A Manduria (Ta) ha preso forma la prima edizione del Forum della Cucina Italiana, un’iniziativa ideata da Bruno Vespa insieme all’Agenzia ICE e organizzata da Comin & Partners. Due giornate pensate per mettere a confronto istituzioni, imprese e protagonisti dell’agroalimentare su uno dei temi più identitari del Paese: la cucina italiana, oggi riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Tra i momenti chiave, la cena di Massimiliano Alajmo e la pizza di Gino Sorbillo che ha lanciato l'idea di creare un marchio "Pizza Italia" per combattere il fenomeno dell'italian sounding.

Masseria Li Reni ha ospitato il Forum della Cucina Italiana
Difesa del made in Italy al centro del confronto
Per l’occasione, la Masseria Li Reni si è trasformata in uno spazio di dialogo e riflessione. Qui si sono intrecciati interventi dedicati alle prospettive del settore, tra tutela del made in Italy, sostenibilità e scenari internazionali, con momenti più legati all’esperienza diretta del gusto. L’obiettivo, condiviso dai partecipanti, è stato quello di tenere insieme visione strategica e valorizzazione concreta delle filiere, raccontando la cucina italiana non solo come tradizione, ma come sistema economico e culturale.

Gino Sorbillo con i suoi ragazzi al Forum della Cucina Italiana
In questo senso, secondo Sorbillo «occorrerebbe un passaporto delle materie prime per validare in Italia come all’estero quella manualità del pizzaiolo napoletano», come riporta Scatti di Gusto. «Rischiamo - ha aggiunto - un effetto paradossale di Italian sounding in cui diamo per pizza napoletana o italiana una pizza prodotta a partire da materie prime che non sono nazionali. E la stessa situazione potrebbe riproporsi con la Cucina Italiana. Il trascinamento offerto dal riconoscimento Unesco non deve far dimenticare che un piatto di cucina italiana deve avere prodotti italiani. Altrimenti autorizziamo l'utilizzo dell'italian sounding: parmesan al posto del parmigiano reggiano, cheese al posto del fiordilatte, farine tedesche al posto di quelle italiane, olio qualsiasi al posto dei nostri extravergine».

La cena di gala del Forum della Cucina Italiana
La cena di gala firmata Massimiliano Alajmo
Tra i momenti centrali, la cena di gala di domenica 29 marzo, affidata allo chef Massimiliano Alajmo, tre stelle Michelin dal 2003. Il percorso gastronomico ha preso avvio con il «Cappuccino Murrina», crema di patate e pescato di stagione, ispirata ai colori dei vetri veneziani.

Alajmo: Cappuccino Murrina
A seguire, un risotto allo zafferano arricchito da polvere di liquirizia, quindi un vitello tonnato dalle sfumature balsamiche. Chiusura affidata a un dessert costruito su cioccolato, nocciola e caffè, pensato come sintesi di intensità e equilibrio.

Lo chef Massimiliano Alajmo in azione al Forum della Cucina Italiana
Pizza e filiere, il racconto del pranzo
Nel programma del Forum ha trovato spazio anche la pizza, proposta da Gino Sorbillo in una versione che coniuga tradizione e attenzione alle materie prime. Un momento che ha affiancato la dimensione gastronomica al racconto delle filiere. Accanto alla cucina, infatti, i Consorzi hanno offerto uno spaccato della produzione italiana: dalla Burrata di Andria Igp alla Mozzarella di Bufala Campana Dop, fino all’olio extravergine di oliva pugliese e ai prodotti simbolo della tradizione cerealicola. Un percorso che ha restituito la varietà dei territori attraverso le loro eccellenze.
Il dolce tra letteratura e tradizione
Tra gli elementi più originali, il dessert «Il Gattopardo» firmato da Fiasconaro, realizzato per l’occasione e presentato fuori dalla Sicilia per la prima volta. Una rilettura del «Trionfo di gola» citato nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che richiama la tradizione conventuale palermitana e la trasporta in un contesto contemporaneo.

Il Gattopardo, il dessert firmato da Fiasconaro
Vino e ospitalità, il ruolo del territorio
Il percorso enogastronomico è stato accompagnato da una selezione di vini italiani curata da alcune tra le realtà più rappresentative del panorama nazionale. Non è mancato un momento dedicato all’aperitivo, con la presenza di un marchio storico come Campari, a sottolineare il legame tra cultura del bere e stile italiano. La Masseria Li Reni, più che semplice location, ha contribuito a definire l’identità dell’evento, offrendo un contesto coerente con il racconto del territorio pugliese e delle sue connessioni con il resto d’Italia.

Il presidente di Ice Matteo Zoppas (a sinistra) intervistato da Bruno Vespa
Un confronto che guarda al futuro
Il Forum si inserisce in un momento di riflessione per il settore, chiamato a confrontarsi con cambiamenti strutturali e nuove dinamiche di mercato. «Mettere insieme esperienze diverse», è stata una delle linee guida emerse, «significa costruire una visione condivisa della cucina italiana». Un percorso che passa dalla capacità di fare sistema, valorizzando competenze, territori e produzioni, mantenendo al centro il rapporto tra identità e innovazione.