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sabato 23 maggio 2026  | aggiornato alle 19:48 | 119390 articoli pubblicati

Rivoluzione per hotel e ristoranti: la nuova legge cambia regole e futuro dell’Horeca

La Legge 75/2026 cambia il rapporto tra autenticità, controlli e ristorazione. Per l’Horeca non si tratta solo di nuove sanzioni, ma di un cambio culturale: tracciabilità, filiera certificata e trasparenza diventano strumenti competitivi. Tra nuovi controlli, contrassegni Dop e responsabilità comunicativa, l’autenticità si trasforma in valore economico e leva di posizionamento per ristoranti, hotel e wine bar

23 maggio 2026 | 18:00
Rivoluzione per hotel e ristoranti: la nuova legge cambia regole e futuro dell’Horeca
Rivoluzione per hotel e ristoranti: la nuova legge cambia regole e futuro dell’Horeca

Rivoluzione per hotel e ristoranti: la nuova legge cambia regole e futuro dell’Horeca

La Legge 75/2026 cambia il rapporto tra autenticità, controlli e ristorazione. Per l’Horeca non si tratta solo di nuove sanzioni, ma di un cambio culturale: tracciabilità, filiera certificata e trasparenza diventano strumenti competitivi. Tra nuovi controlli, contrassegni Dop e responsabilità comunicativa, l’autenticità si trasforma in valore economico e leva di posizionamento per ristoranti, hotel e wine bar

23 maggio 2026 | 18:00
 

Nel film The Last Prosecco - distribuito in Italia come “Finché c'è prosecco c'è speranza” - il vignaiolo Desiderio Ancillotto pronuncia una frase che oggi suona quasi come un manifesto per il comparto della ristorazione italiana: «Non facciamo i furbi con la nostra terra, chiedendo più di quello che può darci: meglio meno, ma meglio». In quella storia ambientata tra i filari del Veneto si consuma il conflitto tra industrializzazione del gusto e tutela dell’identità territoriale. Una contrapposizione che oggi esce dal cinema e diventa materia economica, strategica e normativa con l’entrata in vigore della Legge 21 aprile 2026, n. 75, destinata a ridisegnare profondamente il rapporto tra autenticità, tracciabilità e mercato agroalimentare. Dal 29 maggio cambia infatti il paradigma dei controlli e della tutela del “made in Italy agroalimentare”. Ma per il mondo Horeca - ristoranti, hotel, wine bar, catering e ospitalità - la riforma non deve essere letta soltanto come un irrigidimento sanzionatorio. Al contrario, rappresenta probabilmente la più importante occasione degli ultimi anni per distinguersi attraverso qualità, reputazione e trasparenza.

Dal “fare i furbi” alla cultura della prova

Per anni una parte del mercato ha giocato sull’ambiguità:

  • richiami territoriali evocativi;
  • ingredienti “simil italiani”;
  • prodotti di imitazione;
  • diciture fuorvianti nei menù;
  • utilizzo disinvolto dell’Italian Sounding.

La contrapposizione tra tra industrializzazione del gusto e tutela dell’identità territoriale era già emersa nel film "The last Prosecco"
La contrapposizione tra tra industrializzazione del gusto e tutela dell’identità territoriale era già emersa nel film "The last Prosecco"

La nuova normativa punta invece a rafforzare gli strumenti contro:

  • frodi alimentari;
  • segni mendaci;
  • evocazioni ingannevoli dell’origine;
  • contraffazione delle Dop e Igp;
  • alterazioni della tracciabilità.

Quindi la domanda sorge spontanea: Quale è il cambiamento vero è culturale prima ancora che repressivo? È il valore economico intrinseco. Non sarà più soltanto nella presentazione del prodotto, ma nella capacità di dimostrarne autenticità, origine e coerenza di filiera.

Cosa cambia davvero per l’Horeca

La riforma introduce un sistema molto più rigoroso sotto il profilo dei controlli e della responsabilità commerciale.

Particolarmente rilevante per il settore Horeca è il rafforzamento della responsabilità legata alla comunicazione commerciale del prodotto. Menù, carte dei vini, storytelling di sala e indicazioni geografiche non potranno più vivere in una “zona grigia” narrativa: ogni richiamo territoriale dovrà essere coerente con la reale provenienza e documentabilità della materia prima.

I tre pilastri attuativi della riforma

L’impatto operativo della legge sarà accompagnato da una serie di provvedimenti tecnici e organizzativi destinati a ridefinire i controlli e la valorizzazione delle filiere certificate.

Il contrassegno di Stato per Dop e Igp

Uno dei passaggi più innovativi riguarda il nuovo contrassegno anticontraffazione previsto dall’articolo 6 della Legge 75/2026 per i prodotti Dop e Igp. Il sistema, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, punta a rafforzare sicurezza, riconoscibilità e tracciabilità delle produzioni certificate.

Uno dei passaggi più innovativi riguarda il nuovo contrassegno anticontraffazione per i prodotti Dop e Igp
Uno dei passaggi più innovativi riguarda il nuovo contrassegno anticontraffazione per i prodotti Dop e Igp

Per il comparto Horeca questo elemento può trasformarsi in un potente strumento commerciale:

  • rassicura il consumatore;
  • valorizza la filiera autentica;
  • aumenta la percezione di qualità;
  • rafforza il posizionamento premium del locale.

In altre parole, la certificazione non resta più confinata al produttore, ma diventa parte integrante dell’esperienza al tavolo.

La Cabina di regia e il nuovo sistema dei controlli

La legge istituisce inoltre presso il Masaf una Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare. L’obiettivo è coordinare le attività ispettive ed evitare sovrapposizioni tra i diversi organismi di vigilanza, rafforzando al tempo stesso l’efficacia investigativa contro le frodi. Il nuovo assetto coinvolgerà oltre al Masaf - Icqrf; Carabinieri per la tutela agroalimentare, Carabinieri Nas; Guardia di Finanza; Capitaneria di Porto; Polizia di Stato e VV.FF.; ADM e altri soggetti istituzionali competenti. Questo significa che la compliance non potrà più essere affrontata come semplice pratica amministrativa da esibire in caso di controllo, ma dovrà diventare parte integrante della strategia gestionale del locale.

La legge istituisce inoltre presso il Masaf una Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare
La legge istituisce inoltre presso il Masaf una Cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare

Per ristoranti, hotel e imprese Horeca sarà sempre più importante strutturare sistemi interni di prevenzione e controllo del rischio, aggiornando procedure, verifiche sui fornitori, protocolli di tracciabilità e formazione del personale. In questa prospettiva assume particolare rilievo anche l’adozione o l’aggiornamento dei modelli organizzativi ex D.lgs. 231/2001, soprattutto per le realtà più strutturate della ristorazione e dell’ospitalità, al fine di rafforzare la governance aziendale e ridurre il rischio di responsabilità derivanti da reati agroalimentari e frodi nella filiera.

La nuova centralità della tracciabilità

La riforma rafforza inoltre gli strumenti di rintracciabilità delle filiere agroalimentari più esposte al rischio frode, ponendo anche attenzione al comparto lattiero-caseario bufalino. L’obiettivo è arrivare a sistemi digitali di monitoraggio sempre più integrati, capaci di seguire il prodotto lungo tutta la catena produttiva. Per il ristoratore cambia quindi anche il rapporto con il fornitore: non sarà più sufficiente acquistare un prodotto “dichiarato autentico”, ma diventerà strategico verificare documentazione, filiera e affidabilità commerciale.

L’autenticità come nuovo lusso dell’Horeca

Con il Premium Price si apre la possibilità di applicare prezzi più alti grazie alla qualità certificata dei prodotti, alla trasparenza della filiera e alla capacità del locale di distinguersi attraverso un’identità gastronomica autentica e riconoscibile. Il vero cambiamento introdotto dalla Legge 75/2026 è probabilmente questo: l’autenticità smette di essere soltanto un valore etico e diventa un asset economico. Il cliente contemporaneo non cerca più semplicemente un piatto “buono”, ma un’esperienza credibile, coerente e verificabile. Vuole sapere cosa mangia, da dove proviene e perché quel prodotto merita fiducia. Per questo il personale di sala assume un ruolo decisivo: un cameriere o un sommelier capace di raccontare la filiera, la qualità e l’identità di un prodotto genera valore commerciale oltre che culturale. Proprio come nel film di Padovan, (l'autore ne parla anche nel suo libro, ndr) il futuro non sembra appartenere a chi forza la terra o rincorre scorciatoie commerciali, ma a chi sceglie di rispettare origine, territorio e verità del prodotto. Nell’epoca delle imitazioni perfette, il vero lusso diventa l’origine autentica. E chi saprà dimostrarla, raccontarla e servirla a tavola non venderà soltanto un piatto o un calice, ma un’identità riconoscibile, protetta e finalmente premiata dal mercato. Per anni l’autenticità è stata considerata un costo. Da oggi diventa il principale investimento competitivo soprattutto per il settore Horeca italiano.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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