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sabato 11 aprile 2026  | aggiornato alle 18:19 | 118583 articoli pubblicati

Furto di immagini in pasticceria: il caso Oss Emer e il valore (sottovalutato) del lavoro creativo

Nel mondo della pasticceria contemporanea cresce il peso della comunicazione visiva, ma anche i rischi legati all’uso improprio delle immagini. Il pasticcere e docente Loris Oss Emer denuncia l’utilizzo senza autorizzazione delle foto dei suoi dessert per promuovere attività altrui, richiamando l’attenzione sul valore del lavoro creativo e sull’importanza del rispetto professionale

di Annalisa Dolzan
Plant-based pastry chef, coach & food teller
11 aprile 2026 | 15:46
Furto di immagini in pasticceria: il caso Oss Emer e il valore (sottovalutato) del lavoro creativo
Furto di immagini in pasticceria: il caso Oss Emer e il valore (sottovalutato) del lavoro creativo

Furto di immagini in pasticceria: il caso Oss Emer e il valore (sottovalutato) del lavoro creativo

Nel mondo della pasticceria contemporanea cresce il peso della comunicazione visiva, ma anche i rischi legati all’uso improprio delle immagini. Il pasticcere e docente Loris Oss Emer denuncia l’utilizzo senza autorizzazione delle foto dei suoi dessert per promuovere attività altrui, richiamando l’attenzione sul valore del lavoro creativo e sull’importanza del rispetto professionale

di Annalisa Dolzan
Plant-based pastry chef, coach & food teller
11 aprile 2026 | 15:46
 

Nel mondo della pasticceria contemporanea, l’immagine è diventata centrale: racconta identità, tecnica, stile. Ma quando il suo valore cresce più velocemente della consapevolezza che la accompagna, emergono distorsioni evidenti. È quanto accaduto a Loris Oss Emer, pasticcere e docente trentino con un ampio seguito in tutta Italia, tra corsi online e in presenza. Alcune fotografie professionali dei suoi dessert sono state utilizzate senza autorizzazione per promuovere attività e percorsi formativi altrui. 

Loris Oss Emer, pasticcere e docente trentino
Loris Oss Emer, pasticcere e docente trentino

«Sono immagini professionali dei miei dessert, utilizzate per promuovere attività che non hanno nulla a che fare con me», spiega. «È sleale e per nulla professionale dover ricorrere a immagini di altri per pubblicizzarsi. È soprattutto una questione di etica e di rispetto».

Un problema culturale, prima ancora che legale

Il punto, però, non è solo il singolo episodio. «Credo che nel nostro settore sia ancora poco compreso che un’immagine è a tutti gli effetti un lavoro, non un contenuto libero da usare», sottolinea il pasticcere. «Dietro una foto ci sono competenze, tempo e investimenti, esattamente come per una ricetta». In un contesto in cui la comunicazione visiva domina, il rischio è quello di banalizzare ciò che, in realtà, rappresenta una parte sostanziale del lavoro professionale.

Cosa dice la legge in merito

La legge italia in questo senso è chiara. Alessandro Klun (collaboratore di Italia a Tavola, autore del libro "A cena con diritto ed esperto di questioni legali relative al mondo della ristorazione e dell'accoglienza) ci spiega cosa accade in questi casi: «Le fotografie sono opere protette automaticamente dalla Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941). Il fotografo (o chi ne detiene i diritti) ha diritto esclusivo di utilizzo, riproduzione e diffusione. Nessuno può usarle senza autorizzazione, soprattutto per scopi commerciali. Questo vale anche per immagini trovate online: non sono “libere” solo perché pubbliche. Quindi: usare le foto altrui per promuovere corsi o attività è, in linea generale, una violazione del copyright».

Alessandro Klun, esperto di diritto in cucina e nell'accoglienza
Alessandro Klun, esperto di diritto in cucina e nell'accoglienza

«Non solo - continua Klun - se poi le immagini vengono usate per pubblicità/marketing ci può essere violazione dei diritti patrimoniali (guadagno senza autorizzazione) con possibile richiesta di risarcimento danni, compenso per utilizzo indebito, rimozione immediata dei contenuti. Nel caso specifico poi, se i dessert sono creazioni originali legate all’attività/brand, l’uso delle immagini può integrare anche concorrenza sleale ai sensi dell'art. 2598 c.c.». 

Social e reputazione: la vetrina globale

Oggi il primo contatto tra professionista e cliente avviene spesso online. «Avere un profilo social dove si pubblicano i propri lavori significa avere una vetrina sul mondo», osserva Oss Emer. «Proprio per questo, usare immagini non proprie non è solo scorretto, ma svilisce il valore del lavoro e della professionalità».

Castagne incontrano cioccolato, di Loris Oss Emer
Castagne incontrano cioccolato, di Loris Oss Emer

Le immagini diventano così un vero biglietto da visita: «Attraverso le immagini si comunica tutto: identità, metodo, attenzione al dettaglio. Devono essere autentiche e coerenti con ciò che si realizza davvero».

Il rischio: estetica senza sostanza

La centralità dell’immagine ha cambiato anche il lavoro quotidiano. Un’evoluzione inevitabile, che richiede equilibrio: «Un dessert contemporaneo deve essere bello, tecnicamente corretto e soprattutto buono. Oggi non si pensa solo al gusto e alla struttura, ma anche a come il prodotto apparirà in foto: l’estetica attira, la tecnica garantisce equilibrio e replicabilità, ma il gusto resta il vero obiettivo finale», spiega Loris. «Questo influenza forme, finiture, colori, pulizia: tutto deve essere più preciso e curato».

Pasticceria Mignon di Oss Emer: oggi si pensa anche a come apparirà un dolce in foto, non solo al gusto
Pasticceria Mignon di Oss Emer: oggi si pensa anche a come apparirà un dolce in foto, non solo al gusto

Dalle radici alla visione contemporanea

Il suo percorso aiuta a capire questo equilibrio. Loris Oss Emer è cresciuto in una famiglia con laboratorio di pasticceria, «con il naso impolverato di zucchero a velo», lavorando fin da giovane tra impasti e banchi di lavoro. Dopo i primi anni all’istituto alberghiero, il desiderio di comprendere sempre più a fondo anche la fisica e la chimica della pasticceria. Da lì un percorso di corsi, studio e approfondimento continuo, fino alla scelta, nel 2006, di dedicarsi all’insegnamento.

La classica torta al limone secondo Loris Oss Emer
La classica torta al limone secondo Loris Oss Emer

«La pasticceria tradizionale fa parte di me ed è il mio punto di riferimento», racconta Loris. «Quando lavoro su ricette storiche cerco di rispettarle, senza stravolgerle». L’innovazione, in questa visione, è misurata: «L’equilibrio sta nel migliorare ciò che serve: meno zuccheri, texture più leggere».  E tra i dolci classici, per lui «La millefoglie è uno dei più intriganti in assoluto. Apparentemente semplice, ma in realtà complesso sotto ogni aspetto».

Più tecnologia, più responsabilità

Il cambiamento è evidente anche negli strumenti. «All’inizio c’erano banchi di legno, niente termometri o bilance digitali», ricorda. «Oggi abbiamo strumenti come rifrattometri, pHmetri, abbattitori. La pasticceria è diventata molto più tecnica e precisa». Una trasformazione che richiede maggiore consapevolezza, non meno.

Formazione e nuove generazioni

Nel lavoro di docente emerge un quadro chiaro. «Vedo una grande voglia di fare e di imparare», dice. «Ma anche una certa paura di esporsi, di sbagliare». Una dinamica legata anche ai social: «Il confronto continuo può bloccare. Per questo cerco di trasmettere un concetto semplice: la pasticceria deve essere prima di tutto gioia e divertimento».

Loris Oss Emer in una delle sue lezioni
Loris Oss Emer in una delle sue lezioni

È lo stesso approccio con cui guida la sua piattaforma Pianeta Dessert: «Condividere conoscenza e aiutare le persone a costruire un percorso solido». Accanto all’attività didattica, Loris ha anche pubblicato diversi manuali di pasticceria.

La questione centrale: il rispetto

Il caso delle immagini utilizzate senza autorizzazione resta emblematico. «Non è solo un problema legale», conclude Loris Oss Emer. «È una questione di rispetto. Per il proprio lavoro e per quello degli altri».

Quando il melone diventa protagonista, Sweet hot sun di Loris Oss Emer
Quando il melone diventa protagonista, Sweet hot sun di Loris Oss Emer

In un settore sempre più visivo, il punto non è ridurre il peso dell’immagine, ma riconoscerne il valore reale. Solo così estetica e sostanza possono continuare a crescere insieme, senza perdere credibilità.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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