A cura di Comunicazione nella Ristorazione
Per lungo tempo, il mestiere del pizzaiolo non è stato considerato “nobile” quanto quello dello chef. Nell’immaginario comune era visto come un lavoro semplice, quasi improvvisato, più legato alla necessità che alla vocazione. Una percezione che lo ha reso, per anni, culturalmente distante dal mondo femminile.

La pizza non è più un mestiere da uomini: sempre più donne fanno le pizzaiole
Storia della pizza al femminile: tradizione e protagoniste
Eppure, le donne pizzaiole hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di questa specialità, mantenendo viva una tradizione tramandata di generazione in generazione. Un contributo spesso invisibile, ma decisivo. Proprio alle donne si lega una delle espressioni più autentiche della tradizione: la pizza fritta. Tra le figure storiche più emblematiche emerge Concettina, nonna di Ciro Oliva, che vendeva pizze fritte fuori dal suo basso nel rione Sanità di Napoli. A lei è dedicata la pizzeria Concettina ai Tre Santi.

Concettina ai Tre Santi e De’ Figliole
Altro nome centrale è quello di zia Esterina Sorbillo, pizzaiola fin da giovanissima e figura chiave della tradizione familiare. Capostipite delle pizzerie fritte napoletane è invece De’ Figliole, fondata nel 1860 da una donna e ancora oggi gestita da una linea tutta al femminile. Un caso emblematico che dimostra come la presenza delle donne nella pizza non sia una novità, ma una radice profonda della sua storia.
Pizzaiole oggi in Italia: dati, crescita e nuove generazioni
Quante sono oggi le pizzaiole in Italia? Non esiste ancora un dato ufficiale univoco, ma il trend è chiaro: la presenza femminile, pur restando minoritaria, è in crescita costante. Trattasi di un’evoluzione strutturale del settore: cambia l’approccio alla professione e si riducono, anno dopo anno, le difficoltà che in passato ostacolavano l’ingresso delle donne. Le professioniste aumentano soprattutto tra le nuove generazioni, per cui la pizza è una decisione consapevole e non una questione di famiglia. Un cambio di prospettiva totale: formazione, studio, ricerca sugli impasti e creatività, un approccio che supera i modelli tradizionali e ridefinisce il mestiere.

Giorgia Caporuscio
Non a caso alcune delle visioni contemporanee e delle espressioni più interessanti hanno firme femminili, in parte con le cosiddette “figlie d’arte” come Giorgia Caporuscio, che ha portato la tradizione di famiglia tra Napoli e New York, in parte con donne che arrivano alla pizza per scelta, spesso dopo esperienze lontane dal settore, creando in tutta Italia una rete di professioniste spesso meno esposte mediaticamente, ma sempre più centrale nell’evoluzione contemporanea della pizza. Come Rosa Casulli, vincitrice del Campionato Mondiale di Parma nel 2008 e oggi docente e master istruttrice della Scuola Italiana Pizzaioli per la Puglia.

Rosa Casulli
Le donne in pizzeria stanno rivoluzionando lo spirito dei luoghi, lo stile di lavorazione e l’approccio imprenditoriale: una presenza che cresce in modo costante, anche se raccontata con toni più discreti rispetto a molti colleghi uomini, protagonisti dei social come vere e proprie “rock star”.
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