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venerdì 13 marzo 2026  | aggiornato alle 14:58 | 117971 articoli pubblicati

Le Olimpiadi si chiudono con una cena di Peter Brunel al Palazzo di Regione Lombardia

Si è concluso con la cena firmata da Peter Brunel il ciclo delle “Cene in quota” al Belvedere di Palazzo Lombardia. La serata finale ha visto protagonisti anche Tino Vettorello e la pastry chef Loretta Fanella, chiudendo il progetto dedicato alla promozione dell’eccellenza gastronomica italiana in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

13 marzo 2026 | 10:32
Le Olimpiadi si chiudono con una cena di Peter Brunel al Palazzo della Regione
Le Olimpiadi si chiudono con una cena di Peter Brunel al Palazzo della Regione

Le Olimpiadi si chiudono con una cena di Peter Brunel al Palazzo di Regione Lombardia

Si è concluso con la cena firmata da Peter Brunel il ciclo delle “Cene in quota” al Belvedere di Palazzo Lombardia. La serata finale ha visto protagonisti anche Tino Vettorello e la pastry chef Loretta Fanella, chiudendo il progetto dedicato alla promozione dell’eccellenza gastronomica italiana in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

13 marzo 2026 | 10:32
 

Si è chiuso il ciclo di sei serate delle “Cene in quota”, ospitate al Belvedere di Palazzo Lombardia, al 39° piano della sede della Regione a Milano. Un progetto nato per raccontare al pubblico internazionale le eccellenze italiane durante il periodo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. L’iniziativa ha portato nel capoluogo lombardo alcuni tra i più  importanti cuochi italiani come Andrea Leali di Casa Leali (Puegnago del Garda, Bs), Francesco Sodano del ristorante Famiglia Rana (Oppeano, Vr), Antonino Cannavacciuolo di Villa Crespi (Orta San Giulio, No), Mariano Guardianelli di Abocar Due Cucine (Rimini), Roberto Proto del ristorante Il Saraceno (Cavernago, Bg) e, per la serata conclusiva, Peter Brunel dell’omonimo ristorante Peter Brunel (Arco, Tn).

Peter Brunel spiega il menu
Peter Brunel spiega il menu

Cene in Quota: l'eccellenza della cucina italiana durante le  Olimpiadi

A raccontarne la genesi è Letizia Fontanelli, founder di Idea Integrale, promotrice del progetto. «L'idea è nata nel momento in cui Milano si preparava a ospitare le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano-Cortina, di cui all’epoca nessuno conosceva gli esiti. L’idea era creare un’iniziativa capace di raccontare qualcosa di esclusivo, in grado di rappresentare al mondo le grandi eccellenze italiane: e cosa meglio della cucina poteva farlo?» Il progetto ha trovato subito il sostegno di Regione Lombardia. «Abbiamo voluto portare l’eccellenza “in alto”, utilizzando il Belvedere di Palazzo Lombardia, una delle terrazze più alte e suggestive di Milano, un collegamento con l'alta quota delle montagne dove si sono svolte le gare».

Antonino Assenzo e Letizia Fontanelli
Antonino Assenzo e Letizia Fontanelli

Il legame con lo spirito olimpico è evidente. «Le Olimpiadi portano con sé valori di condivisione, ma anche di performance. E la performance richiama l’eccellenza. Per questo abbiamo voluto portare l’eccellenza in tavola. Durante queste sei cene abbiamo capito che non si trattava solo di gastronomia: è stato un percorso culturale, che ha rafforzato la consapevolezza di quanto il nostro Paese sia apprezzato nel mondo».

La sfida organizzativa delle sei serate

Della parte operativa si è occupato Antonino Assenzo, Ceo di Flour Power. «All’inizio pensavamo che la cosa più difficile sarebbe stata convincere gli chef a lasciare le loro cucine per venire a cucinare in uno spazio completamente nuovo. Abbiamo inviato una ventina di inviti pensando di trovare sei disponibilità. In realtà hanno risposto positivamente tutti». La difficoltà è diventata quindi selezionare gli chef capaci di rappresentare diverse anime della cucina italiana. «Abbiamo voluto raccontare più stili: l’ospitalità familiare di Roberto Proto, la notorietà internazionale di Antonino Cannavacciuolo e giovani talenti come Francesco Sodano».

Peter Brunel con la brigata che ha contribuito alla preparazione del menu
Peter Brunel con la brigata che ha contribuito alla preparazione del menu

Una serie di cene da ripetere

Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo, tutte le cene hanno fatto il tutto esaurito. «Già dalla prima serata molti ospiti ci chiedevano se potevano tornare alle successive. E ancora, durante l’ultima cena, la domanda più frequente è stata: “Quando ne fate un’altra?”». Gli organizzatori si lasciano sfuggire che il progetto potrebbe avere nuove evoluzioni, partendo dalla Milano Design Week, quando Piazza Città di Lombardia diventerà uno degli hub principali dedicati al design. «Questo progetto si conclude, ma allo stesso tempo può essere l’inizio di qualcosa di nuovo».

Peter Brunel e Loretta Fanella
Peter Brunel e Loretta Fanella

Il gran finale: la cena firmata da Peter Brunel

Un’ultima cena ricca di sorprese quella firmata da Peter Brunel, a partire dalla presenza dello chef Tino Vettorello ad affiancare la preparazione del menu, noto per essere il cuoco dei vip alla Venice Film Festival. Un secondo fuori programma è stata la carta del menu diversa da quella di tutele cene precedenti e presentata in una forma artistica: una composizione di 66 pezzi realizzata e autografata dall’illustratore Fabio Vettori, creata appositamente per la serata.

La carta del menu realizzata e autografata dall’illustratore Fabio Vettori
La carta del menu realizzata e autografata dall’illustratore Fabio Vettori

Il menu della serata

In attesa della cena vera e propria il calice di benvenuto  è stato accompagnato da finger food: Macaron al Trentingrana e tartufo e Polenta soffiata con maionese all’aceto di vino. Come antipasto la razza Rendena, servita in battuta al coltello finissima resa morbida dalla macerazione con rapa rossa e accompagnata da un particolare peperoncino trentino e una polvere di olio d’oliva. Il piatto forte è stato il risotto con rafano, mela e Parmigiano Reggiano 200 mesi, con un foglio di gelatina al Vino Santo Trentino abbinato al tè pu-erh Bosco Urbano di Ferri 1905, una miscela con cannella, pepe, chiodi di garofano, zenzero e cardamomo. Il secondo, servito direttamente in sala, era agnello marinato al fieno e acqua di mare, accompagnato da olio alla paprika dolce affumicata, aglio orsino, sedano rapa e spugnole.

A chiudere la cena è stato il dessert firmato dalla pastry chef Loretta Fanella, una maestra della pasticceria a livello internazionale conosciuta come “la pasticcera delle stelle”, nel suo percorso ha lavorato da  Cracco, da Ferran e Albert Adria` e all’Enoteca Pinchiorri. La sua mousse al cocco e cioccolato bianco con conserva di lamponi dal tocco raffinato ha giocato sui toni del bianco che ricordano la neve e l’inverno (c’era anche un simpatico pupazzo di neve!): la dolcezza delicata della mousse al cocco e cioccolato bianco veniva sferzata dalla nota acida e vivace della conserva di lamponi nascosta alla base.

Il design delle posate Bugatti 

La serata è stata sponsorizzata anche da Casa Bugatti, azienda di Lumezzane (Bs) specializzata in posate, piccoli elettrodomestici e accessori per la tavola, che ha presentato il nuovo cucchiaio-forchetta, oggetto pensato per unire funzionalità e ricerca estetica, oltre che usarlo per mangiare il risotto, tutti gli ospiti hanno portato a casa il proprio cucchiaio.

Il nuovo cucchiaio-forchetta di Casa Bugatti
Il nuovo cucchiaio-forchetta di Casa Bugatti

Le Cene in Quota a Casa Lombardia 2026

Le serate stellate al Belvedere hanno fatto parte del programma di Oasi Life Experience – Casa Lombardia 2026, lo spazio allestito in Piazza Città di Lombardia, la più grande piazza coperta d’Europa. Qui hanno trovato spazio eventi, incontri e iniziative dedicate a sport, cultura, design e food & beverage, pensati per accompagnare il percorso verso e durante le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e per raccontare il made in Italy ai visitatori internazionali.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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