Con l’apertura del nuovo anno, gennaio diventa subito un mese chiave per bar, ristoranti e hotel sul fronte fiscale. Le prime scadenze del 2026 concentrano infatti liquidazioni, ritenute e contributi riferiti a dicembre, insieme agli adempimenti che segnano l’avvio operativo dell’anno appena iniziato. Un passaggio delicato, in cui chiudere correttamente il 2025 e impostare senza errori i primi obblighi del nuovo esercizio.

Gennaio 2026, scadenze fiscali: la guida completa per bar, ristoranti e hotel
Bar, ristoranti e hotel: le scadenze fiscali di gennaio
Giovedì 15 gennaio: assistenza fiscale ai dipendenti
Il primo appuntamento del 2026 riguarda il modello 730/2026. Entro il 15 gennaio, i datori di lavoro devono comunicare a dipendenti e collaboratori l’eventuale decisione di prestare assistenza fiscale diretta per la nuova campagna dichiarativa.
Venerdì 16 gennaio: liquidazioni, ritenute e contributi
Il giorno successivo, il 16 gennaio, si entra nel vivo con una serie di versamenti che coinvolgono praticamente tutte le imprese del comparto. In primis, la liquidazione Iva di dicembre 2025, con il relativo versamento dell’imposta dovuta, tenendo conto dell’eventuale acconto già versato o dovuto a fine anno. Sul fronte Irpef, scadono i versamenti delle ritenute operate a dicembre 2025 su redditi di lavoro dipendente e assimilati, inclusi i collaboratori coordinati e continuativi (codice tributo 1001), e su redditi di lavoro autonomo (codice 1040). Sempre entro la stessa data vanno versate le ritenute del 26% sui dividendi corrisposti nel quarto trimestre 2025, sia per partecipazioni non qualificate sia per partecipazioni qualificate legate a utili prodotti fino al 2017 o dal 2018 in poi.
Restano poi gli obblighi a carico dei condomini, che devono versare le ritenute del 4% operate a dicembre per prestazioni da contratti di appalto o d’opera, e quelli relativi alle locazioni brevi, con il versamento della ritenuta del 21% da parte di intermediari immobiliari e portali telematici (codice 1919). Completano il quadro Irpef le altre ritenute alla fonte operate nel mese di dicembre, che riguardano provvigioni per rapporti di commissione, agenzia, mediazione e rappresentanza, compensi per l’utilizzo di marchi e opere dell’ingegno, nonché contratti di associazione in partecipazione ancora in essere dopo il D.Lgs. 81/2015, con codici tributo differenziati in base alla natura dell’apporto.
Dal lato previdenziale, il 16 gennaio è anche il termine per il versamento dei contributi Inps dei dipendenti, riferiti alle retribuzioni di dicembre 2025. Scadenza analoga per la gestione separata Inps, con il versamento dei contributi - dal 24% al 33,72% - sui compensi corrisposti a incaricati alla vendita a domicilio e lavoratori autonomi occasionali che superano i 5.000 euro, oltre ai contributi dovuti dagli associanti per gli associati in partecipazione con apporto di lavoro. Per i soggetti non iscritti ad altre gestioni obbligatorie e senza partita Iva, l’aliquota sale al 35,03%. Sempre entro metà mese devono essere versati anche i contributi previdenziali agricoli, con la quarta rata 2025 dovuta da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Chiude il 16 gennaio la scadenza per gli autotrasportatori, che hanno tempo fino a questa data per presentare, tramite Pec, la domanda di prenotazione del contributo relativo agli investimenti 2025 destinati al rinnovo del parco veicoli.
Lunedì 26 gennaio: elenchi Intrastat
Il 26 gennaio è dedicato agli scambi intracomunitari. Entro questa data devono essere presentati, in via telematica, gli elenchi Intrastat relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate a dicembre 2025 dai soggetti mensili e all’intero quarto trimestre 2025 dai soggetti trimestrali.
Sabato 31 gennaio: dichiarazioni, conservazione digitale e contributi
Il mese si chiude - il 31 gennaio - con un pacchetto di adempimenti che segnano definitivamente il passaggio al nuovo anno. Entro il 31 gennaio va trasmessa la dichiarazione Iva Oss del quarto trimestre 2025 per le vendite a distanza e i servizi resi a consumatori finali Ue, così come la dichiarazione Iva Ioss di dicembre 2025 per le vendite a distanza di beni importati con valore non superiore a 150 euro. Scadenza anche per la comunicazione trimestrale del regime di franchigia Iva Ue, che riguarda i soggetti aderenti al regime transfrontaliero, chiamati a dichiarare le operazioni effettuate in Italia e negli altri Stati membri nel quarto trimestre 2025.
Sempre entro fine mese devono essere rispettati gli obblighi di conservazione digitale: registri contabili, fatture elettroniche e dichiarazioni fiscali relative al 2024 devono essere conservati secondo le modalità previste dal Dm 17 giugno 2014. In alternativa alla conservazione, i registri possono essere stampati solo su richiesta dell’Amministrazione finanziaria in sede di controllo. Chiude il calendario il versamento del contributo annuale per i revisori legali, pari a 57 euro, da effettuare tramite bollettino, bonifico o piattaforma PagoPa.
Studio Perrucchini Ronzoni & Partners
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