a San Sebastián molti dei protagonisti delle passate edizioni, componendo un quadro che mostra come la gastronomia abbia assunto forme e funzioni diverse in contesti lontani tra loro. Tra i presenti, Maria Fernanda Di Giacobbe, che attorno al cacao criollo venezuelano sviluppa scuole, laboratori e percorsi formativi capaci di trasformare un prodotto agricolo in un motore di autonomia economica e identità culturale. Accanto a lei, Fatmata Binta, che con Dine on a Mat riporta al centro la tradizione culinaria dei Fulani: la condivisione del pasto su una stuoia diventa un gesto che sostiene le comunità rurali e apre spazi professionali per le donne dell’Africa occidentale.

Il Basque Culinary Center di San Sebastián
Dalla Turchia sud-orientale, l’esperienza di Ebru Baybara Demir, che con From Soil to Plate intreccia agricoltura rigenerativa, inclusione femminile e intervento comunitario. Il suo progetto assume un ruolo ancora più significativo nei territori colpiti dai terremoti, dove la cucina diventa un mezzo per ricostruire legami e rimettere in moto un’economia fragile. Il tema ambientale trova spazio nel lavoro di Anthony Myint e di Zero Foodprint, che porta la sostenibilità gastronomica direttamente nel terreno, coinvolgendo ristoranti e agricoltori nella rigenerazione del suolo. Dalla Colombia, Leonor Espinosa continua a esplorare territori remoti attraverso Funleo, valorizzando saperi ancestrali e traducendoli in opportunità reali per le comunità indigene. A chiudere il quadro dei presenti, Andrés Torres, che con Global Humanitaria rimette al centro il rapporto tra alimentazione, salute e infanzia. Nelle zone più vulnerabili, l’educazione alimentare diventa per lui un elemento essenziale per garantire continuità, protezione e crescita.
All’appello, purtroppo, mancano José Andrés, impegnato altrove, e Jock Zonfrillo, ricordato per la sua recente (e prematura) scomparsa nel 2023.
La direzione che il premio indica alla gastronomia
A dieci anni dalla sua nascita, il Basque Culinary World Prize mostra così un panorama fatto di pratiche, territori e responsabilità che vanno ben oltre la cucina. E nell’incrocio di queste esperienze emerge un’idea semplice ma decisiva: la gastronomia è un luogo dove si producono relazioni e possibilità, non solo piatti. In questo senso, la vittoria di Leticia Landa non è soltanto un riconoscimento individuale, ma il segnale di una direzione ormai chiara: quando la cucina entra nelle comunità, le comunità cambiano davvero.