Il Campionato del mondo del panettone 2025 della Fipgc (Federazione italiana pasticceria, gelateria e cioccolateria) ha chiuso i battenti a Napoli dopo una tre giorni intensa, che ha messo alla prova tecnica, sensibilità e visione dei migliori maestri pasticcieri italiani e internazionali. La Mostra d’oltremare, all’interno di Gustus, si è trasformata in un laboratorio pulsante di lievitati: 50 panettoni finalisti, fra classici, versioni innovative, proposte salate e pandori, hanno animato una competizione che ogni anno cresce per qualità e ambizione. In questo contesto, è stato Vincenzo Guiderdone, da Ardea, nel Lazio, ad aggiudicarsi il titolo di Miglior panettone classico, aprendo la strada a un’edizione molto equilibrata, capace di mostrare quanto il grande lievitato riesca ancora a sorprendere quando viene trattato con cura e studio.

Fipgc: il podio del panettone classico
Il panettone classico e la solidità della tradizione
Per capire la portata di questa vittoria bisogna partire dalla categoria più attesa, quella del panettone tradizionale, regolata dal disciplinare italiano del 2005. La versione di Guiderdone si è distinta per una struttura che ha convinto all’unanimità la giuria: un’alveolatura ben sviluppata in verticale, segno di una lievitazione condotta con attenzione, e un profilo aromatico giocato su limone e vaniglia, dosati con equilibrio. Nel taglio il panettone ha rivelato canditi di ottima qualità, distribuiti senza eccessi e senza vuoti, a conferma di un impasto stabile e ben gestito. A completare il podio, Michele Pirro da San Marco in Lamis, in Puglia, e Roberto Moreschi da Chiavenna, in Lombardia. Questa, quindi, la classifica finale:
- Vincenzo Guiderdone - Ardea (Rm), Lazio
- Michele Pirro - San Marco in Lamis (Fg), Puglia
- Roberto Moreschi - Chiavenna (So), Lombardia
Il panettone innovativo e lo spazio della creatività
Accanto alla dimensione più ortodossa del lievitato, il Campionato ha dedicato ampio spazio alla categoria dedicata alla sperimentazione. Il panettone innovativo è diventato negli anni una vetrina che permette ai pasticcieri di spingersi oltre le consuetudini, cercando nuove combinazioni che restino comunque leggibili. In questo scenario si è imposto Francesco Ricci, da Sezze Scalo, in provincia di Latina, con un panettone costruito attorno a un impasto arricchito da mosto fermentato pastorizzato e miele di visciole, completato da una ganache al fondente profumata alla cannella. Un lievitato che ha colpito per l’equilibrio complessivo e per la capacità di tenere insieme intensità aromatica e pulizia al palato.

Fipgc: il podio del panettone innovativo
Sul podio sono saliti anche Manuel Spina da Catania e Cinzia Falleri da Massarosa, a testimonianza di una categoria in cui si incontrano letture molto diverse, spesso legate ai prodotti dei territori di provenienza. Di seguito, la graduatoria:
- Francesco Ricci - Sezze Scalo (Lt), Lazio
- Manuel Spina - Catania, Sicilia
- Cinzia Falleri - Massarosa (Lu), Toscana
Il panettone salato e i nuovi orizzonti gastronomici
Il percorso della giuria è poi proseguito attraverso la categoria più giovane, ma forse la più curiosa, quella del panettone salato. Una sezione che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione sia dei professionisti sia della ristorazione, perché apre scenari d’uso che vanno oltre la pasticceria tradizionale e sconfinano nei menu dei ristoranti, negli aperitivi, nei buffet.

Fipgc: il podio del panettone salato
Il primo posto è andato ad Antonio Chiumiento, da Eboli, che ha presentato un lievitato costruito su formaggio, cipolla caramellata, verdure e salumi, lavorato con un impasto capace di sostenere e armonizzare una struttura più ricca rispetto ai panettoni dolci. A seguire, Simona Gosta da Piedimonte Matese e Francesco De Pasquale da Bari, con interpretazioni differenti ma entrambe orientate a mostrare come il formato del panettone possa dialogare con ingredienti di cucina senza perdere identità. Questa la classifica:
- Antonio Chiumiento - Eboli (Sa), Campania
- Simona Gosta - Piedimonte Matese (Ce), Campania
- Francesco De Pasquale - Bari, Puglia
Il pandoro e la precisione della tecnica
Il capitolo finale della competizione è stato dedicato al pandoro, che continua a rappresentare una prova tecnica di grande precisione. Qui il titolo mondiale è andato a Daniele Mascia, da Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola. La giuria ha apprezzato la forma regolare, la scorza sottile e dorata, la morbidezza dell’impasto e quel profumo di burro che, quando è ben calibrato, racconta più di tante parole la qualità della lavorazione.

Fipgc: il podio del pandoro
Alle sue spalle, ancora Antonio Chiumiento, che affianca al successo nel salato un secondo posto in una categoria distinta per richieste tecniche e tempi di lavorazione, mentre il terzo gradino è andato a Roberto Moreschi, già sul podio dei panettoni classici. La graduatoria del pandoro è stata:
- Daniele Mascia - Omegna (VB), Piemonte
- Antonio Chiumiento - Eboli (SA), Campania
- Roberto Moreschi - Chiavenna (SO), Lombardia